
Bonus 200 euro, tutti i dubbi sulla posizione dei neoassunti e dei ritardatari
L’arrivo nel mese di luglio dei primi cedolini con l'indennità non ha chiarito tutte le domande sulle posizioni di alcune categorie di lavoratori, che la riceveranno proprio in questi giorni. La questione rimane in mano ai datori di lavoro, che potrebbero dover seguire procedure differenziate a seconda delle situazioni

Luglio è il mese in cui i primi cedolini con il bonus da 200 euro arrivano a destinazione. L’operazione, viste le questioni politiche presenti attualmente sul tavolo, si avvia verso conclusione ma questo non significa che non ci siano problemi per gli attuali datori di lavoro
GUARDA IL VIDEO: Bonus 200 euro, quando arriva e chi lo prende a luglio
Introdotto con il decreto Aiuti per aiutare i circa 31 milioni di beneficiari a sostenere l’aumento dei costi dato dall’attuale inflazione, il bonus 200 euro è un contributo una tantum, ovvero erogato solamente una volta alla maggior parte dei cittadini il cui reddito lordo nel 2021 è stato inferiore ai 35 mila euro
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A far parte della platea, lavoratori dipendenti, pensionati, lavoratori domestici, disoccupati, titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co) e lavoratori stagionali del turismo e dello spettacolo (queste ultime due categorie lo riceveranno ad ottobre)
Bonus 200 euro, in arrivo i primi cedolini: chi lo riceverà a luglio
Per i lavoratori dipendenti, non sono poche le faccende che i datori di lavoro si trovano a dover affrontare, in particolare con la gestione delle loro dichiarazioni. A preoccupare è soprattutto l’ingente mole dei documenti da reperire, analizzare e catalogare, oltre all’allargamento del periodo di osservazione utile a determinare la titolarità allo 0,80%, esteso dai primi quattro mesi del 2022 al 23 giugno
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Un bel problema per le aziende che, quando è stata resa nota l’aggiunta temporale, avevano già identificato i beneficiari dei 200 euro (in base alle disposizioni della norma) e trasmesso loro la dichiarazione da sottoscrivere
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L’aggiunta di ulteriore tempo ha difatti costretto le aziende a riaprire la pratica, includendo tra i destinatari del bonus (e quindi della dichiarazione), alcuni che, dalla prima scrematura, erano rimasti esclusi. Un problema che rischia di ripetersi in caso di una nuova erogazione dei 200 euro nei prossimi mesi
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Permangono dei dubbi su alcune ipotesi, che nemmeno l’Inps ha sbrogliato: come nel caso dei lavoratori assunti dal 1° luglio in poi. Se il lavoratore nel primo semestre del 2022 non ha avuto alcun rapporto di lavoro, non ha diritto al bonus. Ma se ha lavorato e, in relazione alle retribuzioni percepite, ha avuto titolo all’esonero contributivo dello 0,8% (ricordiamo che è sufficiente un solo mese), è potenzialmente destinatario anche dei 200 euro

Un’altra questione aperta riguarda, in genere, la riconsegna della dichiarazione firmata da parte dei dipendenti. Se il lavoratore non rende l’attestazione, resta senza bonus; potrebbe anche restituirla a paghe chiuse ma prima del 31 agosto (scadenza di trasmissione dell’uniemens di competenza di luglio). In tal caso, la riapertura del Lul (Libro Unico del Lavoro) è ancora possibile e anche il pagamento del bonus

Il punto però è che se si consegna tardi il documento, il datore di lavoro - oltre a poter aver già inviato il flusso - ha ormai sicuramente effettuato il pagamento dei contributi con il modello F24

Questo significa che il maggior credito emergerà mettendo a confronto il saldo dell’uniemens, che contiene il recupero del bonus erogato tardivamente, con quanto effettivamente versato all’Inps. In questo modo il bonus potrà essere recuperato, seguendo le regole previste dall’istituto di previdenza