Bonus sociali, si riduce la platea: calano del 21% le famiglie con Isee sotto la soglia
EconomiaIntroduzione
Negli ultimi anni sta emergendo un fenomeno paradossale nel panorama economico italiano: mentre le famiglie continuano a incontrare difficoltà nel far quadrare il bilancio domestico, il valore medio dell’Isee, indicatore della situazione economica, mostra una crescita costante. Ecco cosa sapere
Quello che devi sapere
La conseguenza
Questo incremento comporta un effetto inatteso: nuclei ancora vulnerabili superano leggermente le soglie stabilite per accedere ai bonus sociali destinati a luce, gas e acqua, restando così esclusi dai sostegni pubblici. Come evidenzia un’elaborazione de Il Sole 24 Ore, basata sui dati dell’Osservatorio Isee dell’Inps degli ultimi quattro anni, tra il 2022 e il 2025 la platea dei nuclei familiari che richiedono l’Isee è passata da 10,02 a 10,37 milioni, con un aumento complessivo limitato al 3%, ma con una significativa redistribuzione tra le fasce di reddito.
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Si riducono i nuclei sotto i 10 mila euro
Il numero di famiglie con Isee inferiore a 10 mila euro, riferimento per molte agevolazioni, è sceso da 4,97 milioni nel 2022 a circa 3,93 milioni nel 2025, segnando un calo del 21%. Sebbene questa fascia resti la più numerosa, la contrazione indica che circa un nucleo su cinque ha perso la possibilità di accedere ai bonus rispetto a quattro anni fa. In altre parole, la fragilità economica non coincide più automaticamente con l’accesso alle prestazioni sociali, generando una sorta di “zona grigia” tra chi ha diritto agli aiuti e chi, pur in difficoltà, ne resta escluso.
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Lo spostamento verso fasce di reddito più elevate
Parallelamente, le classi Isee superiori hanno registrato incrementi rilevanti. I nuclei tra i 10 e i 15 mila euro sono aumentati del 13% (da 1,53 a 1,72 milioni), quelli tra i 15 e i 25 mila euro del 27% (da 1,87 a 2,38 milioni), i nuclei tra i 25 e i 40 mila euro del 41% (da 1,11 a 1,57 milioni), mentre quelli con oltre 40 mila euro sono cresciuti del 43% (da 0,54 a 0,77 milioni). Questo spostamento riflette sia l’aumento dei redditi da lavoro sia l’inclusione di nuove fonti di reddito nel calcolo dell’Isee, come l’assegno unico per i figli, che dal 2024 viene considerato per determinare la condizione economica del nucleo.
Redditi e patrimonio in crescita
L’incremento del valore medio dell’Isee è determinato dalla combinazione di redditi e patrimonio familiare, con quest’ultimo che pesa per circa il 20% dell’indicatore complessivo. Tra il 2023 e il 2025, la componente reddituale (Isr) è cresciuta del 20,3%, mentre quella patrimoniale del 6,9%. A questa dinamica contribuiscono l’aumento dell’occupazione, la crescita delle retribuzioni contrattuali (+3,1% tra 2024 e 2025 secondo Istat) e la maggiore liquidità delle famiglie (+3,3% dei depositi in due anni secondo Banca d’Italia). Questi incrementi, però, non compensano pienamente l’impennata dei costi di vita, lasciando molte famiglie ancora in difficoltà.
Effetti paradossali dei bonus familiari
L’inclusione dell’assegno unico per i figli nel calcolo dell’Isee ha generato ulteriori effetti paradossali. Nel 2025, questo contributo ha corrisposto in media 173 euro al mese per figlio, circa 2.076 euro annui. Per le famiglie più numerose, l’aumento dell’indicatore può superare leggermente le soglie previste per altri bonus, provocando l’esclusione da alcuni sostegni. In pratica, un aiuto percepito oggi può impedire l’accesso a un altro beneficio domani, soprattutto per quanto riguarda le agevolazioni energetiche, fondamentali per contenere i costi di luce e gas.
Le modifiche introdotte dalla Finanziaria 2026
Alcune di queste criticità sono attenuate dalle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. La riforma prevede la neutralizzazione del valore della prima casa e una nuova scala di equivalenza più favorevole per le famiglie con figli. Tuttavia, questi correttivi si applicano solo ad alcune prestazioni specifiche, come l’assegno unico e l’assegno di inclusione, lasciando invariati i criteri di molte altre agevolazioni sociali.
Un sistema di sostegno sempre più selettivo
Le modifiche sono state già recepite nei nuovi modelli di dichiarazione messi a disposizione dall’Inps, disponibili da pochi giorni per la presentazione dell’Isee aggiornato. Il nodo centrale rimane l’accesso ai benefici: le soglie fissate non riflettono più pienamente la condizione economica reale di molte famiglie, con il risultato di restringere progressivamente la platea dei destinatari. Così il disagio economico cresce, ma l’accesso agli aiuti pubblici diventa più limitato, accentuando il paradosso di un Paese dove chi ha più bisogno rischia di essere escluso dai sostegni.
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