
Decreto Ristori bis, bonus baby sitter da 1000 euro per “zone rosse”: ecco a chi spetta
Il dl con gli aiuti economici per le categorie più svantaggiate dai lockdown imposti dal nuovo dpcm, prevede un sostegno per le famiglie che devono affidarsi a qualcuno per la custodia dei figli durante la chiusura delle scuole medie. Come alternativa c’è un congedo parentale al 50%. Ecco chi può richiederlo, quali sono le condizioni e i paletti

Il decreto Ristori bis è stato approvato dal Cdm alcuni giorni fa. Si tratta di un decreto di aiuti economici per una serie di categorie colpite dalle chiusure imposte dal nuovo dpcm. In particolare sono previste diverse misure di sostegno per le famiglie delle “zone rosse”. Uno di questi provvedimenti riguarda il “bonus baby sitter”. Ecco di cosa si tratta e a chi spetta
Via libera dal Cdm al decreto Ristori bis
Le famiglie che risiedono nelle “zone rosse”, le regioni a maggior rischio nelle tre fasce individuati dai protocolli istituzionali, devono fare i conti con la chiusura delle scuole medie (tranne che per le classi di prima media) e le superiori (che sono chiuse in tutta Italia). Gli alunni di queste classi stanno frequentando a distanza
Le principali misure del decreto Ristori bis
Il bonus baby sitter è riservato a coloro che si trovano nella zona rossa, nelle quali è prevista la sospensione delle attività scolastiche nelle seconde e terze classi delle scuole secondarie di primo grado. L’importo del voucher Inps è di 1.000 euro e riguarda lavoratori sia dipendenti che autonomi
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Il decreto non è ancora stato pubblicato in Gazzetta ma nella bozza, all’articolo 14, si legge che il “Bonus baby-sitting regioni zone rosse” si attiva in caso di chiusura delle scuole secondarie di primo grado e centri assistenziali per ragazzi disabili
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Gli interessati sono “i genitori lavoratori iscritti alla Gestione separata” e quelli iscritti “alle gestioni speciali dell’Ago, e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie”. Hanno diritto al bonus baby sitter per un massimo di mille euro da utilizzare nel periodo di sospensione dell’attività didattica in presenza
Le misure per le zone rosse: cosa si può fare e cosa no
Il bonus baby sitter è utilizzabile anche per i figli con disabilità in situazione di gravità (legge 5 febbraio 1992, n. 104), iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale, per i quali sia stata disposta la chiusura. Come in precedenza viene erogato dall'Inps attraverso il Libretto famiglia
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Il bonus può essere richiesto da entrambi i genitori, nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, ed è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell'attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore. Quindi tutti e due i genitori devono essere lavoratori per accedere al bonus

Il bonus è disposto anche nei confronti dei genitori affidatari. Inoltre la fruizione del bonus baby sitter è incompatibile con la fruizione del "bonus asilo nido”. Non è riconosciuto per le prestazioni rese dai familiari. Questo aspetto e l'incompatibilità con lo smart working differenziano questa misura dalla precedente garantita dai decreti Cura Italia e Rilancio

Importante sottolineare che rispetto al bonus riconosciuto durante il primo lockdown, nel nuovo bonus si precisa che non può essere utilizzato per le “prestazioni rese da familiari”. Quindi non potrà essere utilizzato per pagare nonni, fratelli o zii che si prendono cura dei parenti a casa per la didattica a distanza

Un’altra importante novità riguarda esclusivamente le famiglie con figli in stato di grave disabilità accertata ai sensi dell’articolo 1, comma 4, della Legge 104/1992. In questo caso il bonus baby sitter da 1.000 euro potrà essere richiesto in caso di chiusura delle scuole come pure dei centri diurni, indipendentemente dall'età dei figli, iscritti a scuole di ogni ordine e grado

Non cambia la fase operativa del bonus baby sitter. La domanda dovrà essere presentata all’Inps, secondo le modalità che verranno stabilite. Sia per la presentazione della domanda che per l’uso e la gestione dei voucher riconosciuti bisognerà essere in possesso del pin Inps o delle credenziali Spid. Dopo la pubblicazione e l’entrata in vigore del testo del decreto, si saprà la data di avvio delle richieste

In alternativa al bonus baby sitter, le famiglie che soddisfano tutte le stesse identiche condizioni, possono richiedere un congedo parentale. Questo è retribuito al 50% dello stipendio. Lo stesso strumento può essere richiesto, in alternativa al bonus baby sitter, anche dalle famiglie con disabili

Come spiega l’articolo 13 della bozza del dl, “nelle aree definite di rischio alto” dal dpcm del 3 novembre, "nelle quali sia stata disposta la chiusura delle scuole secondarie di primo grado, se la prestazione lavorativa non può essere svolta in modalità agile, è riconosciuta alternativamente a entrambi i genitori lavoratori dipendenti, la facoltà di astenersi dal lavoro per l’intera durata della sospensione dell’attività didattica in presenza”

“Tali periodi sono coperti da una indennità pari al 50 per cento della retribuzione stessa, con riconoscimento della contribuzione figurativa. Il beneficio è riconosciuto anche ai genitori di figli con disabilità in situazione di gravità accertata Legge n. 104/1992, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale, per i quali sia stata disposta la chiusura”