Manovra, ok da commissione Bilancio. Aiuti imprese, Tfr, salta anticipo pensione con fondi
EconomiaIntroduzione
È arrivato il via libera della commissione Bilancio del Senato alla Manovra 2026: è stato votato il mandato al relatore e il testo approderà in Aula lunedì per la discussione generale, per poi essere votato martedì. Poco prima del voto il presidente del Senato Ignazio La Russa ha ringraziato maggioranza e opposizione per il lavoro svolto.
Nel pomeriggio c'era stato il via libera della commissione Bilancio anche al nuovo maxi-emendamento del governo, presentato questa mattina, con le misure per le imprese che avrebbero dovuto confluire in un decreto ad hoc. Il testo contiene le risorse per i crediti d'imposta, Transizione 5.0 e Zes; le misure sul Tfr, tra cui l'adesione automatica alla previdenza complementare per i neo assunti; l'aumento dei tagli per l'anticipo pensionistico di precoci e usuranti; il contributo da 1,3 miliardi di euro a carico delle assicurazioni, le risorse per il Piano casa e il rifinanziamento degli stanziamenti relativi al Ponte sullo Stretto di Messina, dopo le ultime decisioni della Corte dei Conti. Salta l'anticipo della pensione di vecchiaia con fondi complementari. Ma il senatore della Lega Borghi: "Continueremo con questo esperimento, faremo una norma ad hoc". Dopo la protesta delle opposizioni, l'emendamento di FdI riformulato sulla possibile riapertura del condono del 2003 diventa un ordine del giorno. Ecco tutte le novità
Quello che devi sapere
Il nuovo maxi-emendamento
La commissione Bilancio del Senato, prima di dare l'ok alla Manovra, ha dato il via libera all'emendamento del governo presentato questa mattina e che contiene, tra l'altro, nuove risorse per le imprese (dal credito Transizione 5.0 alle Zes), lo stop alla possibilità di cumulo con i fondi complementari per anticipare la pensione di vecchiaia, l'aumento dei tagli per l'anticipo pensionistico di precoci e usuranti, le misure sul Tfr. Ai lavori ha partecipato anche il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.
Il nuovo maxi-emendamento del governo alla legge di Bilancio "è depurato delle misure sulle pensioni per quanto riguarda le coperture. Ci sono le misure per le imprese, che sono temi che già sono stati visti in commissione", aveva fatto sapere il ministro dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Le nuove coperture dovrebbero arrivare "da piani Inps e alcuni investimenti", aveva spiegato. A Palazzo Chigi, aveva aggiunto, "si è ragionato e condiviso che fosse meglio chiudere tutto nella legge di Bilancio".
Per approfondire: Manovra, saltano le novità su pensioni e Tfr: le modifiche
Neoassunti e previdenza
Dall'1 luglio 2026 scatta l'introduzione di un meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare, con facoltà di rinuncia entro sessanta giorni, per i lavoratori dipendenti del settore privato di prima assunzione, secondo quanto prevede la nuova versione del maxi-emendamento del governo. La disposizione determina effetti finanziari connessi al prevedibile aumento delle adesioni alla previdenza complementare, che stima la relazione tecnica, "si manifesterà in maniera graduale e stratificata nel tempo riguardando i lavoratori di prima assunzione".
Per approfondire: Manovra, dietrofront sulle pensioni e il riscatto della laurea
Le adesioni tacite
Tali effetti si sostanziano nel "venir meno della contribuzione presso la gestione a ripartizione presso l'Inps che eroga prestazioni di Tfr per i dipendenti presso aziende tenute a tale versamento, nonché per effetto di minori entrate fiscali e contributive connessi a benefici previsti dalla legislazione vigente nei casi di smobilizzo del Tfr e di adesioni e relativi versamenti alla previdenza complementare". Le valutazioni tengono conto di una stima di maggiori adesioni tacite alla previdenza complementare pari in media nel periodo, su base annua, a circa 100mila l'anno con profilo parzialmente crescente.
Tfr e aziende con 40 dipendenti
Viene poi ampliata la platea delle imprese del settore privato tenute al versamento del contributo per il Tfr e di adesione alla previdenza complementare per i lavoratori dipendenti del settore privato. Dal 1 gennaio 2026 vengono inclusi anche i datori di lavoro che, negli anni successivi a quello di avvio dell'attività, hanno raggiunto o raggiungano la soglia dei 50 dipendenti, attualmente sono esclusi dall'obbligo, di fatto ampliando la platea di potenziali lavoratori che possono aderirvi. In via transitoria per il biennio 2026-2027 tale inclusione è limitata ai datori di lavoro con un numero di dipendenti non inferiore a 60. Dal 2032 invece viene prevista l'estensione dell'obbligo del versamento per le aziende con un numero di dipendenti non inferiore a 40.
