Guerra Iran, G7 Finanze: “Pronti a svincolare scorte strategiche di petrolio”
EconomiaIl prezzo al barile del greggio viaggia sui 100 dollari, ai massimi dal 2022. I ministri delle Finanze di Stati Uniti, Giappone, Canada, Regno Unito, Francia, Germania e Italia hanno discusso il rilascio comune e coordinato delle riserve strategiche di greggio, così da frenare la spirale di aumenti: "Monitoriamo, adotteremo misure necessarie a sostegno degli approvvigionamenti"
I Paesi del G7 provano ad arginare la corsa al rialzo del prezzo del petrolio. I ministri delle Finanze di Stati Uniti, Giappone, Canada, Regno Unito, Francia, Germania e Italia hanno discusso il rilascio comune e coordinato delle riserve strategiche di greggio, così da frenare gli aumenti innescati dal conflitto in Medio Oriente (GLI AGGIORNAMENTI LIVE). "Continueremo a monitorare attentamente la situazione e gli sviluppi nei mercati energetici e ci incontreremo quando necessario per scambiare informazioni e coordinarci all'interno del G7 e con i partner internazionali. Siamo pronti ad adottare le misure necessarie, anche per sostenere l'approvvigionamento energetico globale, come lo svincolo delle scorte", si legge nel comunicato dei ministri delle Finanze del G7, dopo l'incontro con anche i presidenti del Fmi, della Banca Mondiale, dell'Ocse e dell'Aie per discutere del conflitto in Medio Oriente, del suo impatto sulla stabilità regionale e sulle condizioni economiche globali. "Siamo pronti ad adottare tutte le misure necessarie, anche ricorrendo alle riserve strategiche, al fine di stabilizzare i mercati", aveva detto qualche ora prima il ministro delle Finanze francese Roland Lescure. Il Financial Times, citando l'ipotesi dell'utilizzo della misura, specifica come la decisione – già presa a seguito di eventi come l'invasione dell'Ucraina - coinvolgerebbe anche l'agenzia internazionale per l'energia. Gli Stati Uniti sarebbero già d'accordo per un rilascio comune di una quantità fra i 300 e i 400 milioni di barili, circa il 25-30% del totale delle riserve.
Giorgetti: "Contro caro energia grave passare per stretta monetaria"
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti al G7 Finanze è intervenuto sulla crisi in Medio Oriente. Ha ammonito a non dimenticare la lezione della guerra contro l'Ucraina: "Il rischio economico è di nuovo la fiammata provocata dall'aumento dei prezzi dell'energia e sarebbe grave pensare che la soluzione possa passare per una stretta monetaria", afferma in un post pubblicato sui social dal Mef.
Prezzo del petrolio ai massimi dal 2022
A seguito del blocco dello Stretto di Hormuz e degli attacchi agli impianti dei Paesi del Golfo da parte dell’Iran, il prezzo del petrolio nelle scorse ore è salito ai massimi da circa quattro anni: in mattinata il Wti del Texas ha toccato i 104,9 dollari al barile, mentre il Brent del Mare del Nord i 108,5 dollari, anche se poi sono entrambi leggermente scesi.
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Le riserve complessive di petrolio dei Paesi del G7
Le riserve strategiche complessive mondiali ammontano a circa 8,2 miliardi di barili secondo i dati della Iea, l'Agenzia Internazionale dell'Energia, e nel 2025 toccavano il livello più alto dal 2021. I membri della Iea possiedono riserve strategiche per 1,2 miliardi, a cui vanno aggiunti 600 milioni di barili di depositi privati detenuti per obbligo di legge. La Commissione europea, in base agli ultimi dati dello scorso maggio, stima che i Paesi dell'Unione detengano complessivamente 43,5 milioni di tonnellate (una tonnellata sono circa 6,8 barili) di riserve strategiche di petrolio. L'Italia ne conta 2,7 milioni, la Francia 5,1 milioni, la Germania 12,6 milioni. Gli Usa dovrebbero detenere all'incirca 415 milioni di barili, il Canada non ha obblighi in quanto esportatore netto, il Giappone 260 milioni di barili (dati Bloomberg). Per quanto riguarda il Regno Unito, le regole indicano scorte necessarie per 90 giorni. Le riserve strategiche sono solo una parte delle riserve complessive di petrolio di ciascun Paese, che per le nazioni del G7 alla fine del 2025 si aggiravano tra i 250 e i 260 miliardi di barili, ed erano così ripartite: Canada 163,1 miliardi, Stati Uniti 83,72 miliardi, Regno Unito 1,5 miliardi, Francia, 67,58 milioni, Germania 105,84 milioni, Italia 578 milioni, Giappone 44,11 milioni.
I precedenti
Il rilascio delle riserve strategiche di petrolio in passato è stato disposto solo cinque volte: due volte dopo l'invasione dell'Ucraina, una durante la prima guerra del Golfo e poi a seguito dell'uragano Katrina e dopo il blocco della produzione in Libia.