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Lavoro, mancano oltre 2600 ispettori per i controlli

Economia

Simone Spina

E' quanto emerge incrociando i numeri fra il previsto piano di assunzioni e personale tecnico e amministrativo effettivamente in servizio. Una carenza di organico che riaccende un faro sui controlli per evitare infortuni e tragedie come quella di Firenze

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A vigilare che le aziende rispettino le norme sulla sicurezza nei cantieri, nelle fabbriche e negli uffici è l'Ispettorato Nazionale del Lavoro, che dal 2017 riunisce le attività di controllo prima svolte da Ministero, Inps e Inail. Un’agenzia che fa capo al governo e che ha meno dipendenti di quelli che dovrebbe avere.

Piano assunzioni da realizzare

Fra chi svolge mansioni amministrative - dall’esame delle buste paga alla regolarità dei contratti - e chi ha funzioni tecniche, controllando se gli operai portano il caschetto o che i ponteggi non traballino, mancano all’appello 2.631 ispettori. Questa cifra si ricava incrociando quanto previsto dal piano di assunzioni, che contempla quasi 7.800 impiegati, e quelli effettivamente in forze.

Quanti controlli si fanno

Con il crollo di Firenze, e i suoi morti, si sono riaccesi i fari sui controlli e, di conseguenza, su chi è chiamato ad eseguirli, cercando di limitare infortuni e lavoro nero. In virtù di un concorso bandito dal precedente governo, l’anno scorso 850 nuovi ispettori hanno preso servizio e il nuovo personale - è stato assicurato dall'attuale Esecutivo - permetterà di aumentare i controlli da 70mila a 100 mila l’anno. 

Gli ispettori lamentano: tanto lavoro e stipendi bassi

Il buco nella pianta organica però resta, la possibilità di assumere chi aveva partecipato all’ultimo concorso scade a maggio e, dice il sindacato Funzione Pubblica della Cgil, bisognerebbe far scorrere in fretta le graduatorie. Ma forse non basterà, perché tra le rivendicazioni ci sono anche gli stipendi: i più bassi tra i dipendenti pubblici delle amministrazioni centrali - sostiene sempre il sindacato - tanto da  scoraggiare i candidati a partecipare ai bandi e, a chi il posto già ce l'ha, a cambiare ufficio.