Prezzi, benzina giù dopo taglio accise ma diesel resta alto. Chiesto nuovo intervento

Economia
©Ansa

Introduzione

Gli italiani continuano a fare i conti con i rincari provocati dalla situazione in Medio Oriente e dalla guerra all’Iran. Dopo il taglio delle accise deciso dal governo di Giorgia Meloni per 20 giorni, il prezzo della benzina è sceso ma quello del diesel è rimasto su livelli record. Da più parti si chiede un nuovo intervento dell’esecutivo. Critiche dal mondo dell’agricoltura, esclusa dal dl. Oltre ai carburanti, a preoccupare è anche la bolletta del gas. Il punto su cosa sta succedendo

Quello che devi sapere

Benzina in calo, diesel no

Dopo l’intervento del governo, che il 18 marzo ha dato il via libera in Cdm a un decreto legge contro il caro carburanti e le speculazioni che prevede – tra l’altro – il taglio delle accise per 20 giorni, in Italia il prezzo della benzina è in calo mentre il diesel resta a livelli record. Una situazione che, oltre ai cittadini, sta mettendo ancora sotto pressione gli autotrasportatori e tutta la filiera. Da più parti, quindi, si chiede al governo un altro intervento mirato.

Per approfondireDiesel e benzina, il confronto con i prezzi degli altri Paesi

Il prezzo della benzina

Riguardo alla benzina, fonti del ministero delle Imprese e del Made in Italy hanno sottolineato come il prezzo medio alla pompa sia a 1,713 euro: è "nettamente più basso rispetto alla media degli ultimi anni", hanno detto. Le stesse fonti hanno aggiunto che risulta inferiore alla media del 2025 (-2 cent), del 2024 (-10 cent), del 2023 (-15 cent) e del 2022 (-9 cent), anno in cui fu realizzato il taglio delle accise nella scorsa legislatura.

Per approfondirePrezzo benzina e diesel, taglio accise sui carburanti: cosa cambia

pubblicità

I controlli

Intanto, il Garante per la sorveglianza dei prezzi del Mimit ha trasmesso alla Guardia di Finanza un nuovo elenco di distributori, pari al 2,7%, che invece di adeguare i listini al taglio delle accise hanno aumentato i prezzi alla pompa. "Su questi impianti si concentrerà un'azione di controllo mirata", ha spiegato il ministero di Via Veneto.

 

Per approfondireCarburanti, cosa prevede il decreto legge: da taglio accise a sostegni ai tir. Le misure

Il nodo diesel

Le associazioni dei consumatori, però, hanno fatto presente che oltre alla benzina resta il nodo gasolio. Il prezzo impatta direttamente sull'autotrasporto: il 90% delle merci, infatti, in Italia viaggia su gomma.

pubblicità

Unc: "Record" per il gasolio

Il gasolio registra, rispetto alle medie annue, "il record di sempre", ha sottolineato Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori. "Il diesel costa, infatti, 31 centesimi in più rispetto al 2025, 25 cent in più del 2024, 17 cent in più rispetto al 2023, 15 cent in più del 2022, l'anno nero dell'invasione dell'Ucraina", ha spiegato Dona facendo il confronto con i 1,966 euro del 21 marzo. "Questi dati dimostrano che bisognava, in deroga, abbassare di 15 cent le accise sulla benzina, ora fin troppo conveniente, e di 25 cent il gasolio, ancora troppo caro", ha aggiunto.

I prezzi più alti

“È finita la discesa dei prezzi dei carburanti. Il gasolio, secondo le medie regionali calcolate dal Mimit, in modalità self, è rincarato in tutta Italia. Insomma, il calo dei prezzi, avvenuto con il contagocce e durato 3 giorni, è terminato e i prezzi sono tornati a salire ovunque", ha dichiarato ancora Dona. Ha aggiunto che “dopo la rete autostradale, che come sempre è la più cara e dove il gasolio è ancora sopra i 2 euro (2,045), la regione più costosa per il gasolio è la Campania con 1,995 euro al litro, mentre la benzina più salata è in Basilicata con 1,747 euro al litro".

