Modello 730, agevolazioni per donazioni a enti culturali e onlus: come funzionano

Economia
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Introduzione

Il Modello 730 2026 può essere presentato entro il 30 settembre 2026 direttamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate oppure al proprio sostituto d’imposta (se quest’ultimo ha comunicato entro il 15 gennaio di prestare assistenza fiscale), a un Caf o a un professionista abilitato (consulente del lavoro, dottore commercialista, ragioniere o perito commerciale, società tra professionisti). Nella dichiarazione si possono inserire diverse uscite che consentono di recuperare una parte delle spese sostenute e di valorizzare fiscalmente alcune scelte effettuate nel corso dell’anno precedente. Tra queste, ci sono anche una grande varietà di donazioni, per esempio agli enti culturali, che consentono di ottenere un’agevolazione fiscale.

Quello che devi sapere

La guida per le agevolazioni fiscali

Bisogna ricordare che l’agenzia delle Entrate, come ogni anno, mette a disposizione una guida dettagliata - nella sezione L’agenzia informa del sito web istituzionale - che illustra tutti i benefici fiscali e fornisce le indicazioni pratiche per fruirne in dichiarazione. Tra le agevolazioni ci sono anche le erogazioni liberali effettuate a favore di enti dello spettacolo, di fondazioni operanti nel settore musicale e in genere di attività culturali e artistiche.

 

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Le donazioni a enti culturali

Come spiega FiscoOggi, la rivista online dell'Agenzia delle Entrate, nel quadro della dichiarazione dei redditi 2026 le erogazioni liberali hanno un ruolo definito, ovvero si tratta di versamenti a titolo gratuito con cui il contribuente sostiene soggetti e attività specifici, che presentano un vantaggio fiscale poiché ritenuti meritevoli dalla legge. Il campo di applicazione è ampio e va dallo sport dilettantistico alla cultura, spettacolo, scuola, università, ricerca, Onlus, volontariato, associazioni di promozione sociale ed enti del Terzo settore iscritti al Runts.

 

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Le istituzioni religiose e i fondi

Nella guida dell’Agenzia delle entrate sono inclusi anche i contributi a istituzioni religiose, fondazioni e associazioni riconosciute, oltre a casi meno frequenti come le erogazioni al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato, a trust o fondi speciali. Il beneficio fiscale può consistere in una detrazione d’imposta o in una deduzione dal reddito. Per ottenerlo, però, è necessario rispettare le regole previste che sono sempre: destinatario ammesso dalla norma, pagamento tracciabile e documentazione da conservare.

 

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Le erogazioni per cultura, musica e spettacolo

Nella sezione dedicata alle erogazioni liberali, una parte significativa riguarda il sostegno alla cultura e allo spettacolo. Il legislatore riconosce un beneficio fiscale a chi contribuisce, con versamenti volontari, alla tutela e alla promozione di attività considerate di interesse pubblico. In queste ipotesi il vantaggio si traduce, di regola, in una detrazione dall’imposta, da indicare nei righi E8/E10 del modello 730 (e righi RP8/RP13 nel modello Redditi) con il codice previsto per ciascuna tipologia. Cambiano, però, i soggetti destinatari, le finalità ammesse e, in alcuni casi, i limiti entro cui il beneficio può essere calcolato.

 

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Come indicare le erogazioni liberali per la cultura

Le erogazioni liberali a favore delle attività culturali e artistiche devono essere indicate in dichiarazione con il codice 26. In questa categoria rientrano i versamenti in denaro, ma anche le cessioni gratuite di beni, effettuati a favore dello Stato, delle Regioni, degli enti locali, di enti e istituzioni pubbliche, nonché di comitati organizzatori appositamente costituiti con decreto del ministro della Cultura. Sono ricomprese anche fondazioni e associazioni legalmente riconosciute, senza scopo di lucro, che svolgono o promuovono attività di studio, ricerca e documentazione di rilevante valore culturale e artistico, oppure che organizzano e realizzano attività culturali sulla base di apposite convenzioni.

