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Def, critiche di Bankitalia. Savona: se spread sfugge cambiare manovra

5' di lettura

Dopo che Bankitalia ha avvertito sul peso del differenziale Btp-Bund sulle famiglie, il ministro per gli Affari europei ha detto: "Errore mettere stabilità finanziaria come presupposto dello sviluppo". Conte: "Dopo la lettura della manovra, mercati più tranquilli"

"Se ci sfugge lo spread la manovra deve cambiare". Nel dibattito sulla legge di bilancio torna a parlare anche il ministro per gli Affari europei Paolo Savona, nella giornata in cui Bankitalia, con il vicedirettore Luigi Federico Signorini in audizione sulla nota al Def (LE MISURE PREVISTE DAL DEF), ha avvertito che il debito pubblico è in mano agli italiani, lo spread pesa anche su famiglie e imprese e sarebbe sbagliato tornare indietro sul sistema pensionistico. (QUANTO CI COSTA LO SPREAD). Ma le perplessità sono arrivate anche dalla Corte dei Conti, specialmente su reddito di cittadinanza e pensioni: "Non mettano a rischio la sostenibilità finanziaria del sistema",ha ammonito il presidente Angelo Buscema, anche lui in audizione sulla nota al Def. I vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno ribadito però che non hanno intenzione di tornare indietro sulla riforma della legge Fornero. E a proposito dello spread, il leader della Lega ha spiegato che se salirà, "non staremo fermi, abbiamo più di un'idea". Mentre il premier Conte ha assicurato: “Confido che quando si leggeranno la nostra manovra ci potrà essere maggiore tranquillità da parte degli investitori. E quindi un segnale positivo da parte dei mercati. Confido che con questa manovra chi investirà in Italia avrà tanti guadagni e sarà molto conveniente investire qui".

Savona: "Bankitalia e Fmi sbagliano su stabilità e crescita"

Savona ha definito il Def presentato dal governo "corretto, cauto e moderato", e ha aggiunto che "c'è bisogno di ben oltre il 2,4%" di rapporto deficit-Pil. Ci dicono che le previsioni della manovra sono ottimistiche? Sono i risultati di modelli egonometrici e degli interventi che noi facciamo". E, interpellato sulla polemica tra il vice premier Luigi Di Maio e Bankitalia, ha detto: "Meno partecipo a questi scambi meglio è...", salvo poi precisare che "l'errore che fanno sia Fmi che Bankitalia è mettere la stabilità finanziaria come presupposto dello sviluppo, io dico che devono andare almeno di pari passo. La costruzione dell'Europa non dà per scontato che si debba avere la stabilità prima dello sviluppo".

“Debito pubblico è parte importante di nostro risparmio”

Il vicedirettore di Bankitalia Signorini ha evidenziato che il debito pubblico italiano "è detenuto per circa due terzi da istituzioni e soggetti italiani ma ciò non lo isola dalla logica del mercato che cerca il rendimento e fugge l'incertezza. Le oscillazioni del suo valore esercitano i propri effetti anche sui soggetti italiani, famiglie, imprese e istituzioni finanziarie che lo detengono". Per il vicedirettore di Bankitalia "in ultima analisi al debito pubblico fa riferimento una parte importante del nostro risparmio”.

“Riforme pensionistiche da non modificare"

Signorini, come già espresso dal Fmi, ha anche sottolineato l’importanza di preservare la riforma Fornero, pur non facendo direttamente riferimento ad essa. "La nota - ha detto il vicedirettore di Bankitalia - sottolinea giustamente che le riforme pensionistiche introdotte negli ultimi 20 anni hanno significativamente migliorato sia la sostenibilità sia l'equità intergenerazionale del sistema pensionistico italiano. È fondamentale non tornare indietro su questi due fronti”. La sostenibilità del sistema è, per il vicedirettore di Bankitalia, "un fondamentale elemento di forza delle finanze pubbliche italiane”.

Da manovra “effetti modesti e graduali”

Per ciò che riguarda la manovra, di cui ha parlato oggi in audizione anche il ministro dell'Economia Giovanni Tria, secondo Signorini ”l'aumento dei trasferimenti correnti" per reddito di cittadinanza e pensioni "così come gli sgravi fiscali, tendono ad avere effetti congiunturali modesti e graduali nel tempo; stimiamo che il moltiplicatore del reddito associato a questi interventi sia contenuto”. Anche lo stop all'Iva dovrebbe avere "un effetto limitato". Impatto che "potrebbe essere ancora inferiore o nullo se il mancato aumento dell'Iva fosse già stato incorporato nelle aspettative delle famiglie".

Salvini: riforma Fornero va modificata, non ci fermiamo

Nonostante le indicazioni di Fmi e Bankitalia, il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini ha fatto sapere che "sulla riforma Fornero niente e nessuno ci potrà fermare. Andiamo avanti tranquilli, l'economia crescerà anche grazie alla modifica della legge Fornero (COSA PREVEDE), un'opera di giustizia sociale che creerà tanti nuovi posti di lavoro”.

Di Maio: Bankitalia si candidi se non vuole si tocchi Fornero

Anche il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio su Twitter si è detto d'accordo con Salvini: "Se Bankitalia vuole un governo che non tocca la Fornero - ha scritto Di Maio - la prossima volta si presenti alle elezioni con questo programma. Nessun italiano ha mai votato per la Fornero. È stato un esproprio di diritti e democrazia che viene rimborsato. Giustizia è fatta. Indietro non si torna". 

I dubbi della Corte dei Conti sul reddito di cittadinanza

Successivamente, in audizione sulla nota al Def anche la Corte dei Conti che attraverso il presidente Angelo Buscema ha messo in guardia da possibili conseguenze che potrebbero avere la modifica del sistema pensionistico e l'introduzione del reddito di cittadinanza (COSA PREVEDE). "Interventi a favore dei trattamenti previdenziali e delle politiche di assistenza che puntino al contrasto della povertà devono essere adottati senza mettere a rischio la sostenibilità finanziaria del sistema", ha affermato Buscema. Inoltre il presidente dei magistrati contabili ha espresso qualche dubbio sulle stime del Def: "Il profilo di riduzione del rapporto debito/pil (COSA E') non è linea con la regola del debito". No da Buscema anche a sconti e sanatorie fiscali che potrebbero "introdurre nuove distorsioni sulle scelte adottate nel mondo del lavoro".

Data ultima modifica 09 ottobre 2018 ore 19:11

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