Conti correnti bancari, 440 miliardi senza copertura: come opera il Fondo tutela depositi

Economia
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Introduzione

Come evidenzia l'ultimo rapporto del Fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), a fine giugno 2025 i conti correnti e i depositi bancari tutelati ammontavano in totale a 1.171,3 miliardi di euro, in leggero aumento (+0,1%) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Considerato, tuttavia, che l'"ombrello" del consorzio copre fino a 100mila euro per ciascun depositante, la copertura complessiva raggiunge quota 730,6 miliardi. Di conseguenza, circa 440 miliardi di euro restano fuori dalla rete di protezione per crisi creditize. Ecco i casi sui quali opera il Fondo

Quello che devi sapere

Come funziona il Fondo Fitd

Costituito nel 1987, il Fondo di tutela dei depositi vede attualmente l'adesione di 123 banche italiane, sei in meno nell'arco di 12 mesi. Obiettivo principale del consorzio è quello di garantire rimborsi ai depositanti per un valore, come detto, fino a 100mila euro. La copertura scatta quando uno degli istituti associati viene posto in liquidazione coatta amministrativa (Lca). Dall'anno del debutto il Fondo, guidato da Mario Stella Richter, e diretto da Alfredo Pallini, ha messo in campo 16 interventi in aiuto ai correntisti.

 

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Quasi 50 milioni di depositanti nel 2025

Stando all'ultimo rapporto, a fine giugno 2025 il numero complessivo dei depositanti - famiglie e imprese - è calato a 49,4 milioni, 0,7 punti percentuali in meno rispetto all'anno precedente. Di questi, quasi otto depositi su dieci registrano un valore fino a 20mila euro. Circa il 17% ha invece depositi tra 20mila e 100mila euro mentre quelli con importo superiore sono 1,9 milioni, pari al 4%. Di conseguenza, quasi la totalità dei depositanti (96%) risulta garantito da un eventuale intervento del Fondo per l'intero ammontare.

 

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Le banche associate

Per quanto riguarda gli istituti appartenenti al consorzio, da cui sono escluse le banche di credito cooperativo (Bcc), 34 delle 123 totali (il 28%) fanno parte di gruppi "significant", ovvero sotto vigilanza diretta della Banca Centrale Europea (Bce) per il peso finanziario che detengono. Nonostante rappresentino una quota minoritaria, le banche "significant" custodiscono l'84% dei depositi protetti.

 

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Dotazione finanziaria Fitd oltre i 6 miliardi

Dal 2015, anno in cui è partita la raccolta ex ante, le banche aderenti hanno versato nel Fondo in totale 8,1 miliardi di euro, 2 miliardi dei quali utilizzati per interventi. Dopo un decennio, il Fitd dispone di un "tesoretto" pari a 6,16 miliardi. Viene dunque rispettato il target fissato dalla Direttiva Ue del 2014 che prevede il raggiungimento di una quota minima di dotazione finanziaria pari allo 0,8% sui depositi protetti.

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Gli interventi in corso

Nell'ultima parte del 2025, il Fondo di tutela dei depositi è intervenuto nei confronti di Banca Progetto e di Smart Bank, quest'ultima nata a fine 2022 dall'acquisizione da parte del gruppo Cirdan dell'ex banca del Sud e posta un anno più tardi da Bankitalia in regime di amministrazione straordinaria.

Smart bank

Stando al bilancio 2025, il Fondo prevede nell'intervento "anche la partecipazione di soggetti terzi e i cui termini e condizioni saranno definiti a inizio 2026". Per quanto riguarda il "salvataggio" di Smart Bank, la cui situazione di amministrazione straordinaria è stata prorogata di altri sei mesi, il Fondo ha autorizzato per ora un intervento preventivo mediante il rilascio di una garanzia su un titolo di cartolarizzazione detenuto dalla banca.

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Banca Progetto

Più complicato risulta l'intervento sull'istituto guidato da Paolo Fiorentino e commissariato da Via Nazionale a marzo 2025. Banca Progetto è finita sotto la lente della Procura di Milano per presunte irregolarità nell'erogazione di crediti in gran parte coperti con garanzia statale anche a soggetti afferenti alla criminalità organizzata calabrese. Il Procuratore di Milano, Roberto Pellicano, ha ribadito, nell'audizione avvenuta il 26 febbraio scorso dinanzi alla Commissione parlamentare Banche, l'esistenza di un "forte rischio penale" sul salvataggio dell'istituto. 

Il piano di salvataggio

Sul risanamento di Banca Progetto, il Fondo di tutela si è fatto promotore di una cordata che vede la partecipazione dei primi cinque istituti di credito italiani. Il piano punterebbe in primo luogo ad una ricapitalizzazione da 750 miliardi di euro attraverso una contribuzione pro quota di tutte le banche aderenti al consorzio. La messa in sicurezza degli attivi verrebbe garantita invece dalla partecipazione del Fondo stesso insieme a Intesa San Paolo, UniCredit, Mps, BancoBpm e Bper. 

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I rischi dell'intervento

Stando al piano del Fondo, al risanamento seguirebbe, in un secondo momento, la cessione della banca ad una holding partecipata dalle cinque "big" con una quota detenuta dal Fitd non superiore al 9,9%. L'intervento è però ostacolato, come detto, dal procedimento giuridico e da possibili sequestri. Un ulteriore dubbio riguarda il tema delle garanzie statali che potrebbero venire meno se venisse accertata, in sede giudiziaria, la frode sui prestiti approvati dal Consiglio di amministrazione della banca.

L'intervento del Fondo su Carige

In attesa di sapere l'esito sui casi Smart Bank e Banca Progetto, a fine 2025 il Fondo interbancario di tutela dei depositi ha chiuso il salvataggio dell'ex Banca Carige, oggi parte del gruppo Bper. Dopo l'aumento di capitale, pari a 530 milioni, nel 2022 e gli investimenti nel 2019, nel marzo di un anno fa Fitd è intervenuto con altri 34 milioni in favore di Bper a conclusione del contenzioso dell'ex banca genovese con l'Agenzia delle Entrate.

 

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