Introduzione
Nonostante la proroga del taglio delle accise sui carburanti fino al 1° maggio, ai distributori continuano i rialzi e il peso si fa sentire particolarmente su chi possiede un veicolo diesel. Sulla base degli ultimi dati disponibili, sabato 4 aprile la benzina in modalità self veniva venduta in media sulla rete stradale nazionale a 1,777 euro al litro, mentre il gasolio toccava una media di 2,130 euro al litro. Da cosa dipende la differenza di prezzo?
Quello che devi sapere
Il rincaro del diesel non è dovuto solo alla guerra
Sia benzina che diesel risentono delle tensioni e dalle difficoltà dell’approvvigionamento dovute alla guerra in Medio Oriente, ma a ben vedere già prima che scoppiasse il conflitto il gasolio costava più della benzina. Tutto è partito con l’ultima Legge di Bilancio.
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Il riallineamento delle accise dell’ultima Manovra
La Manovra varata lo scorso dicembre ha previsto il riallineamento delle accise tra benzina e diesel, andando di fatto ad abbassare la tassa di 4,05 centesimi per litro sulla prima e ad aumentare della stessa cifra quella sul secondo. L’effetto è stato immediato e già nei primi giorni di gennaio il costo del gasolio aveva superato quello della benzina.
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Perché prima le accise sul diesel erano più basse
L’accisa sul diesel è stata a lungo più bassa che quella sulla benzina, perché è il carburante più utilizzato nel settore del trasporto merci e della logistica. Si era quindi cercato di limitare l’impatto economico del rifornimento sugli attori di una filiera chiave per l’industria italiana, ma con il passare del tempo lo “sconto” rispetto alla benzina era poi stato reinterpretato come dannoso, anche perché il gasolio è piuttosto inquinante e quindi non del tutto in linea con la più recente sensibilità alla crisi climatica.
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Il costo dei biocarburanti
Sempre a partire dall’inizio del 2026, in tutti i Paesi dell’Unione europea sono poi scattati gli aumenti sulla quota obbligatoria di biocarburanti da aggiungere ai carburanti per limitarne l’impatto ambientale, di circa 2 centesimi al litro. È vero che questo ha colpito in modo uguale sia il diesel che la benzina, ma alla fine si è mostrato più dannoso sul gasolio, visto che si è andato ad aggiungere a un’accisa più alta.
Diesel, petrolio e la guerra contro l’Iran
Il gasolio è una miscela di idrocarburi allo stato liquido, che nasce da un processo di distillazione frazionata del petrolio greggio. Venendo alla guerra in corso in Iran, è chiaro che se aumenta il costo del petrolio aumenta anche il costo del gasolio.
Il diesel è uno dei carburanti più utilizzati
Gli effetti dei rincari sul diesel sono poi spesso ancora più immediati di quelli sulla benzina, perché, come anticipato, è un carburante chiave per moltissimi settori: il trasporto su camion e le industrie, ma anche l’agricoltura e la pesca. A questo bisogna aggiungere che per molti anni il suo utilizzo quotidiano come rifornimento per veicoli è stato incentivato anche attraverso vantaggi fiscali. In momenti di difficoltà come questo, a una domanda così alta corrisponde a un’impennata dei prezzi.
La spirale di rincari
Se si considerano i costi in aumento per la logistica e per l’agricoltura, va sottolineato che il prezzo del diesel viene poi spesso scaricato sul consumatore finale, innescando così un’ulteriore spirale di rialzi che va a pesare in primis sulle tasche dei cittadini.
Gli aiuti per il gasolio agricolo
È in questo contesto che alcuni Paesi si sono mossi con interventi specifici per il gasolio. Lo ha fatto anche il governo Meloni. Nell’ultimo decreto carburanti è infatti stato inserito un credito d’imposta del 20% sui costi del diesel agricolo, provvedimento finora riservato al solo comparto della pesca.
L’esempio della Lituania
Per fare un altro esempio: fuori dall’Italia, il governo lituano ha approvato proprio negli scorsi giorni una riduzione l'aliquota sul gasolio, da 500 a 450 euro per 1.000 litri per il diesel convenzionale e da 60 a 10 euro per il diesel a uso agricolo. Il provvedimento sarà in vigore fino al prossimo 15 giugno.
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