Contratto scuola, sul tavolo nuovi aumenti di 143 euro e mutui agevolati per i professori
EconomiaIntroduzione
È di oltre 3 miliardi di euro la cifra che definisce il perimetro finanziario del rinnovo contrattuale della Scuola per il 2025-2027, il più grande del pubblico impiego per numero di lavoratori coinvolti. L’atto di indirizzo firmato dai ministri Paolo Zangrillo e Giuseppe Valditara ha sbloccato le risorse per oltre 1,3 milioni di dipendenti tra docenti, personale Ata, dipendenti di enti di ricerca e Università. E c’è attesa per il tavolo negoziale con i sindacati convocato per l’11 marzo. Ecco tutte le novità.
Quello che devi sapere
Gli aumenti
Come detto, i ministri della Pubblica amministrazione e dell’Istruzione, Paolo Zangrillo e Giuseppe Valditara, hanno firmato l’atto di indirizzo che sblocca 3,3 miliardi di euro, mettendoli a disposizione del comparto dell’Istruzione per rinnovare il contratto del triennio che va dal 2025 al 2027. Le risorse disponibili permetteranno aumenti del 5,4% che, secondo le prime stime, equivalgono a una media di 143 euro lordi mensili. Per avere numeri più precisi, comunque, sarà necessario attendere le tabelle che saranno predisposte dall’Aran.
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Le novità dal welfare ai mutui
Nelle linee guida, viene conferma la scelta di dotare il personale scolastico di polizze sanitarie integrative per le cure mediche. Sempre per quanto riguarda le misure di welfare destinate al personale docente, potranno essere stipulate convenzioni con operatori del trasporto ferroviario, aereo e dell’agroalimentare, per offrire beni e servizi a prezzi agevolati, con sconti rispetto alle tariffe di mercato.
E poi c’è la novità, secondo quanto scrive Il Messaggero, che riguarda la stipula di convenzioni con operatori del settore bancario, per “significative agevolazioni” per mutui ipotecari riguardanti l’acquisto di abitazione, prestiti personali e cessioni del quinto.
Il premio ai docenti coinvolti in funzioni di supporto
Il nuovo contratto, inoltre, dovrà “premiare” i docenti coinvolti in funzioni di supporto al piano dell’offerta formativa. Stiamo parlando di tutor e orientatori, collaboratori del dirigente scolastico, responsabili di plesso e responsabili di progetto. Per loro andrà riconosciuta una retribuzione distinta in una parte fissa, connessa al positivo superamento della intera fase formativa, e in una ulteriore parte non fissa, connessa all’effettivo impiego nelle attività di supporto secondo le esigenze della Istituzione scolastica.
Terzo rinnovo in tre anni
Per il personale della scuola, se i negoziati dovessero concludersi entro la fine dell’anno, si tratterebbe del terzo rinnovo in tre anni. Il primo, quello del contratto 2019-2021, con un aumento medio di 123 euro, era stato firmato a gennaio del 2024, mentre l’intesa del triennio 2022-2024 era stata firmata a dicembre del 2025 con un aumento medio di 150 euro. Per il 2025-2027, come detto, si prevedono 143 euro medi mensili. La cifra porterebbe gli aumenti a un totale di 416 euro lordi medi mensili per il settore dell’Istruzione degli ultimi tre anni.
Attesa per il tavolo negoziale
Ora bisogna attendere l’11 marzo, giorno in cui è stato fissato il tavolo negoziale con i sindacati. L’apertura del tavolo dà di fatto avvio al percorso che porterà alla definizione delle nuove condizioni economiche e normative per il personale del comparto. I contenuti del negoziato, dagli aspetti retributivi alla disciplina degli istituti contrattuali, saranno oggetto delle successive fasi di confronto tra Aran e rappresentanze sindacali.
Va ricordato che l’atto di indirizzo su cui l’Aran condurrà le trattative con i sindacati dedica particolare attenzione alla necessità, indicata come una delle priorità fissate dal Pnrr, di modulare i salari dei docenti non solo in base all’anzianità ma riconoscendo le diverse funzioni e la formazione in servizio, una formazione "sempre verificata, valutata e incentivata".
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