pubblicità

I numeri del Codacons

Secondo il Codacons, l'aumento del prezzo industriale dei carburanti sta "mangiando" lo sconto sulle accise. Secondo l’associazione, domenica 22 marzo i listini alla pompa del gasolio hanno registrato, rispetto al giorno precedente, un incremento generalizzato sulla rete che ha portato il prezzo medio a 1,976 euro al litro, mentre la benzina è salita a 1,717 euro/litro. Sulle autostrade, continua il Codacons, il diesel è salito a 2,045 euro al litro, la verde a 1,781 euro/litro. In alcune regioni i listini del gasolio al self si avvicinano sempre di più alla soglia dei 2 euro al litro, con i prezzi più alti in Campania (1,995 euro/litro), Calabria (1,994 euro/litro), Molise (1,990 euro/litro), ha sottolineato l’associazione.

I rincari

I rincari, secondo il Codacons, “non dipendono dalla mancata applicazione del taglio delle accise, dal momento che solo il 2,7% degli impianti non aveva adeguato i prezzi allo sconto disposto dal governo, ma sono causati dalla crescita del prezzo industriale dei carburanti, che prosegue inesorabile, e dalle forti anomalie che permangono a livello regionale nell'andamento dei listini”. Rispetto ai prezzi medi praticati il 18 marzo scorso, prima del decreto del governo, il gasolio alla pompa è sceso il 22 marzo di 12,7 centesimi di euro, a fronte di un taglio delle accise di 24,4 centesimi, la benzina cala invece di 15 centesimi. "Un andamento al rialzo – ha sottolineato il Codacons – che rosicchia giorno dopo giorno lo sconto sulle accise, determinando un mancato risparmio da 5,85 euro su un pieno di gasolio, e che di questo passo entro pochi giorni vanificherà del tutto la riduzione della tassazione che durerà solo per un periodo di 20 giorni". 

pubblicità

“Le misure nazionali da sole non bastano”

È intervenuta anche la Cgia di Mestre: ha ricordato che, da inizio anno, il prezzo del diesel è salito del 20,9% (+34 cent al litro), quello della benzina del 3%. "È chiaro che le misure nazionali da sole non bastano: servono anche interventi a livello Ue per permettere ai singoli Paesi di ridurre in modo stabile le tasse sui prodotti energetici senza mettere a rischio i conti pubblici", ha spiegato. Facendo un confronto con il 31 dicembre 2025, in questi giorni fare il pieno a un autocarro con massa inferiore alle 7,5 tonnellate "costa circa 172 euro in più", un incremento che, su base annua, "significa +12.350 euro circa per ciascun mezzo", ha calcolato la Cgia.

Il settore agricolo

Intanto, il decreto legge del governo ha scontentato il settore agricolo. Confagricoltura ha denunciato l’esclusione dal dl carburanti. "L'augurio è che la politica rimedi rapidamente a una decisione che sa di beffa verso uno dei settori produttivi che rischia di pagare le conseguenze più gravi della crisi in corso", ha aggiunto il presidente di Confagricoltura Sardegna, Stefano Taras.

pubblicità

Il nodo gas

E con la guerra scatenata dagli Usa e Israele contro l'Iran, c’è anche il nodo gas: le tariffe hanno preso il volo. I prezzi per i canoni fissi del mercato libero sono saliti, per le tariffe più economiche, del +13% rispetto allo scorso gennaio, con un incremento di 180 euro. Ma in alcuni casi - secondo una indagine di Assium, l'associazione italiana degli Utility manager - si raggiungono picchi del 45%. L'impennata delle quotazioni energetiche, rileva lo studio, ha avuto anche un secondo effetto: le società fornitrici "hanno tagliato in modo drastico le offerte a prezzo fisso". Nel settore domestico solo il 17% delle offerte disponibili - escludendo le "placet" equiparate a condizioni di tutela - sono a prezzo fisso, ha sottolineato l'indagine di Assium.

 

Per approfondireQatar, con il conflitto in Medio Oriente va in crisi l’impero del gas

pubblicità