Cosa sapere sulla detrazione

Il beneficio per le erogazioni liberali consiste in una detrazione del 19% dall’imposta lorda calcolata sul denaro erogato o sul valore normale determinato ai sensi dell’articolo 9 del Tuir per le erogazioni in natura. La detrazione spetta per:

  • acquisto, manutenzione, protezione o restauro di beni culturali (Dlgs n. 42/2004 e Dpr n. 1409/1963)
  • allestimento, in Italia o all’estero, di mostre ed esposizioni di rilevante interesse scientifico-culturale di tali beni, studi, ricerche, catalogazioni, documentazioni e pubblicazioni collegate a beni culturali e ogni altra manifestazione di rilevante interesse scientifico-culturale anche a scopo didattico-promozionale, compresi gli studi, le ricerche, la documentazione e la catalogazione e le pubblicazioni relative ai beni culturali
  • il costo specifico o, in mancanza, il valore normale dei beni ceduti gratuitamente, in base ad apposita convenzione (articolo 15 comma 1, lettera h) del Tuir).

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Le erogazioni alla fondazione “La Biennale di Venezia”

Una voce riguarda le erogazioni liberali in denaro alla fondazione “La Biennale di Venezia”, da indicare con il codice 24. Si tratta di una previsione mirata, riferita a un soggetto specifico, che consente anche in questo caso di detrarre dall’imposta lorda il 19% dei versamenti effettuati a sostegno di una delle principali istituzioni culturali italiane. La detrazione è calcolata su un importo non superiore al 30% del reddito complessivo, considerando anche il reddito dei fabbricati assoggettato a cedolare secca, i redditi assoggettati a imposta sostitutiva in applicazione del regime forfetario e gli altri redditi indicati nella guida. Nell’importo devono essere comprese anche eventuali erogazioni già indicate nella certificazione unica con lo stesso codice 24.

Le erogazioni a favore degli enti dello spettacolo

Le erogazioni liberali a favore degli enti dello spettacolo vanno indicate con il codice 27. La detrazione, nella medesima misura del 19%, spetta per i versamenti effettuati a favore di enti o istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni legalmente riconosciute, senza scopo di lucro, che svolgono esclusivamente attività nello spettacolo. Le somme devono essere destinate alla realizzazione di nuove strutture, al restauro e al potenziamento di quelle esistenti, oppure alla produzione nei diversi settori dello spettacolo. Il beneficio è calcolato su un importo massimo pari al 2% del reddito complessivo dichiarato, tenendo conto anche dei redditi indicati dalla guida ai fini del reddito di riferimento. 

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Le erogazioni alle fondazioni musicali

Le erogazioni liberali in denaro a favore delle fondazioni operanti nel settore musicale hanno il codice 28. Anche in questo caso la detrazione è pari al 19%, il beneficio riguarda i versamenti effettuati a favore degli enti di prioritario interesse nazionale del settore musicale per i quali è prevista la trasformazione in fondazioni di diritto privato. La regola generale prevede che la detrazione sia calcolata su un importo non superiore al 2% del reddito complessivo. Il limite sale però al 30% in alcune ipotesi specifiche:

  • per le somme versate al patrimonio della fondazione al momento della partecipazione dei privati
  • per i contributi alla gestione dell’ente nell’anno in cui viene pubblicato il decreto di approvazione della trasformazione in fondazione e per i tre periodi d’imposta successivi. In quest’ultimo caso, il contribuente deve assumere con atto scritto l’impegno a versare una somma costante per tre anni; se l’impegno non viene rispettato, le somme detratte indebitamente sono recuperate.

Attenzione all’Art bonus

Quando si inseriscono nel 730 le erogazioni liberali per cultura, musica e spettacolo bisogna fare attenzione al rapporto con l’Art bonus. La detrazione, in questo caso, spetta solo per le liberalità che non rientrano nel credito d’imposta da indicare nel rigo G9.

 

Per approfondire: Modello 730, nelle dichiarazioni dei redditi aumentano le spese agevolate

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