
Bce, quando finirà la stagione di rialzo dei tassi? Cosa dicono gli esperti
La decisione della Banca Centrale di aumentare i tassi di 50 punti base sembra essere una delle ultime in questo senso. “Le prospettive sono meno cupe rispetto al recente passato”, ha dichiarato Dave Chappell, gestore del mercato obbligazionario del Columbia Threadneedle Investments. Non così sicuro Sylvain Broyer, Chief Economist Emea di S&P Global Ratings, che ritiene una simile decisione figlia “di ragioni strutturali di lungo periodo, legate a un riorientamento delle catene di approvvigionamento”

Lo scenario è meno fosco di quel che si può pensare. “La fine della stagione dei rialzi dei tassi sembra essere prossima e i mercati lo hanno percepito", ha dichiarato Dave Chappell, gestore mercato obbligazionario di Columbia Threadneedle Investments. Nella sua analisi post-Consiglio Bce “le prospettive sono state giudicate meno cupe rispetto al precedente incontro, grazie soprattutto ai costi energetici significativamente più bassi e all'aumento dei redditi”
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LE PROSPETTIVE DI MARZO E GIUGNO – Secondo l'esperto, “la riunione di marzo sembra già decisa con un ulteriore aumento dei tassi di 50 punti base, ma le condizioni globali potrebbero essere molto diverse quando la commissione si riunirà a metà giugno. Sebbene la presidente Lagarde abbia sottolineato che in seguito ci sarà ancora molto da fare, la Banca Centrale potrebbe essere sola nel continuare a perseguire una politica monetaria restrittiva”
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UN QUADRO INCERTO – Sulla stessa linea anche Sylvain Broyer, Chief Economist Emea di S&P Global Ratings, per il quale "sembra evidente che il picco del ciclo dei rialzi sarà nella fascia tra il 3 e il 3,5% per il tasso di deposito della Bce. La lettura dell'economia europea è però al momento complessa: si prevede infatti che la produzione rimanga forte nei prossimi mesi, ma che i consumi si indeboliscano nella prima metà dell'anno, uno scenario che dovrebbe invertirsi nei mesi successivi"
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LA PRESENZA DI ALTRI FATTORI – Secondo Broyer, la scelta di alzare i tassi non è legata soltanto alle fluttuazioni economiche. “Il livello dei tassi neutrali - in cui le banche centrali non sono né espansive né restrittive - sta salendo per ragioni strutturali di lungo periodo. Gli shock subiti dal commercio globale dopo la pandemia e la necessità di rendere più ecologiche le nostre economie implicano un riorientamento delle catene di approvvigionamento”
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E QUESTO COSA COMPORTA? – Per l’analista, questa fase “richiederà necessariamente maggiori investimenti, un nuovo equilibrio del risparmio e quindi tassi più alti. Credo sia piuttosto prematuro ipotizzare un taglio dei tassi da parte della BCE alla fine di quest'anno”
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POSSIBILE UN NUOVO AUMENTO – Charles Seville di Ftich sottolinea come "i tassi di interesse concluderanno questo ciclo di altri 100 punti base in più rispetto a quelli attuali" e come “l'inserimento dell'impegno ad aumentare i tassi di interesse di 50 punti base alla riunione di marzo invia un messaggio forte: la BCE attende progressi nell'abbassamento dell'inflazione prima di allentare questa rigida politica monetaria”
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IL FALCO BCE – Sottolinea invece un "ritorno alla forward guidance" Jamie Niven, Senior Fund Manager di Candriam, che rimarca “l’evidenza del posizionamento del mercato, che si aspettava una BCE falco" e ammonisce come "il timore adesso sia che il ritardo nella trasmissione della politica monetaria provochi un indebolimento della crescita""

UNA CONFERENZA STAMPA CONFUSA - Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, rimarca la distanza tra una "Bce 'falco' e i mercati, che non sembrano credere alle parole di Lagarde visto che festeggiano come se le banche centrali avessero tagliato i tassi di interesse". A detta dell’analista di IG Italia, “la conferenza stampa della Lagarde è stata molto confusa: credo che le discussioni all’interno del Consiglio Direttivo sulle azioni da compiere abbiano creato un corto-circuito anche sulla comunicazione"
FALCO PIÙ DOLCE - Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte, evidenzia "Lagarde come un 'falco in fase di addolcimento': la presidente della BCE continua con l'approccio più orientato alla raccolta del consenso, teso a bilanciare le istanze di falchi e colombe". L'analista osserva come "il tasso del 3% sui depositi sia una soglia di neutralità che potrebbe solo marginalmente essere superata, scenario però già ampiamente prezzato dal mercato. Possibile che entro maggio o giugno la BCE potrebbe aver ultimato il processo di rialzo dei tassi"
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