Polizze vita, in arrivo il fondo di garanzia per clienti: come funziona e a chi è rivolto

Economia
©Getty

Introduzione

È in arrivo il Fondo di garanzia del settore assicurativo Vita. Di recente lo Statuto è stato approvato dall’autorità di vigilanza del settore, l’Ivass, un passo chiave per il via libera definitivo di una misura salvagente per i clienti spesso invocata negli scorsi anni in casi di crisi (come la vicenda Eurovita).

Quello che devi sapere

L’iter

Lo strumento è stato previsto dalla legge di Bilancio 2024, in cui sono stati introdotti nuovi articoli nel Codice delle Assicurazioni private. In questo modo viene costituito un fondo di garanzia assicurativo dei rami vita, che avrà la funzione di intervenire negli aiuti a beneficio di titolari di assicurazione sulla vita sottoscritte con le compagnie aderenti, in caso di liquidazione coatta amministrativa (quindi che vanno in dissesto finanziario e non possono più onorare i propri impegni con i clienti).

 

Per approfondireAffitti, ecco quali polizze tutelano i proprietari dagli inquilini morosi: cosa sapere

Come funzionerà il fondo

Ogni cliente potrà ricevere un rimborso massimo di 100mila euro. A regime, cioè al decimo anno di attività, il fondo avrà una dotazione di 3 miliardi di euro e sarà alimentato dalle compagnie assicurative. Queste ogni anno destineranno una percentuale delle proprie riserve a riempire le casse del fondo e da agenti e broker tramite una quota dei loro premi. Dunque è un organismo totalmente privato che vivrà senza contributi statali.

 

Per approfondireCatastrofi naturali, in Italia solo il 7% delle case è assicurato. E nel resto d’Europa?

pubblicità

L’obbligo per le compagnie

Tutte le compagnie italiane di assicurazione italiane che esercitano uno o più rami vita saranno obbligate ad aderire, così come quelle extra Ue a meno che non dimostrino di far già parte di un fondo simile nel proprio territorio, mentre le imprese estere ma con sede Ue potranno partecipare senza alcun obbligo. Devono partecipare per legge anche i soggetti iscritti al (Rui) che intermediano o raccolgono almeno 50 milioni di euro di premi vita.

 

Per approfondireAuto senza assicurazione, in Italia 3 milioni i veicoli fuorilegge: cosa rischiano

Lo Statuto e i prossimi passi

L’approvazione dello Statuto da parte dell’Authority permette di proseguire con i passi successivi, cioè la nomina degli organi: la formazione del Consiglio di amministrazione del fondo, che verrà eletto dall’assemblea degli aderenti. A sua volta questo nominerà il presidente del Fondo. Secondo indiscrezioni riportate da La Repubblica l’incarico potrebbe andare a Maria Bianca Farina (presidente emerito di Ania e attuale vice presidente di Poste Vita).

 

Per approfondireScuola, in arrivo l'assicurazione sanitaria integrativa: cos'è e a chi si rivolge

pubblicità

Il ruolo di Ivass

Il fondo di garanzia sarà in sostanza un consorzio di diritto privato supervisionato da Ivass. Lo statuto prevede interventi in caso di liquidazione coatta amministrativa ma anche per prevenire o superare eventuali situazioni di crisi che potrebbero portare al dissesto. Diversi gli strumenti applicabili: dai finanziamenti alle prestazioni di garanzie fino all’acquisizione di attività, passività e rami d’azienda.

Ivass: “Fondo garanzia utile per crisi complesse”

Maddalena Rabitti, membro del Consiglio dell’Ivass, ha spiegato che "il Fondo di Garanzia assicurativo dei rami vita rappresenta un passo significativo nel rafforzamento della capacità del sistema assicurativo italiano di gestire crisi complesse attraverso strumenti proporzionati, privati, tempestivi e strettamente coordinati con l'attività di vigilanza". E ha aggiunto: "Si auspica che, finita questa fase transitoria di costituzione e avvio l'istituto concorra fisiologicamente ad assicurare la stabilità del settore assicurativo".

pubblicità

I punti critici

Tuttavia Rabitti ha sottolineato alcuni punti critici: "L'assenza di un quadro normativo europeo armonizzato incide negativamente sull'assetto del Fondo e sulla tutela degli assicurati italiani ed europei. Le imprese europee operanti in Italia in regime di Libera Prestazione di Servizi o di stabilimento non necessariamente aderiscono a un sistema di garanzia equivalente nello Stato membro di origine e, inoltre, non hanno l'obbligo (ma la facoltà) di aderire al Fondo" ha avvisato. "Ciò implica che, a differenza del settore bancario, in cui sussistono regole armonizzate, il consumatore italiano può acquistare un prodotto assicurativo vita emesso da un'impresa UE operante in Italia che non gode delle garanzie offerte dal Fondo. Questa disparità e rischiosità è chiaramente all'attenzione della Commissione europea, dell'Eiopa e delle autorità di controllo nazionali".

 

Per approfondireAssicurazioni, arbitro assicurativo operativo: cos'è e cosa fa l'organismo imparziale

pubblicità