Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Luce e gas, costi in aumento per la guerra in Iran: rincari da 5 miliardi in Lombardia

Economia
©Ansa

Introduzione

La crisi in Medio Oriente e nel Golfo potrebbe pesare in maniera significativa sui costi energetici delle imprese e delle famiglie lombarde. In particolare, sul gas è previsto un aumento del 28%. Le stime arrivano dalla Cna: “Se la situazione perdurerà, le imprese lombarde faranno molta fatica. Credito, gas, energia elettrica e filiere produttive vanno in crisi: il manifatturiero va supportato, produce coesione sociale e ricchezza da distribuire”. Ecco cosa sapere.

Quello che devi sapere

Le stime per la Lombardia

Secondo una ricerca realizzata dal Centro Studi Sintesi per Cna Lombardia, si stima che il costo energetico complessivo (energia elettrica e gas) della Lombardia passerà da 23,6 miliardi di euro a oltre 28,8 miliardi di euro tra l'anno 2025 e il 2026 con un incremento del 22%.

 

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Perché la crisi colpisce di più il gas

Tra le due commodity, è il gas a far segnare il maggiore aumento (+28%), mentre l'elettricità, pur confermandosi voce dominante nella spesa energetica regionale, si ferma vicino al +19%. Tutto questo è coerente con la natura della crisi in atto: è una crisi di fornitura di gas e questa si scarica sull'elettricità solo parzialmente perché il mix italiano gode di una quota di rinnovabili che non risentono direttamente del prezzo del gas.

 

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Gli scenari diversi a seconda della durata della guerra

I calcoli si basano su scenari in continua evoluzione. In particolare sarà determinante capire la durata del conflitto per valutarne gli effetti. Pochi giorni fa il Centro studi di Confindustria ha fatto diversi calcoli in materia su base nazionale: nell'ipotesi in cui il conflitto si dovesse protrarre fino all'estate, con prezzi superiori a 60 euro/Mwh per il gas e di 110 dollari/barile, le imprese manifatturiere italiane si troverebbero a pagare ulteriori 7 miliardi l'anno in più in bolletta rispetto al 2025. Nell'ipotesi di uno scenario peggiore, con il protrarsi della guerra fino a fine anno e con un prezzo del gas di 100 euro/Mwh e del petrolio di 140 dollari/barile, le imprese manifatturiere italiane pagherebbero 21 miliardi in più. Insomma se la guerra terminasse in un mese, il rincaro annuale di gas e petrolio si limiterebbe al +12%, salirebbe a +60% con 4 mesi di guerra, arrivando al +133% nel caso di conflitto fino a fine anno.

 

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I costi maggiorati per il gas

Tornando al caso della Lombardia, il gas potrebbe avere un aumento stimato di 2,3 miliardi di euro rispetto al 2025. Oltre un terzo di questa cifra (circa 850 milioni) riguarda l’uso domestico, comprendendo anche i condomini. Altri 680 milioni riguardano i rincari per le industrie. Altri settori colpiti duramente saranno Commercio e servizi (405 milioni di extra). La generazione elettrica contribuisce alla spesa regionale per il gas con una quota di 359 milioni.

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I comparti per l'energia elettrica

Nei costi per l’energia elettrica, invece, il comparto dominante è il manifatturiero con il 47% della spesa totale della Lombardia. Secondo la Cna, “solo in questo settore si stima che l’aumento dei costi per l’anno 2026 assommi a 1,3 miliardi di euro più del 2025”. Nei servizi previsto un aumento di oltre 830 milioni di euro, mentre il commercio potrebbe dover sostenere una spesa per l’energia elettrica maggiorata di circa 190 milioni di euro. Di oltre 100 milioni sarà l’aumento per le attività professionali. Per il domestico, si stima che l’aumento superi il mezzo miliardo di euro.

I costi provincia per provincia

L’analisi si concentra anche sulla distribuzione provinciale degli extra costi dell’elettricità. I rincari più pesanti riguardano la provincia di Milano, dove sono concentrate la maggior parte di industrie, servizi e popolazione regionale. La spesa potrebbe aumentare per più di 735 milioni di euro sui 2,9 miliardi attribuibili all’intera regione. Seguono Brescia con oltre mezzo miliardo di euro in più (559 milioni) rispetto al 2025. Poi Bergamo (+368 milioni), Cremona (+213), Varese (+212), Monza e Brianza (+194), Pavia e Mantova (+160), Como (+119), Lecco (+95), Lodi (+53) e Sondrio (+46).

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Il commento della Cna

"Ce lo aspettavamo, la guerra la pagano non solo le sue vittime, fatto già umanamente gravissimo, ma anche famiglie, imprese, persone europee, e lombarde, che stanno già sopportando un'impennata di costi delle materie prime e dell'energia", ha concluso Giovanni Bozzini, presidente di Cna Lombardia.

 

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