Allarmi bomba su voli, in azione anche cani artificieri: come lavorano le unità cinofile
CronacaIntroduzione
Nella giornata di oggi, interessata da diversi allarmi bomba (GLI ULTIMI AGIGORNAMENTI), negli aeroporti europei sono intervenuti anche i cani antiesplosivo. Allo scalo romano di Fiumicino le unità cinofile hanno partecipato ai controlli straordinari predisposti dopo l'arrivo di un'e-mail minatoria agli indirizzi di Aeroporti di Roma e di altre società aeroportuali. Gli animali specializzati nella ricerca di sostanze esplosive sono entrati in azione anche a Charleroi, in Belgio, dove un volo Ryanair proveniente da Pescara è finito al centro di un'altra emergenza dopo il ritrovamento della parola "bomba" nei servizi igienici dell'aereo. L'allerta è scattata alle 13.13 e ha comportato lo sbarco progressivo dei passeggeri, sottoposti a controlli approfonditi con il supporto proprio dei cani antiesplosivo.
Quello che devi sapere
Il ruolo dei cani antiesplosivo
Nelle operazioni di prevenzione e controllo, un contributo importante arriva dagli animali addestrati a riconoscere specifiche sostanze attraverso l'olfatto. I cani antiesplosivo sono infatti in grado di rilevare tracce di materiali potenzialmente pericolosi anche quando risultano nascosti all'interno di bagagli, mezzi di trasporto, edifici e altre strutture. La loro attività permette agli operatori di individuare elementi sospetti e di indirizzare gli approfondimenti degli specialisti. Queste unità vengono utilizzate soprattutto nelle situazioni considerate ad alto rischio, come le verifiche negli aeroporti, la sorveglianza di infrastrutture sensibili e la messa in sicurezza dei luoghi che ospitano manifestazioni o eventi di particolare rilevanza.
Per approfondire: Allarmi bomba sugli aerei in Italia e in Europa: che cosa sappiamo
I cani delle Forze armate
Non soltanto controlli negli scali aeroportuali. L'impiego degli animali specializzati si estende a numerose attività di difesa, sicurezza e soccorso. Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare e Carabinieri, come ricorda il ministero della Difesa, sul suo sito, dispongono di reparti cinofili preparati ad affrontare scenari operativi differenti. In determinate missioni, alcuni esemplari possono affiancare anche le Forze speciali, utilizzando equipaggiamenti protettivi come giubbotti antiproiettile e occhiali specifici. In particolari operazioni sono inoltre preparati a effettuare lanci con il paracadute insieme ai militari che li accompagnano. Altri vengono destinati alla ricerca di armamenti e munizioni, alla sorveglianza di installazioni strategiche oppure al ritrovamento di persone disperse, comprese quelle sepolte dalla neve dopo una valanga.
Per approfondire: Allarmi bomba su aerei, la mail di minaccia: "Oggi il vostro cielo sarà rosso"
La selezione e l'addestramento
Il percorso che porta un cane a diventare operativo comincia dalla valutazione delle sue caratteristiche fisiche e comportamentali. Nei centri specializzati vengono esaminate le attitudini dell'animale, la capacità di concentrazione, la predisposizione al lavoro e la reazione agli stimoli esterni. Una volta individuati i soggetti più adatti, prende avvio la preparazione insieme al conduttore, con il quale viene costruito un rapporto destinato ad accompagnare gran parte della loro attività professionale. La formazione si basa anche sul gioco e sull'associazione tra determinati odori e una ricompensa: attraverso esercitazioni progressive, il cane impara a riconoscere le sostanze ricercate e a comunicare il ritrovamento all'operatore. La preparazione non termina con il primo impiego, ma prosegue con sessioni periodiche necessarie a mantenere le capacità acquisite e ad affrontare ambienti e situazioni sempre diversi.
Le altre specializzazioni
Anche la Marina Militare si avvale di cani addestrati, in particolare nell'ambito della Brigata Marina San Marco, per la vigilanza delle installazioni, l'individuazione di persone non autorizzate e la ricerca di armamenti o materiali esplosivi, anche sulle unità navali. I Carabinieri fanno invece riferimento al Centro Cinofili di Firenze, istituito nel 1957, dove vengono preparati gli animali destinati a diverse attività investigative e di sicurezza. Le specializzazioni comprendono il contrasto al traffico di stupefacenti, la ricerca di armi, l'individuazione di resti umani e tracce di sangue, oltre al riconoscimento di sostanze tossiche ed esche avvelenate. La Polizia di Stato utilizza a sua volta squadre cinofile per le operazioni di controllo del territorio, mentre la Guardia di Finanza dispone anche di cani capaci di localizzare denaro contante, tabacchi di contrabbando e persone disperse. Particolarmente importante è l'impiego delle unità del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza negli interventi in montagna, soprattutto in caso di valanghe.
Il rapporto con il conduttore
Alla base dell'efficacia di queste squadre c'è la collaborazione tra l'animale e il personale incaricato di accompagnarlo. Si parla infatti di binomio cinofilo, proprio perché il cane e il suo conduttore costituiscono un'unica unità operativa. La conoscenza reciproca, sviluppata attraverso l'addestramento quotidiano, permette al militare o all'agente di interpretare anche i cambiamenti più lievi nel comportamento dell'animale. È proprio questa intesa a rendere possibile l'esecuzione di attività particolarmente complesse, dalla ricerca di sostanze nascoste alla protezione del personale impegnato nelle missioni. L'utilizzo di strumenti tecnologici sempre più sofisticati non ha eliminato il valore dell'olfatto canino, che continua a rappresentare una risorsa preziosa in numerosi contesti.
La pensione e le adozioni
Terminati gli anni di servizio, anche per i cani delle Forze armate arriva il momento di lasciare le attività operative. Il ritiro può dipendere dal raggiungimento dei limiti di età oppure dalla perdita dei requisiti necessari per continuare a svolgere determinati incarichi. Spesso è lo stesso conduttore, dopo aver condiviso con l'animale addestramenti e missioni, a chiedere di accoglierlo nella propria famiglia. L'Esercito Italiano consente anche ai cittadini di adottare gratuitamente i cani non più idonei all'impiego militare, attraverso una procedura gestita dal Comando Logistico. Un'iniziativa analoga è prevista dall'Aeronautica Militare. Per i cani che hanno trascorso parte della propria vita al servizio della collettività, si apre così una nuova fase, lontana dalle operazioni e dalle esercitazioni.
Per approfondire: Allarme bomba sugli aerei, "scramble" e atterraggio d'emergenza: le procedure