Introduzione
Secondi i dati di Bankitalia, il caro vita ha eroso il potere d’acquisto delle famiglie italiane. Gli estratti conto sono in calo soprattutto al Nord. E cresce la soluzione degli investimenti. Ecco qual è la situazione nelle diverse città.
Quello che devi sapere
Cosa sta succedendo in Italia e a Milano
Secondo i dati di Bankitalia della tavola “Depositi per provincia, settore e sottosettore della clientela” della base dati statistica aggiornata al 30 aprile 2026, citati da Il Sole 24 Ore, sui conti correnti sono fermi 1.163 miliardi, con l’inflazione che ha eroso l’11% delle somme.
A Milano, in particolare, i conti correnti delle famiglie residenti si sono alleggeriti del 4% negli ultimi quattro anni. Le cifre sono state sia erose dalla crisi, ma sono anche state dirottate altrove, verso forme di investimento più redditizie. Il capoluogo lombardo da solo raccoglie quasi l’8% di tutte le somme depositate in banca dalle famiglie consumatrici a livello nazionale: circa 90 miliardi.
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Liquidità spostata verso altre forme di investimento
A livello generale, le consistenze dei depositi bancari delle famiglie sono rimaste sostanzialmente stabili tra aprile 2022 e aprile 2026, segnando un -0,4%. I depositi delle famiglie, in pratica, hanno smesso di crescere e dopo l’aprile del 2022: i dati della Banca d’Italia hanno segnato una riduzione, mantenendo un trend di sostanziale stabilità negli ultimi cinque anni. Di pari passo, però, è cresciuto, e di molto, il mercato obbligazionario, così come le altre attività finanziarie. In sostanza, gli italiani hanno iniziato a spostare liquidità verso altre forme di investimento. Allo stesso tempo, però, si è anche ridotto il tasso di risparmio delle famiglie.
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L’erosione sui conti correnti
Lasciare fermi i soldi sui conti correnti non remunerati è quindi poco vantaggioso. Come spiega il Sole 24 Ore, del resto, a fronte di una sostanziale stabilità dello stock dei depositi (-0,4%), attualizzando invece i valori ai prezzi di oggi (con i coefficienti Foi dell’Istat), si scopre che le somme lasciate sui conti negli ultimi quattro anni hanno perso l’11,6% in termini reali. In pratica, mille euro depositati in banca ad aprile 2022 oggi a prezzi costanti valgono 884 euro.
Le somme depositate: le città più “ricche” e quelle più “povere”
Se si rapportano poi le somme depositate alla popolazione residente (dati Istat al 1° gennaio 2026) se ne ricava una mappa con grandi differenze a seconda dei territori.
In cima alla classifica provinciale c'è Bolzano, dove le famiglie consumatrici detengono in media 37mila euro pro capite sui conti correnti. Segue Milano con 32mila e 500 euro, poi Sondrio con 30mila e 500, frutto di redditi superiori al resto del Paese e di alcuni grandi patrimoni. Valori elevati si registrano anche a Piacenza (31.200 euro), Trento (29.700mila) e Belluno (29.500).
All’estremo opposto della classifica troviamo invece Crotone, con appena 11.600 euro pro capite, seguita da Trapani (12.900), Siracusa (13mila), Ragusa (14.200) e Palermo (14.300).
La mappa del riassetto della liquidità delle famiglie
Anche la mappa che disegna il riassetto della liquidità delle famiglie non è per nulla uniforme.
Gli incrementi più consistenti - tra aprile 2022 e aprile 2026 - si vedono nel Mezzogiorno. Spiccano, tra chi ha aumentato di più le giacenze annue, le province sarde (+11%), poi Benevento (+8,6%), Caserta (+8,5%), Brindisi (+7%) e Potenza (+6,9%).
All’estremo opposto, i cali più marcati interessano il Nord e parte del Centro. Asti registra la flessione più ampia (-10,3%), seguita da Biella (-8,9%), Modena (-7,7%), Alessandria (-7,6%) e Rimini (-7,3%). Oltre a Milano perdono terreno anche altri poli economici, da Torino (-4,1%), passando per Bergamo (-4,2%), Genova (-6,2%) e infine Parma (-5,8%).
Dove conviene sistemare la propria liquidità
Ma dove conviene sistemare la propria liquidità? A guardare il rendimento, sempre secondo quanto indica Il Sole 24 Ore, sono i titoli di Stato a vincere la gara del "parcheggio" più remunerativo della liquidità a sei mesi.
In generale, chi ricerca la massima disponibilità delle somme può orientarsi verso Etf monetari o conti deposito liberi. Mentre le obbligazioni governative con scadenza inferiore all’anno, come BoT e BTp di prossima scadenza, rappresentano probabilmente la soluzione più semplice per chi conosce già il mercato obbligazionario.
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