Pensione, part-time incentivato per chi esce dal lavoro entro il 2027: come funziona
EconomiaIntroduzione
La scorsa settimana il Senato ha dato il via libera definitivo al Disegno di legge rivolto alle piccole e medie imprese: l’obiettivo della nuova norma è quello di razionalizzazione e aggiornare le norme sull'artigianato, che risalivano al 1985. Sono diverse le misure previste dalla nuova legge, e una in particolare riguarda il ricambio generazionale e il pensionamento dei lavoratori: si tratta di una sorta di part-time incentivato con esonero contributivo, attivabile per i lavoratori vicini alla pensione a patto che al loro posto vengano assunti lavoratori under35 a tempo indeterminato.
Quello che devi sapere
Come funziona il part-time incentivato
A chiarire il funzionamento di questa nuova misura è il Corriere della Sera. La novità - che è una sperimentazione per i prossimi due anni - prevede che i lavoratori dipendenti nel settore privato che matureranno i requisiti per andare in pensione entro la fine del 2027 avranno la possibilità di chiedere all’azienda di passare a un part time con riduzione dell’orario di lavoro compresa tra il 25 e il 50%. Chi lo farà non dovrà versare la quota di contributi previdenziali sulla retribuzione percepita fino a una quota massima di 3mila euro, e in sostanza continuerà a maturare i contributi senza alcun impatto sulla futura pensione.
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I requisiti per accedere al part-time incentivato
Ci sono comunque alcuni paletti da rispettare per poter accedere alla misura: questa infatti è rivolta solamente ai lavoratori a tempo pieno e indeterminato, che lavorano in aziende private che abbiano non più di 50 dipendenti. Inoltre, come detto, per adesso questo sistema è attivabile solamente nel 2026 e nel 2027.
L’assunzione di giovani
Il cardine di questa novità è la sostituzione del lavoratore che sta per andare in pensione con un giovane. Infatti ogni volta che un dipendente accede a questa misura l’azienda dovrà assumere con un contratto a tempo indeterminato un under 35: se non viene fatto, si perde il diritto di accedere alla misura. Tuttavia, persiste il nodo delle risorse: quelle attualmente stanziate dal decreto sarebbero infatti sufficienti solamente per consentire a circa un migliaio di lavoratori di sfruttare questa sperimentazione.
Le misure del ddl per le Pmi
Il ddl per le Piccole e medie imprese, come detto, ha ricevuto il via libera definitivo lo scorso 4 marzo. E oltre al tema delle pensioni, sono molti gli interventi previsti dalla nuova normativa. In primo luogo sono state introdotte norme per contrastare le false recensioni online nei settori del turismo e della ristorazione: i commenti saranno considerati leciti solo se pubblicati entro 30 giorni dall'effettivo utilizzo del prodotto o servizio. Inoltre sono riservate somme fino a 100 milioni di euro per il finanziamento di "mini contratti di sviluppo" per sostenere il settore della moda in un momento di transizione verso un'economia ecosostenibile.
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Dai marchi storici all’Irpef
Per quanto concerne la tutela dei marchi storici, è poi prevista l'estensione del Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali anche alle acquisizioni di altre imprese della filiera in stato di difficoltà. Arriva anche un'imposizione Irpef del 7% per 10 anni ai pensionati che trasferiscono la propria residenza in determinati Comuni al di sotto dei 30mila abitanti. Viene poi reintrodotto un regime di detassazione degli utili investiti nelle reti d'impresa, con una dotazione triennale di 45 milioni di euro. L’agevolazione è valida fino al periodo d'imposta 2028 ed è destinata alle imprese che partecipano a reti formalizzate.
Dal finanziamento bancario alle centrali consortili
E ancora, nelle nuove norme è stato migliorato l'accesso al finanziamento bancario garantendo la possibilità di cartolarizzare lo stock di magazzino, includendo anche i crediti derivanti dalla futura vendita dei beni prodotti. E poi, per quanto concerne le novità organizzative, viene prevista la nascita delle centrali consortili: si tratta di enti mutualistici posti sotto la vigilanza ministeriale, che coordineranno le aggregazioni di micro e piccole imprese già riunite in consorzi di filiera, stabilendo condizioni minime di adesione e aree territoriali di riferimento, per favorire sinergie e scala economica.
L’esonero dall'assicurazione obbligatoria
Infine viene esteso l'esonero dall'assicurazione obbligatoria ai carrelli elevatori e ad altri veicoli utilizzati dalle imprese nelle aree ferroviarie, portuali e aeroportuali non accessibili al pubblico, purché coperti da polizze assicurative specifiche. Il provvedimento contiene poi modelli semplificati per le piccole e medie imprese in materia di salute, formazione dei lavoratori e per le prestazioni in modalità agile.
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