Caro carburanti, cos’è successo ai prezzi di benzina e diesel dopo intervento del governo?
Il 18 marzo l’esecutivo di Giorgia Meloni ha dato il via libera a un decreto legge per cercare di contenere i rincari dovuti alla guerra in Medio Oriente e frenare le speculazioni. Cos’è successo dopo? E perché non c’è solo il caro carburanti a preoccupare l’Italia? Anche di questo si è parlato nella puntata di Numeri, l’approfondimento di Sky TG24, del 19 marzo
IL CARO CARBURANTI
- Anche in Italia il costo dei carburanti resta al centro del dibattito, dopo gli aumenti dei prezzi dovuti alle tensioni in Medio Oriente e alla guerra all’Iran. Il 18 marzo il governo di Giorgia Meloni ha dato il via libera a un decreto legge per cercare di contenere i rincari e frenare le speculazioni. Cos’è successo dopo? Anche di questo si è parlato nella puntata di Numeri, l’approfondimento di Sky TG24, del 19 marzo.
I PREZZI
- Il provvedimento prevede un taglio delle accise, con uno sconto di circa 25 centesimi al litro, per 20 giorni: è partito il 19 marzo e terminerà il 7 aprile 2026. Lo sconto riguarda diesel e benzina e ne beneficiano tutti quelli che vanno ai distributori.
LO SCONTO
- Per questi venti giorni di validità dello sconto, il costo per lo Stato è di 500 milioni di euro. Dove li prende il governo? Quasi tutti dai ministeri.
LA BENZINA
- Cosa succede, quindi, alla benzina? Il 27 febbraio il prezzo medio al litro, considerando il self service e la media nazionale, era di 1,67 euro. Il 18 marzo si è arrivati a 1,87 euro al litro. Il 19 marzo, dopo il provvedimento del governo, si è scesi a 1,62 euro al litro. Si è tornati, quindi, ai livelli che erano stati registrati prima dello scoppio della guerra in Iran.
IL DIESEL
- Discorso diverso per il diesel, che con la guerra all’Iran è aumentato molto più della benzina. Con il taglio di 25 centesimi, infatti, il prezzo si è abbassato ma resta ancora sopra rispetto ai livelli pre-attacco: il 27 febbraio il prezzo medio al litro, considerando il self service e la media nazionale, era di 1,72 euro; il 18 marzo era a 2,10 euro al litro; il 19 marzo è sceso a 1,85 euro al litro.
GLI ALTRI PAESI
- Non sono tanti i Paesi che hanno introdotti sconti per abbassare i prezzi dei carburanti. In Europa hanno preso questa decisione in quattro: Italia, Portogallo, Grecia e Ungheria. Tra questi quattro, l’intervento più massiccio è quello italiano insieme a quello ungherese. Altri Stati hanno preso strade diverse: ad esempio, la Germania sta pensando se tassare di più le compagnie energetiche, l’Austria ha vietato di aggiornare i prezzi tutti i giorni.
IL GAS
- A riguardare da vicino l’Italia non è solo il caro carburante ma anche l’approvvigionamento del gas. Anche di questo si è parlato nella puntata di Numeri. Tra i principali fornitori del nostro Paese, infatti, c’è il Qatar che ha subito ingenti danni ad alcune importanti infrastrutture produttive a causa di un attacco sferrato dall’Iran.