Bonus anziani, sarà attivo fino a fine 2026 il contributo per gli over 80: cosa sapere
EconomiaIntroduzione
Sarà valido fino al 31 dicembre 2026 il bonus Anziani, noto anche come Prestazione Universale: l’aiuto economico, previsto dal Decreto Anziani, è rivolto alle persone molto avanti con l’età che si trovano in condizioni di non autosufficienza totale e dispongono di risorse economiche limitate. Ecco cosa sapere
Quello che devi sapere
A chi si rivolge l’intervento
Per accedere alla Prestazione Universale è necessario rispettare condizioni ben precise:
- Avere almeno 80 anni d'età;
- Avere una disabilità gravissima o un bisogno di assistenza continua, secondo quanto stabilito dal DM 26 settembre 2016;
- Avere un ISEE non superiore a 6 mila euro.
Ai fini della verifica reddituale, l’INPS accetta sia l’ISEE ordinario sia l’ISEE sociosanitario con nucleo ristretto, ampliando così le possibilità di accesso.
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Un’integrazione all’indennità di accompagnamento
La Prestazione Universale non sostituisce l’indennità di accompagnamento, ma la rafforza. L’importo complessivo può infatti arrivare fino a 1.392 euro al mese: il contributo di 850 euro al mese, l’assegno di assistenza, si somma all’indennità di accompagnamento, con la liquidazione che avviene in misura separata. Quest’ultima rappresenta un sostegno mirato per alleviare l’impatto finanziario dell’assistenza 24 ore su 24, spesso molto onerosa per i nuclei familiari coinvolti.
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L'assegno di assistenza
L’importo dell’assegno di assistenza serve a:
- Remunerare il costo del lavoro di cura e assistenza, svolto da lavoratori domestici per almeno 15 ore settimanali, con mansioni di assistenza alla persona, titolari di rapporto di lavoro conforme ai contratti collettivi nazionali di settore di cui all'articolo 51 del decreto legislativo n. 81/2015;
- Acquistare servizi destinati al lavoro di cura e assistenza e forniti da imprese e professionisti qualificati nel settore dell'assistenza sociale non residenziale, nel rispetto delle specifiche previsioni contenute nella programmazione integrata di livello regionale e locale
I servizi che possono essere acquistati
I servizi che possono essere acquistati, e che non devono essere di natura sanitaria e infermieristica, fanno riferimento a due aree;
- L’area socioassistenziale, con servizi di cura e di igiene della persona; servizi di lavanderia; servizi per il confezionamento o la distribuzione di pasti a domicilio; servizi per la cura e l’aiuto nella gestione della propria abitazione; servizi per l’accompagnamento a visite; servizi per lo svolgimento di piccole commissioni; servizi per il disbrigo pratiche amministrative;
- L’area sociale, con servizi mirati al sostegno relazionale per il mantenimento di relazioni sociali; servizi per l’aiuto al mantenimento di abilità pratiche; servizi di sostegno psicologico/educativo; servizi sociali di telesoccorso e teleassistenza.
Come presentare la domanda
La richiesta può essere inviata in autonomia attraverso il sito dell’INPS, selezionando il servizio dedicato alla Prestazione Universale – Decreto Anziani, oppure con il supporto dei patronati. La procedura è pensata per essere intuitiva e non richiede obbligatoriamente l’intervento di intermediari.
Il questionario sul bisogno assistenziale
Durante la compilazione della domanda è previsto un questionario obbligatorio finalizzato a certificare la presenza di un bisogno assistenziale gravissimo. Nel modulo online devono essere fornite informazioni dettagliate sulla condizione dell’anziano e sull’organizzazione dell’assistenza, elementi che consentono all’INPS di valutare il quadro complessivo del richiedente e del contesto familiare.
La documentazione delle spese
Per ottenere l’erogazione della quota integrativa è indispensabile dimostrare le spese sostenute per l’assistenza. La documentazione deve essere caricata online e rappresenta un requisito essenziale per non perdere il diritto al contributo aggiuntivo.
Scadenze e tempistiche da rispettare
Un aspetto cruciale riguarda i tempi. Dopo l’accoglimento della domanda, i documenti richiesti devono essere trasmessi entro 30 giorni dalla comunicazione dell’INPS, così da consentire il pagamento del bonus e degli eventuali arretrati. Inoltre, per continuare a ricevere la quota integrativa nel tempo, l’Istituto ha stabilito scadenze periodiche ben precise: il mancato rispetto può comportare la sospensione o la revoca della parte aggiuntiva della prestazione.
In caso di morte del beneficiario
Con la comunicazione n. 2821 dello scorso 26 settembre 2025, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha fornito le istruzioni pratiche relative al versamento delle mensilità maturate, ma non ancora corrisposte, della componente integrativa della Prestazione Universale. Nel messaggio l'INPS premette subito che per la parte fissa della misura (equivalente all’indennità di accompagnamento) valgono le disposizioni già diffuse con la nota n. 15972/2013, che disciplinano le modalità di pagamento agli aventi diritto. Per quello che concerne invece l’assegno assistenziale di 850 euro, prima di procedere alla liquidazione agli eredi delle somme arretrate, è necessario presentare la documentazione che giustifichi le spese effettivamente sostenute dal beneficiario. Di conseguenza, l’erogazione delle somme sarà possibile unicamente a seguito della trasmissione telematica della domanda da parte dei familiari aventi titolo.
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