Manovra, saltano novità su pensioni e Tfr. Arriva bonus paritarie. Le principali modifiche
PoliticaIntroduzione
La commissione Bilancio del Senato non ha ancora finito il suo lavoro sugli emendamenti alla Manovra. Nelle scorse ore erano stati depositati diversi emendamenti modificati, in riformulazioni necessarie dopo le divisioni in maggioranza su alcuni temi, in particolare le pensioni. Domani è atteso l'arrivo di un nuovo emendamento del governo con i provvedimenti in favore delle imprese, dopo che il precedente testo in materia era stato stralciato. Resta ancora da approvare, secondo quanto si apprende, anche l'emendamento sull'editoria.
L’obiettivo della commissione era di chiudere entro stasera, mentre il testo è atteso in Aula a Palazzo Madama lunedì. Tuttavia, i lavori della commissione per oggi sono terminati e continueranno domani dalle 10. A quanto si apprende, è anche possibile uno slittamento dell'approdo del testo in Aula: i senatori di maggioranza sarebbero stati già avvisati dell'ipotesi che occorra lavorare anche il 23 notte o arrivare al 24 mattina.
Stasera, intanto, vertice di governo sulla Manovra a Palazzo Chigi con, fra gli altri, la premier Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.
Dalla tassa sui pacchi a un'ulteriore richiesta di contributo alle banche e alle assicurazioni, passando per il raddoppio della Tobin tax, la retromarcia sugli affitti brevi e il nuovo bonus per chi frequenta le scuole paritarie: ecco alcune delle modifiche principali della Manovra
Quello che devi sapere
Ok all'iperammortamento triennale e alla rimodulazione del Pnrr
La commissione Bilancio al Senato, in serata, ha approvato l'emendamento del governo alla Manovra con la stabilizzazione triennale (fino al 2028) dell'iperammortamento e la rimodulazione del Pnrr. L'emendamento è stato depositato in mattinata ed è frutto dello stralcio del maxi-emendamento ritirato nella notte. Dal 2026, quindi, arriva l'iperammortamento, la nuova agevolazione per chi investe in beni strumentali che sostituisce il credito d'imposta Transizione 4.0 e 5.0. Lo strumento sarà triennale (fino a settembre 2028) e condizionato a investimenti su beni 'Made in Italy'. Salta la maggiorazione al 220% per gli investimenti green.
Per approfondire: Manovra 2026, dietrofront del governo sulle pensioni e il riscatto della laurea
Saltano stretta sulle pensioni e novità sul Tfr
Al termine di un braccio di ferro, saltano le "finestre mobili" che allungavano ulteriormente l'età pensionabile anche rispetto ai maggiori mesi previsti per l'aspettativa di vita. Via anche l'ipotesi che rendeva meno conveniente il riscatto della laurea. Non trovano spazio neanche le novità sul Tfr dei neoassunti, anche se non è escluso il ripescaggio in futuri provvedimenti. La misura - contenuta nella prima versione della proposta di modifica a firma dell'esecutivo - prevedeva l'adesione automatica alla previdenza complementare per i lavoratori dipendenti del settore privato di prima assunzione.
Per approfondire: Manovra 2026, cosa cambia per le pensioni: dalle minime ad aumento età dal 2027. Le novità
Slitta aumento dell'età pensionabile delle forze ordine
Slitta al 2028, invece del 2027, l'aumento dell'età pensionabile per le forze dell'ordine e di polizia, con un ulteriore incremento di un mese nel 2029 e ancora un altro nel 2030: lo prevede una riformulazione di una serie di emendamenti alla Manovra approvata dalla Commissione Bilancio del Senato. Per la copertura sono previsti uno stanziamento di 20 milioni per ciascuno degli anni dal 2027 al 2029 e di ulteriori 10 milioni a decorrere dal 2030.