Il credito d'imposta
Nel nuovo maxi-emendamento presentato dal governo viene inoltre istituito nello stato di previsione del ministero dell'Economia un fondo con dotazione di 1,3 miliardi di euro per il 2026, da ripartirsi a fini di incremento delle dotazioni di misure a favore delle imprese, prevedendo che le relative risorse possano essere assegnate - limitatamente agli investimenti effettuati prima del 31 dicembre 2025 - all'incremento dei limiti di spesa previsti per il credito di imposta da usufruire esclusivamente in compensazione presentando il modello F24 nel corso del 2026.
La pensione di vecchiaia anticipata
Salta la possibilità di andare in pensione di vecchiaia anticipatamente cumulando gli importi di forme pensionistiche di previdenza complementare. Il nuovo emendamento del governo alla Manovra sopprime una norma introdotta dalla legge di Bilancio dello scorso anno, ottenendo così risparmi annuali fino a 130,8 milioni nel 2035 sulla spesa pensionistica nei prossimi anni. L'emendamento cancella la possibilità, in vigore dal 2025, di computare, su richiesta, anche il valore di una o più rendite di forme pensionistiche di previdenza complementare ai soli fini del raggiungimento degli importi mensili richiesti per accedere alla pensione di vecchiaia con almeno 20 anni di contributi e se si è pienamente nel regime contributivo.
Borghi: "Faremo una norma ad hoc"
Il senatore della Lega e relatore della Manovra Claudio Borghi, interpellato sullo stop alla possibilità di cumulare la previdenza complementare per l'anticipo della pensione di vecchiaia, ha detto: "È un esperimento e quell'esperimento agli occhi di qualche tecnico zelante dava origine a futuri oneri, perché incrementando la previdenza complementare avrebbe portato più persone ad ottenere i requisiti e se disattivi questo il problema non si pone più. Non pensiamo però che quel sistema sia una cosa sbagliata e faremo una norma ad hoc". E ancora: "L'accumulabilità è un esperimento che noi vorremmo continuare a perseguire. In modo prudente erano previsti degli oneri, ma stabilire nuove finestre sulla flessibilità è la cosa che ci interessa. Continueremo su quella strada".
Aumentano i tagli all'anticipo pensionistico per i precoci
Aumentano ulteriormente i tagli all'anticipo pensionistico per i lavoratori precoci. L'emendamento del governo alla manovra aumenta i tagli di 50 milioni nel 2033 e di 100 milioni dal 2034. La legge di bilancio, nel testo originario, già prevede una decurtazione, "a seguito dell'attività di monitoraggio", di 20 milioni nel 2027, 60 milioni per il 2028 e 90 milioni dal 2029. La modifica del governo prevede che restino 90 milioni in meno fino al 2032; nel 2033 l'ammontare dei tagli salga a 140 milioni, mentre dal 2034 la decurtazione diventi di 190 milioni annui. I fondi riguardano l'anticipo pensionistico per i lavoratori precoci, che possono accedere alla pensione anticipata con 41 anni di contributi (invece dell'età anagrafica) con almeno 12 mesi di contributi effettivi prima del raggiungimento dei 19 anni e che si trovano ad essere disoccupati, caregiver, invalidi o addetti a lavori usuranti.
Taglio al Fondo per pensioni anticipate usuranti
L’emendamento del governo alla manovra prevede anche un taglio di 40 milioni annui dal 2033 al Fondo per il pensionamento anticipato dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti. L'emendamento, di fatto, riduce la dotazione del fondo da 233 a 194 milioni annui.
350 milioni nel 2026-27 per norme sulla mobilità
Come prevede l’emendamento del governo, per interventi normativi in materia di mobilità è autorizzata la spesa di 200 milioni di euro per l'anno 2026 e di 150 milioni di euro per l'anno 2027.
Editoria
Si è sbloccato anche lo stallo sull'editoria, tra gli ultimi nodi del percorso della manovra. Secondo quanto si apprende, è arrivata l'ultima riformulazione di un emendamento: contiene il ritorno dei fondi per 60 milioni nel 2026 e lo stop alla stretta sulle tv locali.
