Bonus 2026, tutti gli incentivi per chi ha un Isee superiore ai 25mila euro: cosa sapere
EconomiaIntroduzione
Il nuovo anno si è aperto con modifiche sostanziali sul calcolo dell'Isee, l'indicatore utilizzato per determinare la situazione reddituale di singoli contribuenti e nuclei familiari e necessario per determinare l'accesso a molti contributi pubblici. Ecco quali
Quello che devi sapere
Che cos'è l'Isee e come è cambiato
Come spiega il sito dell'Inps, l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente tiene conto di particolari situazioni di bisogno, "prevedendo trattamenti di favore per i nuclei con tre o più figli o dove sono presenti persone con disabilità o non autosufficienti". Da quest'anno, la franchigia che permette di escludere dal calcolo l'abitazione principale è passata da 52.500 a 91.500 euro. A cambiare sono inoltre le scale di equivalenza, cioè i coefficienti utilizzati per mettere in rapporto il reddito e il patrimonio di una famiglia con il numero dei componenti del nucleo. Dal 1° gennaio è entrata inoltre a regime l'esclusione dal calcolo dei titoli di Stato (come Bot, Btp) e dei buoni fruttiferi postali fino a 50mila euro.
Per approfondire: Bonus Zes, come funziona l’esonero contributivo per le assunzioni? Le istruzioni Inps
L'effetto della modifica sui bonus
Obiettivo principale della modifica al calcolo dell'Isee è soprattutto quello di allargare la platea dei nuclei beneficiari che ricevono sostegni pubblici. Va detto che anche oltre la soglia "psicologica" dei 25mila euro di Isee annuo è possibile ottenere diversi bonus che, sommati, si traducono in migliaia di euro di risparmio potenziale. Entro il 28 febbraio 2026 va in ogni caso presentata la nuova Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) necessaria per aggiornare l'indicatore e verificare il rispetto dei requisiti.
Assegno unico universale
In primo luogo, le famiglie con un Isee superiore a 25mila euro possono accedere all'Assegno unico e universale (Auu). La misura si rivolge alla generalità dei nuclei dove sono presenti figli a carico e assicura un contributo mensile a tutti pur con importi differenti a seconda del reddito. Il peso dell'assegno è determinato inoltre dalle maggiorazioni che scattano per ogni figlio successivo al secondo così come per i nuclei dove lavorano entrambi i genitori. Per i bimbi fino a un anno di età viene inoltre previsto un raddoppio sul valore dell'assegno che si prolunga a tre anni nel caso di famiglie numerose con almeno tre figli.
Bonus nido
La presenza di figli piccoli in famiglia assicura un aiuto anche ai nuclei con redditi medio-alti. È il caso del bonus asilo nido, che mira a fornire un contributo economico sulla retta per strutture pubbliche e private fino al compimento dei tre anni. Un Isee compreso tra 25mila e 40mila euro annui dà diritto al riconoscimento di un rimborso massimo di 2.500 euro, pari a 227,27 euro spalmati su un arco temporale di 11 mensilità. Fino alla soglia dei 40mila euro, resta poi la possibilità di ottenere la maggiorazione prevista per i figli successivi al primo purché nati dopo il 2024.
Bonus nuovi nati
Dallo scorso anno, nel novero dei contributi alla natalità si è aggiunto il bonus nuovi nati. Si tratta di un contributo una tantum da mille euro destinato alle famiglie con bimbi nati, adottati o in affidamento pre-adottivo dal 1° gennaio 2025. L'agevolazione dispiega i suoi effetti anche nelle famiglie con Isee tra 25mila e 40mila euro senza variazioni d'importo come nel caso dell'Assegno unico. L'ottenimento del bonus dipende dalla tempistica: la domanda all'Inps va inoltrata entro 120 giorni dall'ingresso del minore nel nucleo familiare, pena la perdita del diritto al beneficio.
