Mercosur, l’Ue ha firmato l’accordo. Dall'agroalimentare alle PMI, le novità per l'Italia
EconomiaIntroduzione
Il 17 gennaio l’Unione europea e i Paesi del Mercosur (Uruguay, Paraguay, Argentina e Brasile) hanno siglato l’accordo commerciale che riguarda circa 700 milioni di consumatori. L'intesa, frutto di 26 anni di negoziati, è stata firmata nell’anfiteatro del Banco Central de Paraguay, dove nel 1991 si firmò il Trattato di Asunción che fece nascere il Mercosur.
Ma che cosa prevede l’intesa? E, soprattutto, che impatto avrà in Italia?
Quello che devi sapere
Eliminati i dazi
Prima di tutto, l’accordo elimina i dazi all'importazione sul 91% delle esportazioni continentali verso il Sud America: auto, macchinari, apparecchiature per la tecnologia dell'informazione e della comunicazione, tessili, cioccolato, alcolici, vino. Stessa sorte per il 92% delle esportazioni del Mercosur verso l'Ue, tra cui carne bovina, pollame e zucchero.
Nelle previsioni di Bruxelles, l'export europeo agroalimentare verso la regione aumenterà del 50%, eliminando tariffe che oggi arrivano fino al 55% su alcuni prodotti (sono al 35% sui ricambi di auto, al 20% sui macchinari, al 18% sulla chimica). E i risparmi per le imprese Ue sono stimati in oltre 4 miliardi di dollari all'anno.
Per approfondire:
Accordo Ue-Mercosur, Von der Leyen: "Preferiamo il commercio equo ai dazi". VIDEO
Le salvaguardie
Sono comunque previste salvaguardie in caso di un aumento eccessivo di derrate agroalimentari in entrata che possano turbare il mercato Ue. Per i prodotti sensibili (carne bovina, pollame, riso, miele, uova, aglio, etanolo, zucchero) la Commissione europea resta pronta ad aprire un'indagine ogni volta che si verificherà un aumento del 5% dei volumi delle importazioni o a un calo del 5% dei prezzi all'importazione. La soglia era stata fissata all'8% nel negoziato tra Paesi Ue e Parlamento, ma è stata ulteriormente abbassata su richiesta dell'Italia. Se dall'indagine dovesse emergere un serio rischio di danno, Bruxelles potrà revocare temporaneamente i dazi agevolati previsti.
Altre tutele per gli agricoltori europei prevedono poi un limite massimo alla quantità di prodotti importati dal Mercosur che beneficiano di tariffe più basse per la carne bovina, quella suina e il pollame.
L'intesa proteggerà anche oltre 340 prodotti alimentari tradizionali dell'Ue, riconosciuti come indicazioni geografiche: si tratta del numero più elevato delle Ig europee - che comprendono Dop e Igp - mai tutelate in un accordo commerciale siglato dall'Ue.
Cosa cambia per l’Italia
Per l'Italia, stando alla Commissione Europea, l’accordo si tradurrà "in concrete opportunità di crescita economica ed export", con particolare beneficio "per le piccole e medie imprese e il settore agroalimentare di qualità". Il commercio con i Paesi Mercosur sostiene già 3,4 milioni di posti di lavoro in Italia, equivalenti a un occupato su sette. Il valore totale degli scambi di beni e servizi tra Italia e Mercosur ammonta a 16,4 miliardi di euro e l'accordo, come detto, eliminerà i dazi sul 91% dei prodotti, aprendo un mercato attualmente protetto da tariffe elevate. Le esportazioni italiane beneficeranno dell'azzeramento progressivo dei dazi in settori chiave:
- Macchinari e apparecchiature elettriche (export: 3,1 miliardi di euro), oggi soggetti a dazi dal 14 al 20%;
- prodotti chimici e farmaceutici (1,2 miliardi) e strumenti ottici e medici (349 milioni), con dazi attuali fino al 18% che saranno eliminati;
- acciaio e prodotti metallici (534 milioni) e materie plastiche (359 milioni), dove i dazi (12-18%) verranno rimossi.
Agroalimentare
Le esportazioni italiane del settore agroalimentare, attualmente pari a 489 milioni di euro, beneficeranno di tariffe sostanzialmente ridotte o azzerate. L'accordo riconosce e protegge 57 Indicazioni Geografiche (IG) italiane nel mercato Mercosur, tra cui Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Aceto Balsamico di Modena, Prosecco e Grappa. La protezione legale contro le imitazioni permetterà di vendere questi prodotti a un valore premium, stimato tra due e tre volte superiore rispetto a prodotti generici.
Servizi e Pmi
L'accordo apre inoltre nuovi mercati nei servizi, settore in cui l'Italia esporta per 1,9 miliardi di euro l'anno. Saranno facilitati l'accesso e le operazioni nei settori finanziario, delle telecomunicazioni, dei trasporti e del digitale.
Le Pmi, che costituiscono il 98% degli esportatori italiani, beneficeranno di procedure doganali semplificate, minori oneri amministrativi e un supporto dedicato per l'accesso alle gare d'appalto pubbliche.
Secondo le stime Ue, le esportazioni italiane di servizi verso il Mercosur hanno un valore di 1,9 miliardi di euro all'anno.
Per approfondire:
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