Sarà di 10 milioni per il solo 2026, poi, il taglio del finanziamento alla Rai derivante dal canone di abbonamento per esercizi pubblici e commerciali e professionisti. La riduzione, quindi, passa da un iniziale taglio di 30 milioni in tre anni - previsto da una precedente versione del testo - a un terzo e solo per il prossimo anno.
Lo scontro sul condono
Oggi la maggioranza ha riproposto anche una nuova formulazione dell'emendamento sulla riapertura dei termini del condono 2003. Le opposizioni sono andate all'attacco, chiedendone il ritiro e assicurando di essere pronte all'ostruzionismo.
"Avremmo votato in modo contrario, ma non si può arrivare a qualche ora con una nuova prospettiva di condono. O si ritira o cambiano gli esiti della legge di bilancio", ha detto il senatore del Pd Antonio Nicita. "È inaccettabile, è un tema che non si può inserire in legge di bilancio il 20 dicembre alle 17.16, le conseguenze sono che se questa cosa non viene tolta dal tavolo restiamo qui giorno e notte", ha dichiarato anche il capogruppo del M5s in Senato Stefano Patuanelli. "È una forzatura inaccettabile", ha aggiunto la capogruppo di IV Raffaella Paita. "O lo tolgono o lo tolgono", ha concluso Tino Magni di Avs.
Dopo le proteste, la maggioranza ha deciso di trasformare il testo in un ordine del giorno e superare così lo scoglio in Commissione. Le opposizioni hanno esultato: "È una nostra vittoria, è stato di fatto ritirato: un odg non si nega a nessuno ma come si sa non ha valore vincolante".
Gli altri emendamenti
Passa intanto tra i primi voti l'emendamento sull'oro detenuto da Bankitalia, che "appartiene al popolo italiano". Arriva anche il via libera alle modifiche sugli affitti brevi e i dividendi, l'iperammortamento, il raddoppio della Tobin tax e la tassa sui pacchi. Entra in Manovra anche il voucher per le scuole paritarie così come la possibilità per i Comuni di esentarle dall'Imu. Misure contestate dalle opposizioni che ricordano, per contrasto, la situazione della scuola pubblica italiana. Via libera anche alla misura sul comparto delle armi, per "rafforzare le capacità di produzione e commercio" del settore della Difesa.
Per approfondire: Manovra e pensioni: dalle minime all'aumento dell'età dal 2027
Tassazione agevolata sugli aumenti
La commissione bilancio del Senato ha approvato il subemendamento di FdI-Lega che estende anche ai contratti rinnovati nel 2024 i benefici della tassazione agevolata al 5% sugli incrementi retribuitivi corrisposti dal 1 gennaio 2026. La modifica amplia anche la platea dei beneficiari, alzando il tetto di reddito da 28mila euro a 33mila euro.
Il Piano casa
Calano rispetto a quanto inizialmente previsto le risorse destinate al Piano Casa. Il nuovo emendamento del governo alla Manovra stanzia 100 milioni per il 2026 e altri 100 per il 2027, a fronte dei 300 complessivi nel biennio assegnati dal precedente emendamento poi ritirato. All'esame della commissione Bilancio del Senato c'è anche una riformulazione di emendamenti parlamentari che prevede altri 10 milioni per il 2026, cui si aggiungono i 100 milioni per il disagio abitativo previsti nel 2027-28.
Per approfondire: Manovra 2026, ecco il bonus scuole paritarie per le famiglie
Il Fondo occupazione
L'intervento del governo conferma inoltre 300 milioni nel biennio per rifinanziare il Fondo Occupazione, mentre lima il rifinanziamento destinato al Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche, che passano a 1,1 miliardi complessivi nel 2026-27 (dagli iniziali 1,2 miliardi), con una riduzione delle risorse sul 2026 (da 800 milioni a 600) e un aumento di quelle sul 2027 (da 400 a 500 milioni).
Lo "spoil system" nelle Authority
Via libera a un emendamento alla Manovra per lo spoil system nelle Authority. La proposta di modifica della Lega riformulata prevede la possibilità di risoluzione "di diritto" dei contratti subordinati a tempo determinato di personale di livello dirigenziale e inquadrato con la qualifica "almeno di direttore o equivalenti" nel caso di "processi di riorganizzazione della struttura organizzativa" anche di singoli servizi, uffici o divisioni. La risoluzione dei contratti "si verifica anche", più in generale, "per le assunzioni di personale" che abbiano "specifiche caratteristiche" che non sono non "rinvenibili tra il personale di ruolo, per l'espletamento delle funzioni da conferire". L'emendamento specifica che "l'attuazione" della misura "non determina responsabilità amministrativo-contabile".
