I dati pubblicati dall'Istituto di statistica nazionale fanno registrare un'accelerazione dei prezzi al consumo, solo parzialmente rallentata da i beni alimentari la cui crescita rimane stabile. Riviste al rialzo di un decimo di punto le stime sul Pil. Occupazione ai massimi dal 2004, disoccupazione ai minimi dallo stesso anno
Salgono Pil e occupati, ma anche l’inflazione. I dati pubblicati dall’Istat venerdì 29 maggio dipendono uno scenario economico nazionale in chiaroscuro, certamente penalizzato da un indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, che secondo le stime preliminari dell’Istituto di statistica nazionale registra un +0,4% su base mensile e un +3,2%% su base annua (da +2,7% del mese precedente), il che fa salire l'Inflazione acquisita per il 2026 al 2,6%. Secondo l’Istat, "l'accelerazione dell'inflazione risente prevalentemente di quella dei prezzi degli Energetici non regolamentati (da +9,6% a +12,6%), degli Energetici regolamentati (da +5,3% a +5,8%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,6% a +1,8%)”.
I prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona registrano un'accelerazione su base annua da +2,6% a +3,0%, quelli dei beni e quelli dei servizi salgono rispettivamente da +3,1% a +3,5% e da +2,4% a +2,8%. Di conseguenza, il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni resta invariato rispetto al mese precedente, a -0,7 punti percentuali. La variazione congiunturale dell'indice generale riflette soprattutto l'aumento dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,4%), degli Alimentari non lavorati (+0,6%), degli Energetici regolamentati e di quelli non regolamentati (+0,5% per entrambi), degli Alimentari lavorati e dei Beni non durevoli (+0,3% per entrambi); diminuiscono i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-0,5%).
A frenare comunque l’ascesa dei prezzi è il costo dei beni alimentari, “che mantengono sostanzialmente stabile il loro ritmo di crescita. Invariata è anche la dinamica dei prezzi del "carrello della spesa" (ferma a +2,3%)". Lo evidenzia l'Istat nel suo commento alle sue stime preliminari dell'inflazione di maggio. "Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona resta stabile a +2,3%, mentre quello dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto sale leggermente (da +4,2% a +4,5%)". Si legge nella nota Istat.
Nel mese di maggio l'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accentua invece il suo ritmo di crescita (da +1,6% a +1,8%), come anche quella al netto dei soli beni energetici (da +1,9% a +2,1%). L'inflazione per le componenti di fondo è pari all'1,6%. In base alle stime preliminari, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una variazione pari a +0,4% su base mensile e a +3,3% su base annua (da +2,8% del mese precedente).
Stime Pil riviste al rialzo
L'Istat ha rivisto al rialzo le stime del Pil del primo trimestre 2026 che adesso è dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% nel confronti del primo trimestre 2025. "L'acquisizione di informazioni più complete sul trimestre ha comportato una revisione al rialzo della stima preliminare del Pil diffusa il 30 aprile 2026 (+0,2% la crescita congiunturale, +0,7% quella tendenziale). La variazione acquisita per il 2026 è pari a 0,6%", afferma l'Istat.
Il primo trimestre del 2026 ha avuto una giornata lavorativa in meno del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al primo trimestre del 2025. Rispetto al trimestre precedente, risultano in aumento tutte le principali componenti della domanda interna, con una crescita dello 0,4% dei consumi finali nazionali e dello 0,7% degli investimenti fissi lordi. Le importazioni sono diminuite dello 0,7% mentre le esportazioni sono aumentate del 2,2%. La domanda nazionale al netto delle scorte ha contribuito positivamente per 0,4 punti percentuali alla crescita congiunturale del Pil: +0,3 punti percentuali i consumi finali delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private ISP e +0,1 gli investimenti fissi lordi, mentre è stato nullo il contributo della spesa delle Amministrazioni Pubbliche (AP). La variazione delle scorte ha invece contribuito alla variazione del Pil per -1,1 punti percentuali, non del tutto compensata dal contributo positivo della domanda estera netta risultato pari a +0,9 punti percentuali. Dal lato dell'offerta, si registra una dinamica congiunturale negativa nell'agricoltura (-0,5%), stazionaria nell'industria e positiva nei servizi (+0,4%). "Il prodotto interno lordo (Pil) - precisa l'Istat - è espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2020, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato".
Ad aprile +123mila occupati
Ad aprile 2026 gli occupati crescono di 123mila unità su marzo e di 269mila su aprile 2025. Lo rileva l'Istat. Il tasso di occupazione è ai massimi dal 2004, dato di inizio delle serie storiche al 63,1%. Il tasso di disoccupazione scende al 5,1% ai minimi dal 2004. Il tasso di disoccupazione giovanile scende al 16,9%. Ad aprile 2026 - sottolinea l'Istat - su base mensile, la crescita degli occupati si associa alla diminuzione dei disoccupati e degli inattivi. L'aumento degli occupati su marzo (+0,5%, pari a +123mila unità) coinvolge gli uomini, le donne, i dipendenti, gli autonomi e tutte le classi d'età a eccezione dei 35-49enni, per i quali il numero di occupati è sostanzialmente stabile. Gli occupati salgono a 24milioni 337mila mentre il tasso di occupazione sale al 63,1% (+0,3 punti). I disoccupati sono 1 milione 310mila, in calo di 18mila unità su marzo e di 260mila su aprile 2025. Il tasso di disoccupazione scende al 5,1% (-0,1 punti). La diminuzione degli inattivi tra i 15 e i 64 anni su marzo (-0,8%, pari a -102mila unità) riguarda entrambi i sessi e tutte le classi d'età. Il tasso di inattività scende al 33,4% (-0,3 punti). Rispetto ad aprile 2025 gli inattivi diminuiscono di 13mila unità. Confrontando il trimestre febbraio-aprile 2026 con quello precedente (novembre 2025-gennaio 2026) si registra un aumento di 108mila occupati (+0,4%). L'aumento degli occupati coinvolge i dipendenti permanenti (16 milioni 480mila), quelli a termine (2 milioni 525mila) e gli autonomi (5 milioni 332mila). L'occupazione cresce rispetto ad aprile 2025 di 269mila unità, sintesi della crescita dei dipendenti permanenti (+143mila) e degli autonomi (+190mila) e del calo dei dipendenti a termine (-64mila).
Meloni: "La sinistra dice di voler combattere il precariato, la destra lo fa"
Il risultato sul fronte occupazionale è stato celebrato dalla premier Giorgia Meloni: "Secondo l'Istat, nell'ultimo anno in Italia ci sono 269mila occupati in più. Un dato molto importante, che conferma un record storico: non c'erano mai state così tante persone al lavoro nella nostra Nazione - ha scritto la presidente del Consiglio in un post su X -. Ma c'e' un numero che merita di essere sottolineato più di altri: sempre nell'ultimo anno, i dipendenti permanenti sono aumentati di 143 mila unità, mentre i dipendenti a termine sono diminuiti di 64 mila. La sinistra ha sempre detto di voler combattere il precariato. La destra lo sta facendo".