Raddoppio Tobin tax e tassa sui pacchi extra Ue
Scatta da gennaio il raddoppio (dallo 0,2% allo 0,4%) della Tobin tax, la tassa sulle transazioni finanziarie, e arriva una tassa di 2 euro sui piccoli pacchi in arrivo dai Paesi extra Ue di valore fino a 150mila euro. Le due misure sono contenute nel pacchetto di riformulazioni del governo approvato dalla commissione Bilancio del Senato. Da vedere come raccordare questa norma sui pacchi con quella europea.
Cambia la ritenuta d'acconto per le imprese
È cambiata anche la ritenuta d'acconto per le imprese: il nuovo emendamento del governo, depositato in commissione e poi approvato, prevede l'anticipazione della misura al 2028 con un'aliquota pari allo 0,5% - al netto dell'Iva - dell'importo da corrispondere . Confermato l'1% dal 2029. La misura vale oltre 700 milioni di euro già dal primo anno, il 2028, e raddoppia in quelli successivi.
Niente misure su Transizione 4.0
Scompaiono le nuove risorse per 1,3 miliardi per finanziare il credito d'imposta Transizione 4.0, i cui fondi sono andati esauriti. Altre misure per le imprese, comunque, sono attese nel nuovo decreto entro fine anno o forse sul filo di lana con un emendamento.
Dividendi, banche e assicurazioni
Allentata la stretta sui dividendi: resta solo per le partecipazioni detenute direttamente o indirettamente tramite società controllate sotto al 5% o di importo fino a 500mila euro. Per le banche arriva una riduzione della deducibilità sulle perdite pregresse: le percentuali di compensabilità vengono ridotte dal 43% al 35% per il 2026 e dal 54% al 42% per il 2027. Per i contratti assicurativi stipulati dal 2026 sale al 12,5% l'aliquota sulla polizza rc auto per gli infortuni del conducente. Un'altra misura a carico delle assicurazioni è attesa nel decreto annunciato dal governo: un contributo di 1,3 miliardi attraverso il versamento a titolo di acconto dell'85% del contributo sul premio delle assicurazioni dei veicoli e dei natanti dovuto per l'anno precedente.
Ok all'emendamento sull'oro di Bankitalia
Le riserve auree "gestite e detenute dalla Banca d'Italia appartengono al Popolo Italiano", nel rispetto dei Trattati Ue: la commissione Bilancio del Senato ha dato via libera all'emendamento alla manovra sull'oro di Banca d'Italia, come riferisce il senatore della Lega e relatore Claudio Borghi. "È un momento molto importante, è una mia battaglia da 11 anni. Penso che sia una delle cose più importanti di questa manovra. Riaffermare il principio" che appartiene al popolo italiano "ci riporta nella normalità".
Arriva bonus scuole paritarie, fino a 1500 euro nel 2026
In arrivo anche il bonus paritarie nel 2026: si tratta di un contributo fino a 1500 euro per le famiglie con Isee entro i 30mila euro e riguarda gli studenti che frequentano una scuola paritaria secondaria di I grado o il primo biennio di una scuola paritaria di II grado. Vale a dire le medie o il primo biennio delle superiori. La misura sarà determinata secondo scaglioni inversamente proporzionali al reddito Isee e ha un tetto di spesa di 20 milioni di euro per il prossimo anno. Servirà un decreto del ministro dell'Istruzione, di concerto con il ministro dell'Economia, per fissare i criteri nel dettaglio "tenuto conto delle somme riconosciute" per lo stesso obiettivo dalle Regioni. Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, esulta: "Il cosiddetto buono scuola per le paritarie è una misura di libertà e di civiltà. Siamo soddisfatti dell'approvazione dell'emendamento a mia firma, riformulato dal governo”.
