Pensioni, il governo studia misure per garantire assegni dignitosi ai giovani. Le ipotesi
A Palazzo Chigi si lavora per mettere in piedi la Manovra. Le risorse sono poche e, ha già detto chiaramente la presidente del Consiglio Meloni, andranno indirizzate "su ciò che ha impatto maggiore”, come ad esempio le pensioni, “anche quelle per i giovani”. Da nuove forme di riscatto della laurea agevolato alle coperture dei buchi contributivi: a cosa sta pensando l'esecutivo
Il rientro dalle vacanze a Palazzo Chigi significa anche spingere sulla Manovra finanziaria. I fondi, hanno già sottolineato più volte gli esponenti di governo, sono scarsi. Per questo, ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, “le poche risorse di cui disponiamo” vanno indirizzate “su ciò che ha impatto maggiore”: redditi, salari, sanità, famiglie e pensioni, “anche quelle per i giovani”
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LA SITUAZIONE - L’ultima questione, quella delle prospettive pensionistiche per i giovani, è tra le più spinose. Come ricorda Il Messaggero, sulla base dei recenti dati pubblicati dal Consiglio nazionale dei giovani ed Eures, lo scenario non è esattamente roseo
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L'età a cui si andrà in pensione potrebbe in futuro superare i 70 anni, a fronte di assegni dagli importi molto bassi (anche ben al di sotto dei mille euro al mese)
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Il nodo starebbe nel sistema contributivo puro, sulla base del quale la pensione viene calcolata solo ed esclusivamente tramite i periodi in cui un cittadino ha versato i contributi connessi alla sua attività lavorativa
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Questo modello previdenziale non prevede però l’adeguamento delle pensioni al minimo. E legandosi al problema dei buchi contributivi nelle carriere di molti italiani, rischia così in futuro di lasciare sempre più persone con assegni irrisori: le pause tra un lavoro e l’altro - quasi fisiologiche in un mondo lavorativo precario - influiscono sia sull’età pensionabile che sull’assegno da ricevere
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"Ribadiremo al governo che bisogna pensare da subito alle future pensioni dei giovani. La precarietà dei rapporti di lavoro di questi anni ha generato buchi di contribuzione previdenziale che, se non sanati, condanneranno queste generazioni a pensioni molto basse", ricordava la Uil soltanto lo scorso luglio
LE MISURE ALLO STUDIO - L’esecutivo, ricorda sempre Il Messaggero, sta quindi pensando ad alcune possibili soluzioni. Una strada da percorrere potrebbe essere quella di riconoscere per ogni anno di lavoro un periodo contributivo di 1,5 anni, con lo Stato che andrebbe a coprire quello 0,5 in più (quindi sei mesi di lavoro) con le casse pubbliche
Poi c’è l’opzione delle pensioni di garanzia, molto cara ai sindacati, con cui si andrebbe a raggiungere un adeguamento al minimo anche nel sistema contributivo puro
E ancora, il team del governo Meloni starebbe guardando anche a un nuovo riscatto della laurea agevolato, che andrebbe a coprire – con effetto retroattivo - anche i corsi che solamente di recente sono stati riconosciuti come una laurea (come ad esempio le scuole per interpreti)
Sempre nell'ambito dei riscatti della laurea (o comunque dei periodi di studio), un'altra novità potrebbe essere quella di permettere di far valere a fini contributivi esperienze di formazione che, per ora, non risultano coperte da assicurazione obbligatoria
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