Isee antifrode, cambia l’attestazione per ottenere le agevolazioni: come funziona
EconomiaIntroduzione
L’Isee diventa “automatico” e segna un cambiamento importante nel rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto collegato al Pnrr, ora in attesa di conversione in legge, entra in vigore il nuovo sistema dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente: non sarà più necessario presentare l’attestazione agli enti pubblici per ottenere le agevolazioni, rendendo più difficile le frodi. Ecco cosa sapere.
Quello che devi sapere
Recupero diretto dei dati da parte delle amministrazioni
La novità è prevista dall’articolo 6, comma 1, del provvedimento, che stabilisce l’acquisizione diretta delle informazioni da parte delle amministrazioni competenti. Scuole, università, Comuni e altri enti incaricati di erogare benefici sociali preleveranno infatti i dati Isee direttamente dagli archivi dell’Inps tramite la Piattaforma Digitale Nazionale Dati (Pdnd). In sostanza, una volta presentata la Dichiarazione Sostitutiva Unica e ottenuta l’attestazione, il cittadino non dovrà più trasmettere alcun documento: sarà la pubblica amministrazione a reperirlo autonomamente.
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Le prestazioni interessate dalla semplificazione
L’automatizzazione riguarda un ampio ventaglio di misure di sostegno. Tra queste rientrano l’Assegno Unico per i figli, i bonus per le utenze domestiche di luce, gas e acqua, nonché gli interventi destinati a persone con disabilità o in condizioni di difficoltà economica. Il sistema si applicherà anche alle agevolazioni in ambito scolastico e universitario, come esoneri dalle tasse, borse di studio e riduzioni delle tariffe per mensa e trasporto. Inclusi inoltre i contributi per l’affitto, gli sconti su tributi locali come la Tari e gli aiuti per asili nido e servizi educativi.
Per approfondire: Isee 2026, scadenza Dichiarazione Sostitutiva Unica e soglie Assegno unico: cosa sapere
Un sistema pensato anche per contrastare gli abusi
Oltre alla semplificazione burocratica, la riforma punta a rafforzare i controlli e a limitare l’accesso indebito ai benefici. La relazione illustrativa del decreto evidenzia infatti l’obiettivo di rendere più incisiva la verifica dei requisiti, così da impedire l’ottenimento di prestazioni non spettanti. I numeri mostrano la necessità dell’intervento: nel 2025, su circa 11 milioni di dichiarazioni presentate, circa 1,7 milioni sono risultate non conformi o irregolari.
Meno adempimenti per i cittadini, più verifiche automatiche
Il nuovo modello, quindi, combina alleggerimento delle procedure per le famiglie e maggiore integrazione delle banche dati pubbliche. L’Isee resta necessario per determinare l’accesso alle agevolazioni, ma la sua gestione diventa interamente digitale e interconnessa, eliminando passaggi ripetitivi e riducendo il rischio di errori o dichiarazioni scorrette.
I dati sull’Isee
Nel 2025 le dichiarazioni sostitutive uniche (Dsu) presentate per ottenere l'Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) sono state 11.032.564, in crescita di oltre 600 mila unità rispetto al 2024 (erano 10,37 milioni). Questo è quanto emerge dall'Osservatorio Inps sull'Isee secondo il quale l'importo medio dell'Isee, indicatore usato ai fini dell'applicazione di tariffe differenziate in relazione alla condizione economica oppure per la definizione di soglie oltre le quali non è ammesso l'accesso alla prestazione, è stato di 17.639,68 euro con l'importo medio massimo nel Trentino-Alto Adige (23.176 euro) e il più basso in Calabria con 13.141 euro.
La distribuzione
L'Osservatorio segnala che per l'Isee ordinario nel 2025 il 3% ha un valore Isee nullo, il 37% ha un valore Isee al di sotto dei 10 mila euro (oltre 4 milioni di dichiarazioni); l'11% ha un valore Isee superiore ai 35 mila euro. Il valore modale della distribuzione si trova in corrispondenza della classe di valore Isee compreso tra i 5 e i 10 mila euro. In questa classe risultano presentate oltre 2 milioni di Dsu. pari al 19,3% del totale annuo.
Cos’è l’Isee
Il valore Isee è il risultato della combinazione di una componente reddituale e di una componente patrimoniale (che pesa per il solo 20%) che determinano il cosiddetto valore Ise (Indicatore della Situazione Economica), rapportato successivamente alla scala di equivalenza per tenere conto della composizione del nucleo familiare. L'Indicatore della Situazione Reddituale (Isr) è dato dalla somma di tutti i redditi dei componenti il nucleo familiare al netto di predeterminate spese e franchigie. L'Indicatore della Situazione Patrimoniale (Isp) è dato dalla somma del patrimonio immobiliare e mobiliare, al netto delle rispettive detrazioni e franchigie. I nuclei familiari distinti che hanno chiesto l'Isee sono stati 10.369.174.
Valori medi e distribuzione
Il valore dell'Isee medio è pari a 17,6 mila euro, supera i 20 mila euro nel Nord, i 19 mila euro nel Centro e i 14 mila euro nelle regioni del Sud e delle Isole. Il valore Isee medio nel 2025 ha registrato un incremento rispetto all'anno precedente dell'8%. Il 43% delle Dsu sono state attestate nelle regioni del Sud e delle Isole, il 38% in quelle del Nord e il 19% in quelle del Centro. La percentuale dei nuclei composti da soli stranieri è aumentata nel corso degli anni fino a raggiungere il 10% nel 2023 e stabilizzarsi su questo valore fino al 2025, a fronte dell'83% dei nuclei composti da soli cittadini italiani. Il 7% delle famiglie che ha chiesto l'Isee ha almeno un componente italiano. Nel Sud e nelle Isole il 92,9% delle famiglie che hanno chiesto l'Isee è composta di soli italiani a fronte del 75,3% al Nord. Oltre un milione dei nuclei familiari distinti ha almeno cinque componenti mentre 2,36 milioni hanno un solo componente e 1,76 milioni ne hanno due. Sono 2,56 milioni le famiglie che hanno chiesto l'Isee ordinario con tre componenti e 2,62 milioni quelle che ne hanno quattro. Nell'anno 2025 il 47% dei nuclei familiari ha almeno un minore al suo interno e il 19% almeno un disabile. Nell'anno i nuclei che hanno almeno un minore hanno un valore Isee medio pari a 18.113 euro e si concentrano nella classe di quattro componenti (41%), i nuclei con almeno un disabile invece hanno un valore Isee medio pari a 13.535 euro e si concentrano nella classe di un solo componente (29%). Il 48% dei nuclei familiari distinti che hanno chiesto l'Isee (4.958.053 su poco più di 10,3 milioni) vive in un'abitazione di proprietà.
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