Caro-energia, nel 2027 rischio picco inflazione al 3,7% e possibile crollo del Pil
EconomiaIntroduzione
Secondo le stime dell'Ufficio Studi Confcommercio, un nuovo shock energetico sui mercati potrebbe essere fatale per la crescita dell'economia italiana. L’Usc ha calcolato quanto il caro-energia inciderà su inflazione, consumi e crescita nel 2027, anche considerando il peso dei rincari di elettricità e gas sulle imprese del terziario e sulle bollette delle famiglie. Alla luce dei dati, il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, chiede al governo "misure immediate e interventi strutturali".
Quello che devi sapere
Boom inflazione e Pil in calo
Secondo Confcommercio, "nello scenario energetico più sfavorevole, con il Brent stabilmente a 140 dollari nel 2027 (rispetto agli attuali 100), l'inflazione aumenterebbe di 0,7 punti percentuali e si attesterebbe al 3,7%, mentre ci sarebbe un'ulteriore perdita di mezzo punto di consumi reali - 250 euro per famiglia, pari in totale, a circa 6,5 miliardi - e tre decimi di Pil che arriverebbe a 0,6%, riportando la crescita del Paese allo ‘zero virgola’”.
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I consumi obbligati
L’inflazione per i consumi obbligati salirebbe ad "un problematico 5,9%" (mentre per i consumi liberi sarebbe del 2,3%). Le spese obbligate raggiungerebbero "la quota record del 42,9% del totale dei consumi, un livello mai visto in Italia, generando un forte effetto depressivo sulla propensione al consumo”.
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Le stime sul Pil
Per il terzo trimestre 2026, l’Ufficio Studi Confcommercio stima un rallentamento del Pil a +0,1% congiunturale rispetto al +0,2 del secondo trimestre e al +0,3% dei primi tre mesi dell'anno. Senza shock eccezionali anche il quarto sarebbe tra 0 e 0,2% e il 2026 si chiuderebbe all'1%, ha spiegato il direttore Usc, Mariano Bella, parlando della crisi energetica che mette in pericolo consumi e crescita per il 2027.
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I due scenari
Nello scenario base, con il Brent a 100 dollari, l'incremento dei prezzi al consumo del 2027 sarebbe intorno al 3%. Nello scenario peggiore, invece, si finirebbe a un 3,7% medio. "Questi 7 decimi di scarto costituiscono il problema più grave per l'anno prossimo - ha osservato - perché 7 decimi di inflazione in più a parità di altre condizioni implicano riduzione del potere d'acquisto, minori consumi, minore prodotto interno lordo”.
Futuro preoccupante
"Il Paese è ancora vitale - ha rilevato Bella - non so quanto potrà reggere perché un fastidioso rallentamento del Pil è dietro l’angolo. Ormai sono 6 mesi che aspettiamo l'esplosione, in termini di potere d'acquisto, della cosiddetta più grande crisi energetica degli ultimi 40 anni, però ancora non si è pienamente manifestata", ha concluso Bella avvertendo che "è sul futuro che si addensano le preoccupazioni”.
Shock energetico, +1 miliardo per bolletta elettrica nel II semestre
Secondo l’analisi delle dinamiche dei prezzi energetici realizzata da Confcommercio in collaborazione con il Cer e le stime dell'Ufficio Studi Confcommercio sugli effetti del caro energia su inflazione, consumi e crescita, per le imprese del commercio, del turismo e della ristorazione la bolletta elettrica nel secondo semestre 2026 potrà avere un aggravio superiore al miliardo di euro anche per l'aumento dei consumi elettrici in estate per il maggiore utilizzo della climatizzazione e costi più elevati.
Boom consumi energetici
Nel terzo trimestre 2026 i consumi sono stimati in crescita del 15% rispetto al trimestre primaverile. Nel secondo semestre l'aggravio di un 1,062 miliardi sarebbe per 494 milioni a carico dei negozi, 207 milioni per i ristoranti, 164 milioni per gli alberghi, 111 milioni per i bar e 50 milioni per la Gdo (grande distribuzione). La spesa energetica complessiva trimestrale delle imprese del comparto potrebbe così arrivare fino a 2,9 miliardi di euro, il secondo livello di spesa trimestrale più alto di sempre, tornando sui livelli raggiunti solo con la crisi energetica del terzo trimestre 2022 causata dallo scoppio del conflitto russo-ucraino e con il Ttf al massimo storico.
Il costo dell’energia
In Italia l'elettricità è fino a quasi 70 euro/Mwh più cara dei principali Paesi Ue: 65,3 euro per MWh rispetto alla Germania, 67,2 euro rispetto alla Spagna e 69,4 euro rispetto alla Francia. A pesare è il mix energetico italiano, ancora troppo dipendente dal gas. Nel 2025, il 43,7% dell'elettricità italiana è stato generato da impianti alimentati a gas, contro il 18,2% della Spagna, il 17,6% della Germania e appena il 3,2% della Francia che usa molto nucleare. A settembre 2026, il prezzo del metano sul mercato europeo Ttf vede un aumento del 161,2% rispetto a settembre 2025, mentre il petrolio segna un incremento del +55,7% dall'inizio del 2026 e un +62,6% rispetto a un anno fa. Dunque "lo shock è uguale per tutti, ma i suoi effetti sono asimmetrici" rimarca l'ufficio studi Confcommercio.
Il confronto con gli altri Paesi
Dalle fonti rinnovabili deriva il 50% dell'elettricità italiana - meno del 56,9% della Spagna e del 56,3% della Germania - ma lo svantaggio economico italiano è negli impianti spesso alimentati a metano. Sul divario di prezzo con altri Paesi Ue incidono anche oneri e imposte, componente che tra il 2021 e il 2025 è aumentata in Italia del 33,9%, mentre in Spagna e Germania è diminuita, rispettivamente dell'11,7% e del 22,6%.
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Il monito di Sangalli
Per evitare il disastro economico nel 2027, il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, chiede incentivi fiscali per l'efficienza energetica e un ulteriore intervento sugli oneri di sistema, "accelerare sulle rinnovabili e sullo sviluppo del nucleare sostenibile, ridurre la dipendenza dal gas, potenziare reti e sistemi di accumulo e riformare il meccanismo di formazione del prezzo dell'elettricità". E poi suggerisce di "favorire la diffusione tra le imprese di contratti di acquisto di energia in forma aggregata, per garantire prezzi vantaggiosi e stabili nel lungo termine. Ma - avverte infine - bisogna agire subito, altrimenti andremo incontro ad una nuova stagione inflazionistica che ridurrà drasticamente i consumi e la crescita del Paese".
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