Ok a emendamento su pagamenti dalla Pa
Via libera alla riformulazione della norma sui pagamenti da parte della Pubblica amministrazione ai professionisti, con alcuni 'paletti' in caso di irregolarità fiscale. Il senatore di FdI Nicola Calandrini, firmatario dell'ultima revisione del testo, spiega che "viene introdotto un chiarimento fondamentale che rende più circoscritta la procedura di verifica prevista in relazione ai compensi professionali. L'intervento precisa innanzitutto che la verifica riguarda esclusivamente le cartelle esattoriali iscritte a ruolo relative a tributi erariali, superando ogni riferimento generico alla "regolarità degli obblighi fiscali" che avrebbe potuto determinare blocchi dei pagamenti, anche in presenza di contenziosi non definiti". E "modifica l'articolo per le parcelle dei professionisti: il limite dei 5.000 euro non trova più applicazione ai fini della verifica: ciò significa che l'accertamento scatta anche per importi inferiori a tale soglia, ma il blocco del pagamento ci sarò solo entro il limite dell'importo effettivamente iscritto a ruolo, consentendo comunque l'erogazione della parte eccedente". Calandrini ricorda che con la misura rivista "resta ferma la disciplina generale", secondo cui "per i compensi superiori a 5.000 euro, il blocco integrale scatta in ogni caso qualora gli importi iscritti a ruolo siano superiori a 5.000 euro. Qualora questi siano inferiori a 5.000 euro, invece, il pagamento continua a essere erogato".
No al condono edilizio
Sembrava restare in piedi la possibile riapertura del condono del 2003: tra le riformulazioni di emendamenti parlamentari compariva infatti la riscrittura della proposta di modifica - inizialmente a prima firma Rastrelli (FdI) - sulla sanatoria edilizia. La riformulazione prevedeva che fossero sanabili tutte le tipologie di illecito previste (dalle opere realizzate in assenza o difformità di titolo abitativo alle opere di manutenzione straordinaria, compresi restauri) purché non si trattasse di opere abusive di proprietà di persone condannate o sulle quali non siano possibili interventi antisismici o con vincoli legati alla gestione del territorio o realizzate su monumenti nazionali. Era comunque affidata alle Regioni l'adozione di una legge di attuazione entro 2 mesi dall'entrata in vigore della manovra. Nel pomeriggio, poi, il capogruppo al Senato del M5S, Stefano Patuanelli, ha annunciato: "È stata ritirata la riformulazione dell'emendamento che rintroduceva il condono".
Incentivi anche per immobili condonati
Un emendamento di FdI approvato dalla commissione Bilancio del Senato, comunque, prevede che anche gli immobili condonati potranno accedere agli incentivi ambientali, di sicurezza e sismici previsti dalle diverse regioni. "Grazie a questo emendamento si introduce un incentivo concreto alla riqualificazione del patrimonio edilizio condonato, favorendo interventi di miglioramento sismico, ambientale e di sicurezza", ha spiegato il senatore di FdI e presidente della commissione Senato Nicola Calandrini, cofirmatario dell'emendamento.
Le altre modifiche
Tra le altre misure pesanti approvate finora ci sono:
- via libera alla rottamazione quinquies senza l'ampliamento chiesto dalla Lega, che però incassa una modifica dei tassi di interesse sulle rate: dal 4% scendono al 3%. Potranno essere estinte le cartelle tra il primo gennaio 2000 e il 2023, derivanti dall'omesso versamento di imposte o contributi previdenziali. Dura 9 anni con 54 rate bimestrali;
- via libera anche a una serie di interventi coperti con il 'fondino' per le modifiche parlamentari: si va dalle risorse contro l'antisemitismo proposte da Iv al contributo al Cnr (Avs);
- le rimesse in denaro non accompagnato, i cosiddetti money transfer, saranno conteggiate ai fini Isee per le agevolazioni fiscali;
- sugli affitti, ripristinata la legge attuale che prevede il 21% per la prima casa affittata e poi il 26% dalla seconda. L'attività di impresa scatta però dal terzo immobile affittato. Si riducono a 10 milioni per il 2026 le risorse per il Piano Casa. Ma altri fondi potrebbero arrivare nel nuovo decreto;
- ridotti i tagli al cinema, che passano da 150 a 90 milioni;
- fondi per i ricercatori precari (1,5 milioni), un bando per i posti letto universitari e 2 milioni in 2 anni per lo sportello psicologico universitario.
