Scuola, si va verso il rinnovo del contratto. In arrivo nuovi aumenti: ecco di quanto

Economia
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Introduzione

Il personale scolastico potrebbe avere presto aumenti di stipendio con il rinnovo del contratto nazionale, quello per il triennio 2025-2027. Previsto un incremento medio delle retribuzioni di 143 euro lordi mensili, che porterebbero a un aumento cumulato di 416 euro, contando i rinnovi dal 2019. Ecco cosa si è saputo finora.

Quello che devi sapere

Governo al lavoro

L’esecutivo sta lavorando per accelerare nelle trattative per i rinnovi dei contratti dei dipendenti pubblici italiani. L’Aran, l’agenzia che tratta con i sindacati per i contratti del pubblico impiego, di solito parte con quello del comparto Funzioni centrali. In questo caso la trattativa era stata avviata già da dicembre mentre quella per il comparto scuola solo da poche settimane. Però c’è la concreta possibilità che avvenga il sorpasso: per la prima volta il nuovo contratto di docenti, personale Ata e ricercatori universitari potrebbe essere firmato prima di tutti gli altri.

 

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Le tempistiche e chi riguarda

Il personale del comparto scuola comprende 1,3 milioni di lavoratori: si tratta di un terzo di tutti i lavoratori pubblici impiegati nella Pubblica amministrazione. Ora si attendono le due riunioni decisive all’Aran, in programma il 24 marzo e soprattutto il 1° aprile. E anche la Cgil, che si era sfilata dai precedenti rinnovi, questa volta potrebbe firmare l'accordo. 

 

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Aran: “1 aprile possibile firma accordo economico Istruzione"

"Il 1 aprile probabilmente potremmo firmare l'accordo economico per il 2025-27, visto anche il clima che c'è stato nella prima riunione, all'avvio delle trattative”, ha dichiarato il presidente Aran, Antonio Naddeo. "Non è una cosa di poco conto, perché sarebbe la prima volta che il contratto di un comparto così complicato (istruzione e ricerca) venga firmato prima di tutti gli altri contratti del 2025-27", spiega. E aggiunge: "Io penso che se riuscissimo a chiudere innanzitutto l'accordo economico, nonostante i pareri non pienamente positivi da parte delle organizzazioni sindacali sulle risorse che noi abbiamo a disposizione, sarebbe un segnale tangibile importante. Chiudere il contratto dopo aver chiuso a dicembre quello 2022-24 non è una cosa da poco”.

 

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L’aumento cumulato di 416 euro

Lo scorso dicembre era stato sottoscritto il contratto del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2022-2024, con aumenti medi mensili pari a 150 euro. Il contratto del precedente triennio (2019-2021), firmato nel gennaio 2024, aveva prodotto un aumento medio delle retribuzioni di 123 euro. Per il triennio 2025-2027, si discute di un incremento previsto di altri 143 euro medi mensili. E per lo stesso periodo gli arretrati sono stimati in 1.600 euro. Quindi nel giro di tre rinnovi in pochi anni, gli aumenti lordi medi mensili potrebbero arrivare a 416 euro.

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Valditara: “Con terzo contratto 416 euro in più in media al mese"

Il ministro del'Istruzione Giuseppe Valditara nei giorni scorsi si è detto ottimista: "Abbiamo mandato all'Aran il nostro atto di indirizzo per rinnovare il terzo contratto in questa legislatura: non c'è governo che abbia siglato tre contratti per un aumento medio di 416 euro al mese, quando sarà firmato anche il terzo contratto”. Poi ha spiegato: “Abbiamo aggiunto una serie di provvidenze importanti, per esempio per garantire l'assicurazione sanitaria; stanziato risorse per l'assicurazione sugli infortuni sul lavoro e per una serie di interventi a favore del personale scolastico; stiamo iniziando a dare il via a un meccanismo di welfare per il benessere dei lavoratori della scuola che deve essere sempre più incentivato e incoraggiato”. Tra i prossimi obiettivi del ministro: “Continuare a potenziare il welfare per il personale della scuola, completare il rinnovo dei programmi scolastici e il grande progetto di riqualificazione degli edifici scolastici che è stato avviato e che coinvolge il 25% delle scuole italiane”.

L’iter normativo

Come spiega Il Messaggero, per quanto riguarda la parte normativa, l’atto di indirizzo firmato dai ministri Zangrillo (Pubblica amministrazione) e Valditara (Istruzione), cioè il documento guida che verrà seguito nel negoziato per il rinnovo del Ccnl, prevede anche la stipula di convenzioni con operatori del settore bancario per offrire al personale docente significative agevolazioni su mutui ipotecari per l’acquisto di un’abitazione, prestiti personali e cessioni del quinto. In ambito di misure di welfare destinate al personale scolastico, si apre alla stipula di specifiche convenzioni con operatori del trasporto ferroviario e aereo per offrire biglietti a prezzi scontati.

 

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