Bonus mamme lavoratrici
Nell'elenco rientra inoltre il bonus mamme lavoratrici, contributo fino a 720 euro riservato alle madri in attività con redditi da lavoro non superiori a 40mila euro. La misura, richiedibile al datore, è aperta a dipendenti, autonome e professioniste con almeno 2 figli a carico, a patto che il secondo abbia meno di 10 anni. La soglia anagrafica del più piccolo sale invece a 18 anni per i nuclei con 3 figli.
Bonus per la scuola
Per le famiglie con figli che frequentano la scuola dell'obbligo sono in campo diversi incentivi, a partire dal bonus libri che consente sconti all'acquisto dei manuali di testo. L'agevolazione si applica nelle scuole secondarie di secondo grado e spetta ai nuclei con Isee fino a 30mila euro. Tale soglia riguarda inoltre l'accesso al bonus scuole paritarie, un contributo di 1.500 euro destinato all'iscrizione negli istituti privati alle medie o nei primi due anni di superiori.
Taglio tasse universitarie
Per i nuclei con Isee sopra i 25mila euro, ulteriori fonti potenziali di risparmio arrivano dall'istruzione universitaria. Alle fasce di indicatore comprese tra 24mila e 26mila euro corrisponde solitamente un taglio pari al 30% delle tasse universitarie. Su una retta annuale da 2mila euro è dunque possibile mettere da parte 600 euro per studente. Va però detto che la riduzione non dipende da una legge nazionale ma è a discrezione del singolo ateneo e sono diversi gli istituti che modulano gli sgravi in base al reddito e al merito.
Esenzione del ticket sanitario
Un aspetto forse poco noto riguarda la possibilità di ottenere, in casi specifici, esenzioni dal ticket sanitario a prescindere dall'indicatore Isee più o meno elevato. L'accesso all'agevolazione non dipende infatti dalla situazione economica del nucleo - dove sono inclusi il numero di figli oppure la presenza di beni mobili e immobili - maturata negli ultimi due anni ma dai redditi percepiti nell'anno precedente. Questo meccanismo implica che una famiglia con Isee alto può comunque ottenere l'esenzione se dimostra la diminuzione del reddito corrente.
I casi di esenzione previsti
Per i pazienti con meno di 6 anni oppure over 65 viene prevista la possibilità di esenzione dal ticket sanitario: in questo caso il nucleo familiare deve risultare inferiore alla soglia di 36.165,98 euro. Il limite massimo scende nel caso di soggetti disoccupati iscritti presso un centro per l'impiego: l'esenzione base è limitata ai redditi annui fino a 8.263,31 euro, asticella che sale a 11.362,65 in presenza del coniuge e di un ulteriore 516,46 euro per ogni figlio a carico. A parità di soglie reddituali, dunque non Isee, l'esenzione si estende inoltre ai titolari di assegno sociale (e familiari a carico) e ai titolari di pensione minima over 60.
Bonus psicologo
Per chi ha un Isee tra 30mila e 50mila euro annui resta in campo, anche per quest'anno, la possibilità di fare domanda per il bonus psicologo. Si tratta di un voucher dal valore di 500 euro a persona come forma di sostegno per le sedute di psicoterapia.
Bonus ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus ed elettrodomestici
Oltre agli aspetti legati al welfare, l'attestazione Isee superiore a 25mila euro consente ugualmente di accedere agli incentivi economici relativi alla casa. Anche per il 2026 il bonus ristrutturazione offre la possibilità di ottenere uno sconto fiscale al 50% per interventi di recupero del patrimonio edilizio sull'abitazione principale. L'aliquota scende al 36% per gli altri immobili e anche in questo scatta a prescindere dall'indicatore. Ad essere confermati con le medesime soglie sono poi l'ecobonus e il sismabonus. Resta in vigore infine il bonus mobili ed elettrodomestici con la possibilità di chiedere una detrazione del 50% fino a un massimo di 5mila euro sulla spesa per l'acquisto di arredi e apparecchi per la casa ad alta efficienza energetica destinati a immobili ristrutturati.
Per approfondire: Bonus anziani, sarà attivo fino a fine 2026 il contributo per gli over 80: cosa sapere