L’emendamento per le elezioni
Niente da fare invece per la norma sulle elezioni 2026 che il governo aveva provato a inserire in una riformulazione di un emendamento di Forza Italia. Il testo, per consentire per tutto l'anno votazioni anche nella giornata di lunedì, di fatto, avrebbe anticipato il decreto elezioni che viene consuetamente varato prima delle consultazioni elettorali. Nella lettura delle opposizioni di fatto un gancio per poter poi stringere i tempi anche sul referendum sulla giustizia. Ma di fronte alle proteste in commissione su questo punto il governo sceglie di non procedere.
Produzione e commercio di armi, ok all'emendamento per la difesa
Arriva l'ok della commissione Bilancio del Senato all'emendamento riformulato dal governo sull'ampliamento di basi e programmi strategici della Difesa. "Al fine di tutelare gli interessi essenziali della sicurezza dello Stato e di rafforzare le capacità industriali della difesa riferite alla produzione e al commercio di armi, di materiale bellico e sistemi d'arma, con uno o più decreti del ministro della Difesa di concerto con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono individuate, anche con funzioni ricognitive e comunque nell'ambito delle risorse previste a legislazione vigente, le attività, le aree e le relative opere, nonché i progetti infrastrutturali, finalizzati alla realizzazione, ampiamento, conversione, gestione e sviluppo delle capacità industriali della difesa, qualificati come di interesse strategico per la difesa nazionale", si legge ne testo.
Per approfondire: Produzione e commercio armi, emendamento alla Manovra: cosa prevede
Le tensioni in maggioranza
Nella giornata di ieri la maggioranza ha continuato a scontrarsi sulle pensioni. La Lega è andata all'attacco sulla riformulazione della norma proposta dal Mef che prevede la modifica solo della stretta sul riscatto della laurea, non quella sulle finestre mobili. Claudio Borghi ha chiesto una riformulazione differente. E in serata ha aggiunto: "Con un allungamento anche formale dell'età pensionistica noi quell'articolo non lo votiamo”.
Per approfondire: Riscatto della laurea per andare in pensione anticipata, quanto costa e a chi conviene
Romeo: "Anche Giorgetti contrario alla stretta sulle pensioni"
Questa mattina il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo ha precisato: "Nessuno scontro interno alla Lega. Io ho chiamato il ministro Giorgetti e anche lui sosteneva la tesi che fosse possibile utilizzare fondi alternativi alla stretta sulle pensioni, incluso l'intervento sulle finestre". Poi ha aggiunto: "I tecnici del Mef e la Ragioneria invece insistevano sulle pensioni e questa cosa andava avanti da ore. Allora abbiamo deciso di cancellare quelle misure, facendo un emendamento più light".
Tajani: “Incomprensioni nella Lega ma si approverà in tempo”
"Sulla Manovra c'è stato un misunderstanding e incomprensione nella Lega ma io sono sempre ottimista. La manovra si approverà nei tempi previsti, è fisiologico che possano esserci dei confronti ma l'importante è approvare la manovra che aiuterà il ceto medio", ha detto nel pomeriggio il vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani. "Sulle pensioni c'era una posizione che, per la Lega, peggiora la legge Fornero e la Lega si è sempre battuta sulla Fornero e riteneva che (la norma nella legge di bilancio, ndr) fosse in contrasto", ha aggiunto. Gli impegni presi dalla maggioranza che sono fuori dall'ultima versione del maxi emendamento governativo alla Manovra, ha concluso, "verranno messi in un decreto ad hoc che sarà approvato entro la fine dell'anno. Ci saranno gli impegni come quello sulla Zes".
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