Wall Street, maxi-stipendi ai vertici: 6 banchieri oltre 250 milioni di dollari nel 2025

Economia
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Il 2025 si è chiuso con una stagione straordinaria per le grandi banche statunitensi, con risultati economici che hanno avuto un riflesso immediato sulle retribuzioni dei vertici. Come evidenziato dal Financial Times, i compensi complessivi dei principali amministratori delegati hanno superato i 250 milioni di dollari, mostrando chiaramente il ciclo favorevole attraversato dal settore. Ecco i dettagli

Quello che devi sapere

I colossi del credito al centro della crescita

L’espansione ha riguardato i maggiori gruppi per dimensioni patrimoniali, JPMorgan Chase, Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs, Wells Fargo e Morgan Stanley, i cui amministratori delegati hanno ricevuto pacchetti retributivi pari o superiori ai 40 milioni di dollari annui. Gli aumenti medi hanno raggiunto circa il 22% su base annua, ampliando ulteriormente la distanza rispetto alla retribuzione dei dipendenti, che già negli anni precedenti risultava enormemente inferiore in termini proporzionali.

 

Per approfondire: Borsa, il crollo di Microsoft trascina i mercati finanziari: cosa succede

La spinta dei mercati azionari

La dinamica salariale si lega strettamente all’andamento delle Borse. Nel corso dell’anno i titoli bancari hanno registrato rialzi medi intorno al 42%, parametro considerato uno degli indicatori più rilevanti per misurare l’efficacia della gestione. Secondo l’analista Mike Mayo, si è trattato di un vero contesto da “mercato toro”, capace di generare simultaneamente utili elevati, valutazioni in crescita e compensi coerenti con questo slancio.

 

Per approfondire: Ipo di SpaceX, Elon Musk dialoga con le principali banche di Wall Street: ecco quali sono

pubblicità

Politiche pubbliche e allentamento dei vincoli

A rafforzare la redditività ha contribuito anche un cambiamento del quadro regolatorio. Negli Stati Uniti sono state avanzate misure per consentire maggiore leva finanziaria alle grandi banche, rivedere i test di stress annuali e rimuovere alcune indicazioni restrittive sul credito più rischioso. Questo orientamento, collegato al programma di deregolamentazione promosso da Donald Trump, ha ridotto parte dei limiti introdotti dopo la crisi del 2008, migliorando le prospettive di profitto del settore.

Le remunerazioni come leva strategica

In questo scenario, i pacchetti milionari non rappresentano soltanto una ricompensa per i risultati conseguiti, ma vengono utilizzati come strumenti di fidelizzazione manageriale. Le banche puntano infatti a trattenere figure chiave in un mercato altamente competitivo, modellando le retribuzioni su quelle dei grandi gestori patrimoniali e introducendo componenti sempre più legate agli utili futuri, come partecipazioni azionarie e quote dei fondi gestiti.

pubblicità

I casi simbolo del 2025

Tra i dirigenti più premiati spicca David Solomon, numero uno di Goldman Sachs, che risulta essere il più pagato con 47 milioni di dollari tra bonus cash, azioni e una voce sempre più tipica della finanza alternativa, il carried interest sui fondi gestiti dalla banca. Sul podio anche Ted Pick, ad di Morgan Stanley, con 45 milioni, e Jamie Dimon, presidente di JPMorgan Chase e decano dei banchieri americani, con 43 milioni. Presenti anche Jane Fraser di Citigroup, che ha ottenuto 42 milioni, quasi un quarto in più rispetto all’anno precedente, e Brian Moynihan, di Bank of America, che ha raggiunto quota 41 milioni. A chiudere il CEO di Wells Fargo, Charles Scharf, con 40 milioni di dollari.

Ristrutturazioni e svolte operative

Alcune banche hanno beneficiato di passaggi strategici decisivi. Il completamento di profonde riorganizzazioni interne, l’uscita da lunghe fasi di vigilanza rafforzata e il superamento di limiti imposti dopo scandali o crisi hanno contribuito a migliorare la percezione del mercato e a sostenere le quotazioni. Questi avanzamenti operativi hanno offerto ulteriore giustificazione ai riconoscimenti economici destinati ai vertici.

pubblicità

Governance più accentrata

Parallelamente si è consolidata una tendenza nella governance: la concentrazione del ruolo di amministratore delegato e presidente del consiglio nella stessa persona. Questo modello, sempre più diffuso tra i grandi gruppi finanziari, accentra le responsabilità strategiche e rafforza il legame tra performance aziendale e remunerazione del top management.

Il divario con l’economia reale

Mentre le banche registrano utili robusti e capitalizzazioni in crescita, il resto dell’economia statunitense continua a confrontarsi con salari che aumentano lentamente e con un costo della vita percepito come una delle principali criticità sociali. Il contrasto tra la prosperità di Wall Street e le difficoltà quotidiane di famiglie e lavoratori resta quindi uno dei tratti più evidenti di questa fase.

pubblicità

Un ciclo che guarda avanti

Gli osservatori leggono nei compensi record anche un segnale prospettico: le istituzioni finanziarie stanno scommettendo su anni di ricavi sostenuti sia nell’attività creditizia tradizionale sia nei mercati dei capitali. Più che un punto di arrivo, le maxi-retribuzioni sembrano dunque rappresentare l’indicatore di un ciclo che, almeno per ora, il sistema bancario americano ritiene tutt’altro che concluso.

 

Per approfondire: Berkshire, Combs lascia per JPMorgan: cambi al vertice in vista addio di Warren Buffet

pubblicità