IA e lavoro: 4 lavoratori su 10 risparmiano un giorno a settimana in ufficio

Tecnologia

Una nuova ricerca Workday rivela il paradosso della produttività in azienda: l’intelligenza artificiale libera tempo prezioso, ma gran parte viene assorbita da correzioni e riscritture. Il risultato? Solo una minoranza di dipendenti trasforma davvero l’efficienza in valore concreto. L’Innovation Lab di Milano punta a invertire questa tendenza, investendo sul capitale umano

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In molte aziende italiane, l’intelligenza artificiale promette guadagni significativi in termini di tempo e efficienza. Tuttavia, la realtà quotidiana dei lavoratori mostra un quadro più complesso: sebbene gli strumenti digitali accelerino alcune attività, la rielaborazione di contenuti generati dall’AI sottrae ore preziose, creando stress e riducendo l’impatto reale della tecnologia. La sfida per le imprese non è più solo adottare l’AI, ma capire come trasformare la velocità in risultati concreti e duraturi.

Il paradosso della "produttività digitale" 

"Beyond Productivity: Measuring the Real Value of AI", ricerca condotta da Hanover Research per Workday, presentata in occasione dell’inaugurazione dell’Innovation Lab di Milano, mostra come l’intelligenza artificiale stia cambiando il lavoro in Italia. L’indagine, realizzata su oltre 3.200 lavoratori a livello globale, rivela che più di 4 dipendenti su 10 guadagnano fino a un giorno a settimana grazie all’AI, ma il 50% del tempo risparmiato viene perso nella rielaborazione dei contenuti generati dalla tecnologia. L’effetto sulla percezione della produttività è evidente: il 92% degli intervistati afferma di essere più efficiente grazie all’AI nell’ultimo anno. Complessivamente, il 94% dei dipendenti italiani dichiara di risparmiare da una a sette ore settimanali grazie alla tecnologia. Tuttavia, come abbiamo visto, questi guadagni non sempre si traducono in risultati migliori. Circa la metà dei lavoratori spende ancora da 1 a 2 ore settimanali a correggere, riscrivere o verificare contenuti generati dall’AI. La produttività percepita si scontra così con la necessità di rielaborazione, creando una forma di "illusione tecnologica" del tempo guadagnato.

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Chi porta il peso maggiore

L’uso quotidiano dell’AI non è privo di costi: i dipendenti più assidui sopportano la pressione più alta, con il 77% che revisiona il lavoro dell’AI con la stessa attenzione del lavoro umano. I giovani tra i 25 e i 34 anni rappresentano quasi la metà di chi si occupa della rielaborazione più intensa, nonostante siano considerati i più esperti di tecnologia. Le lacune formative restano evidenti: solo il 37% dei dipendenti con maggior carico di rielaborazione ha accesso a programmi di aggiornamento, nonostante il 66% dei dirigenti indichi lo sviluppo delle competenze come priorità. Inoltre, meno della metà dei ruoli in azienda è stata aggiornata per integrare l’AI, lasciando i lavoratori a usare strumenti del 2025 in strutture organizzative del 2015. 

Reinventare il tempo risparmiato

Il vero valore dell’AI emerge quando il tempo liberato viene reinvestito nei dipendenti. La maggior parte delle aziende investe ancora più nella tecnologia (39%) che nello sviluppo delle competenze (30%), mentre alcune aumentano semplicemente il carico di lavoro (32%). In Italia, il 59% dei dirigenti afferma di aver dato priorità al reinvestimento dei guadagni dell’AI nella formazione, anche se solo il 54% dei dipendenti percepisce un aumento effettivo degli investimenti. Le organizzazioni più avanzate utilizzano il tempo guadagnato per incrementare il valore del lavoro: analisi più approfondite, decisioni più solide e pensiero strategico (57%). Questi team hanno anche ricevuto una formazione superiore sulle competenze, mostrando che la strategia vincente è trattare il tempo risparmiato come una risorsa strategica, capace di ridurre la rielaborazione e trasformare la velocità in un vantaggio competitivo duraturo.

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Dall’IA al valore umano: il ruolo dell’Innovation Lab di Milano

L’apertura dell’Innovation Lab di Milano assume un ruolo centrale in questo contesto. Il nuovo hub di Workday è concepito come uno spazio di co-creazione in cui clienti, partner ed esperti possono sperimentare applicazioni pratiche di AI per finanza e risorse umane, trasformando la tecnologia in competenze concrete, collaborazione e capacità decisionale. "Con il nostro nuovo ufficio e Innovation Lab a Milano, facciamo un passo decisivo in avanti in Italia, un mercato sempre più importante per la crescita di Workday in Europa" - dichiara Fabrizio Rotondi, Country Manager di Workday per l’Italia. "Crediamo in un futuro in cui l’intelligenza artificiale diventi la nuova interfaccia per il lavoro, capace di amplificare il potenziale umano e liberare nuove energie creative. Il nostro impegno è accompagnare le organizzazioni italiane verso modelli di gestione più intelligenti e collaborativi, in cui tecnologia e persone avanzano insieme". 

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