Reconnectivity, per i manager è meglio un evento di persona che una call: il report
EconomiaIntroduzione
La quasi totalità dei manager torna a preferire gli incontri ed eventi in presenza: a dirlo è l’indagine “L’evoluzione delle priorità manageriali”, realizzata da Noesis - Richmond Executive Observatory in collaborazione con BVA Doxa. In base a quanto emerso dalla ricerca, il 99% degli intervistati ha indicato negli eventi in presenza un asset strategico per il futuro delle attività. Secondo Richmond Italia il dato indica “il bisogno di tornare a vivere esperienze di lavoro condivise. Un cambio di paradigma che non rinnega il digitale, ma ne ridefinisce i confini, e che trova conferma anche nei dati di mercato che vedono il settore degli eventi B2B in forte crescita a livello globale (+67% nel prossimo decennio)”.
Quello che devi sapere
Che cos’è la “reconnectivity”
Dal documento pubblicato emerge come nel mondo del lavoro, segnato sempre più dalla connettività digitale, si stia affermando il trend della “reconnectivity”: secondo Richmond Italia si tratta di un “approccio che risponde all’esigenza dei manager di tenere insieme connessione e intenzionalità, andando oltre la mera connettività digitale per riscoprire relazioni più autentiche e significative”. I dati dunque mostrano il “bisogno di tornare a vivere esperienze di lavoro condivise”.
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Il ritorno agli eventi in presenza
Il fenomeno della “reconnectivity” è al centro dell’indagine, nata con l’obiettivo di “promuovere la cultura d’impresa sulle competenze manageriali e analizzare i cambiamenti che stanno ridefinendo il lavoro del futuro”. Sono diverse le priorità emerse dal documento, tra cui come detto l’importanza degli incontri di persona: “Il 99% dei manager riconosce il valore degli eventi di business in presenza, sempre più vissuti come esperienze capaci di unire lavoro, relazione e ispirazione”.
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Niente ritorno al passato
Il documento comunque chiarisce che non si tratta di “un ritorno al passato”: il trend infatti sottolinea il bisogno di “ridefinire i contorni di una leadership concretamente presente, che rimette al centro l’incontro come leva di valore del lavoro”. Dunque questo cambiamento “non rinnega il digitale, ma lo supera quando serve relazione vera, rispondendo a un’agenda sempre più frammentata e iperconnessa”. Si tratta quindi di “una scelta consapevole di tempo di qualità”, in contrapposizione alla connessione costante che “negli ultimi anni ha sicuramente accresciuto le interazioni, ma non necessariamente il valore delle relazioni umane”.
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Tutti i numeri della ricerca
Ci sono poi altri dati che mergono dalla ricerca, sottolineando ulteriormente il cambiamento di mentalità in corso: l’81% degli intervistati ritiene infatti che gli eventi di business in presenza rafforzino le relazioni professionali (percentuale che sale all’88% tra gli over 55) e creino nuove opportunità. Mentre il 69% considera la comunicazione migliore rispetto alle riunioni virtuali. Solo il 7% li trova costosi e difficili da organizzare.
“Confronto diretto elemento chiave”
Secondo Federica Castioni, direttrice marketing e comunicazione di Richmond Italia, “il confronto diretto e le esperienze immersive sono elementi chiave per la costruzione di fiducia tra i principali attori aziendali, gli eventi business to business si confermano quindi fondamentali per le aziende e il dato del 99%, così significativo, emerso dalla survey lo conferma. Dopo anni di overload digitale, i manager stanno riscoprendo il valore della presenza come scelta intenzionale, non come abitudine”.
L’andamento del settore degli eventi B2B
Coerentemente con quanto emerso dall’indagine, secondo Richmond il settore degli eventi B2B sta mostrando prospettive di crescita anche su scala globale: le stime di Market Research Future indicano infatti, nel periodo 2025-2035, un tasso annuo composto di crescita del 5,25%, con un valore di mercato in aumento da 51,51 a 85,93 miliardi di dollari (+67%).
“Un cambiamento più profondo”
Benedetta Favara, direttrice generale di Richmond Italia, ha commentato: “Alla luce delle previsioni di crescita, non si assiste soltanto a un’accelerazione del mercato, ma alla conferma di un cambiamento più profondo: la rinnovata scelta, da parte delle persone e delle organizzazioni, di tornare a incontrarsi fisicamente. In un contesto sempre più competitivo, le aziende investono in esperienze di evento distintive e ad alto valore, capaci di risuonare con il proprio pubblico di riferimento. Una direzione che riflette il riconoscimento crescente del valore delle interazioni faccia a faccia, sempre più centrali per rafforzare le relazioni, favorire la collaborazione e generare nuove opportunità di business”.
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