Dipendenti statali, in arrivo aumenti in busta paga: fino a 290 euro in più

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Per i dipendenti statali sono in arrivo nuovi aumenti, fino a un massimo di quasi 209 euro lordi al mese. Il dato è contenuto nelle tabelle allegate alla bozza di contratto che arriva oggi, 12 marzo, sul tavolo della trattativa per il rinnovo dell’accordo dei ministeriali e degli altri dipendenti delle funzioni centrali. In totale, sono coinvolti quasi 200mila lavoratori che fanno da apripista al resto del pubblico impiego. La bozza del contratto per il 2025-2027 contiene anche diverse novità in materia di intelligenza artificiale e smart working. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Quello che devi sapere

Gli aumenti

Prima di tutto, bisogna precisare che le risorse a disposizione garantiranno aumenti in base alle qualifiche. Come scrive Il Messaggero:

  • agli operatori, che sono alla base della gerarchia, andrà un aumento a regime dello stipendio tabellare di 119,60 euro lordi al mese.
  • La cifra sale poi a 125,90 euro per gli assistenti;
  • a 152,90 euro per i funzionari;
  • a 208,80 euro per le elevate professionalità.

 

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Le nuove trattative

Nel contratto del precedente triennio, era stato delineato un aumento medio mensile lordo degli stipendi di 165 euro. L’accordo, va ricordato, era stato stipulato un anno fa, ma senza la firma della Cgil, che aveva detto no anche agli altri rinnovi del pubblico impiego perché gli aumenti non garantivano un pieno recupero dell'inflazione.

 

Il sindacato, secondo quanto riferito nei giorni scorsi dal ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, adesso sarebbe però più aperto al dialogo. "Abbiamo già fatto due o tre incontri e devo dire che l'atteggiamento della Cgil oggi è molto più portato al dialogo. Diciamo che sono ottimista sulla possibilità di recuperare anche l'adesione della Cgil nel rinnovo", aveva spiegato il ministro già a inizio marzo. Ad essere interessati dalle novità, come detto, sono quasi 200 mila dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici.

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Intelligenza artificiale

Non solo aumenti. Infatti il nuovo contratto disciplinerà, per la prima volta, anche il ruolo dell’intelligenza artificiale. Nella bozza di contratto in discussione, è scritto, sempre come riporta Il Messaggero, che “l’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale non può dar luogo a decisioni esclusivamente automatizzate che producano effetti giuridici, o incidano in modo significativo sul rapporto di lavoro del dipendente, senza un intervento umano”. Inoltre, il lavoratore ha il diritto di conoscere, in forma comprensibile, i criteri generali di funzionamento dei sistemi di intelligenza artificiale utilizzati per valutare la prestazione lavorativa o che incidono sull’assegnazione dei compiti.

 

Il ministro Zangrillo ha poi ricordato, ieri, 11 marzo: "Nella pubblica amministrazione l'intelligenza artificiale ha delle potenzialità di azione vastissime, possiamo ripensare tutti i nostri processi in una logica che prevede l'utilizzo della digitalizzazione dell'intelligenza artificiale". "Alcune cose", ha aggiunto, "le abbiamo già sperimentate per esempio nella gestione dei concorsi pubblici utilizziamo l'intelligenza artificiale, così come stiamo utilizzando l'IA per la possibilità di dare informazioni ai cittadini per comunicare le opportunità di impiego nella pubblica amministrazione in ragione delle caratteristiche di coloro che intendono avvicinarsi".

Le altre novità

L’attenzione del nuovo accordo sarà poi puntata anche sulla flessibilità nella gestione del rapporto di lavoro. La sperimentazione della settimana corta, introdotta con il precedente accordo, ha rappresentato un primo passo in questa direzione. E ora si riflette sul potenziamento dello smart working.

 

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Novità anche per la Scuola

Intanto, è iniziata anche la trattativa per il rinnovo del contratto della Scuola. I dipendenti del comparto Istruzione e Ricerca sono 1,3 milioni, tra docenti, personale Ata, dipendenti di enti di ricerca e università. Il Ccnl del triennio 2022-2024 è stato sottoscritto in via definitiva a dicembre del 2025 e ha prodotto aumenti pari a circa 150 euro medi mensili per 13 mensilità, con punte di 185 euro medi mensili per gli insegnanti, in base all’anzianità di servizio, e 240 euro medi mensili per ricercatori e tecnologi.

 

Le risorse disponibili per il Ccnl 2025-27 permetteranno aumenti del 5,4% che, secondo le prime stime, si tradurranno in un incremento medio delle retribuzioni di 143 euro lordi mensili. Ma l’atto di indirizzo firmato dai ministri Paolo Zangrillo e Giuseppe Valditara prevede anche una serie di novità, come la possibilità di stipulare convenzioni con operatori del settore bancario, per offrire al personale scolastico significative agevolazioni su mutui per l’acquisto di un’abitazione. E si ragiona anche sul dotare il personale scolastico di polizze sanitarie integrative per le cure mediche. Sempre per quanto riguarda le misure di welfare destinate al personale docente, potranno essere stipulate convenzioni con operatori del trasporto ferroviario, aereo e dell’agroalimentare, per offrire beni e servizi a prezzi agevolati, con sconti rispetto alle tariffe di mercato.

 

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