Ok ogd che impegna governo all'uscita di Anas da Fs
Un ordine del giorno della Lega alla manovra, approvato dalla commissione Bilancio del Senato, impegna il governo a dare attuazione all'uscita di Anas da Ferrovie dello Stato con il ritorno al ministero dell'Economia. Nell'odg si impegna l'esecutivo a dare attuazione a quanto contenuto in un emendamento della Lega in cui si prevede, "al fine di consolidare le funzioni di Anas quale concessionaria titolare di diritti speciali ed esclusivi nella costruzione, gestione, esercizio, miglioramento e adeguamento della rete viaria statale", il trasferimento "senza corrispettivo" al Mef delle azioni di Anas dopo l'approvazione del bilancio 2025 di Fs, previa delibera dell'assemblea degli azionisti di Fs.
La soddisfazione della Lega
Fonti della Lega, dopo il vertice di ieri a Palazzo Chigi, hanno espresso soddisfazione per la mediazione sulla Manovra che ha portato all'emendamento del governo in cui non c'è più la stretta sulle pensioni, criticata dal partito di Matteo Salvini. Una misura, hanno specificato le stesse fonti, che era stata voluta dai tecnici del ministero dell'Economia. Si è dimostrato, hanno piegato ancora le stesse fonti, che le risorse per le imprese si potevano trovare in un altro modo, e così si è optato per un emendamento riformulato senza la necessità di un decreto.
Per approfondire: Manovra 2026, i bonus prorogati e quelli in scadenza non rinnovati
Manovra in Aula lunedì
Nelle scorse ore si era parlato di un possibile slittamento dell'approdo della manovra in Aula al Senato. I senatori di maggioranza erano stati avvisati dell'ipotesi che potesse essere necessario lavorare anche il 23 notte o addirittura arrivare al 24 mattina. Tuttavia, con l'ok della commissione Bilancio i tempi dovrebbero essere rispettati: il testo approderà in Aula lunedì 22 per la discussione generale, per poi essere votato martedì 23.
Per approfondire: Manovra, come funziona l'iter parlamentare e quali sono i tempi
Giorgetti scherza sulle dimissioni
"Alle dimissioni ci penso tutte le mattine, sarebbe la cosa più bella da fare, per me personalmente... Ma siccome è la ventinovesima manovra di Bilancio che faccio, so come funzionano le cose", aveva detto il ministro Giorgetti replicando con ironia ai cronisti che gli chiedevano se avesse pensato alle dimissioni nel corso di queste giornate di tensione sulla Manovra. E sull'anticipo della pensione di vecchiaia con fondi complementari, ha spiegato: "Quella è una cosa introdotta l'anno scorso, dal nostro governo, che pare non interessasse a nessuno. A me dispiace ma evidentemente non è stata ritenuta strategica".
Pd: "In Manova restano i tagli alle metro di Roma, Milano e Napoli"
"Ad oggi, dopo due mesi di trattative in cui ci avevano garantito che la situazione della metro era ok, non è ok neanche per niente, perché la tabella non ha un +50: la matematica non è un'opinione e se c'è scritto -50, vuol dire che hai tolto 50 milioni da quella voce e li hai messi a finanziare un'altra opera". Così la senatrice del Pd Beatrice Lorenzin denuncia il fatto che in Manovra resta il taglio per le metropolitana di Roma (la metro C), ma anche per Milano (M4) e Napoli (Napoli-Afragola). La commissione, spiega Lorenzin, ha bocciato un emendamento proposto dal Pd e inserito tra i temi comuni della maggioranza e dell'opposizione: "La soluzione non c'è, una cosa per noi grave che deve essere risolta dal governo".
Schlein: "La maggioranza si è rotta"
"È finita Atreju ma il Paese reale è ancora lì, e se ne dovrebbero occupare. Quello che è successo in questi giorni è inaccettabile: solo due giorni fa Meloni faceva la spavalda in Aula contro l'opposizione, ieri notte si è rotta la sua maggioranza", ha affermato la leader del Pd Elly Schlein in una conferenza al Senato. "Sulle pensioni si consuma il più alto tradimento delle promesse elettorali di Meloni. Ci portano a poche ore dall'esercizio provvisorio e stanno ancora litigando", ha aggiunto.
Dopo il via libera della commissione, la leader del Pd ha commentato: "Una manovra pessima, la peggiore degli ultimi decenni per qualità delle scelte e forzature parlamentari".
Per approfondire: Quando sarà approvata la Manovra 2026? Il calendario