Guerra in Ucraina, Cingolani: "Paghiamo 1 miliardo al giorno di gas russo"

Economia

Lo ha detto il ministro della Transizione ecologica nell'informativa in Aula al Senato sui rincari del costo dell'energia e sulle misure del Governo per contrastarne gli effetti. "Non è possibile che i costi del gas siano 5 volte più alti del 2021"

 

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"Paghiamo un miliardo di euro al giorno di gas russo", lo ha detto il Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nell'informativa in Aula al Senato sul caro carburante e in generale sui rincari del costo dell'energia. "Il flusso di gas dalla Russia è il più alto registrato in tempi recenti" - ha aggiunto Cingolani -, la fornitura è costante in tutta Europa anzi si è sollevata una riflessione sul fatto che l’Europa sta continuano ad acquistare il gas: noi, Europa, stiamo  comprando gas pagando circa 1 mld al giorno, una riflessione importante in questo momento". (GUERRA IN UCRAINA: LE NOTIZIE IN TEMPO REALE - LO SPECIALE)

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"In questo momento il flusso di gas dalla Russia è il più alto mai registrato", ha continuato il ministro. "Le importazioni dalla Russia sono incrementate sia in valore assoluto che in percentuale sui consumi, dai circa 20 miliardi di metri cubi (25% dei consumi) del 2011 ai 29 miliardi di metri cubi del 2021 (38% dei consumi). Questa è la nostra attuale dipendenza dalla Russia", ha sottolineato Roberto Cingolani in Senato. Oggi, ha proseguito, "oltre il 95% del gas naturale consumato in Italia viene importato dall'estero". 

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Riferendo poi ancora sul caro benzina, Cingolani è tornato sulle dichiarazioni fatte qualche giorno fa a Sky TG24 ("Aumenti dei carburanti irragionevoli, è una colossale truffa". LEGGI LE SUE DICHIARAZIONI), precisando che "se oggi per stoccare 10 miliardi di metri cubi di gas mi servirebbero 15 miliardi di euro, un anno fa di questi tempi quando il gas era a un po' meno di 30 centesimi al metro cubo sarebbero serviti 3 miliardi di anticipo. A parità di tutto non è giustificato che lo stoccaggio da 3 miliardi di anticipo arrivi a 15 miliardi. Questa è stata la mia affermazione un po' dura, forse non mi sono espresso con termini giuridicamente correttinon è possibile che mi costi cinque volte di più se la materia è la stessa". 

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Il ministro Cingolani ha poi aggiunto che per contenere l'impatto sui consumatori finali, il Governo sta valutando l'ipotesi di praticare sui carburanti un'accisa mobile. "C'è un problema di un incremento dei costi del Brent" e un problema del costo del gas e dell'energia che serve nelle raffinerie a trasformare "che impatta sul costo finale", ha precisato il titolare della Transizione Ecologica. "C'è una diminuzione della disponibilità del diesel mentre non c'è alcun problema per la benzina".

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