Allarme bomba sugli aerei, "scramble" e atterraggio d'emergenza: le procedure

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Cosa succede quando scatta un allarme bomba che riguarda un aereo civile? Gli scenari possibili e cosa si intende con il termine tecnico di "scramble" attraverso le spiegazioni di un esperto

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Sono stati almeno 18 i voli interessati oggi in Europa da allarmi bomba, secondo quanto riportato dalle autorità e dalle compagnie aeree citate da diversi media internazionali (LE NEWS IN DIRETTA DI SKY TG24). Le minacce, nessuna delle quali è però fino a qui risultata confermata, hanno riguardato in particolare compagnie low cost e voli da o verso l'Italia, la Bulgaria e la Repubblica Ceca. Sono stati sei, in particolare, i voli che hanno interessato il nostro Paese. Si è trattato del Milano Malpensa - Varsavia, dirottato su Vienna (Wizz Air W46387); Milano Malpensa - Bucarest (Wizz Air W43064); Salonicco - Milano Malpensa (Aegean Airlines A3552); Porto - Milano Malpensa (Ryanair FR8953); Helsinki - Roma Fiumicino (Finnair AY1761);-Dublino - Roma Fiumicino, dirottato alla base aerea di Évreux, a ovest di Parigi, in Francia (Aer Lingus EI402). Ma cosa succede in questi casi e perchè si parla di "scramble"?

I caccia in volo

Per fare chiarezza su cosa succede in casi nei quali velivoli civili sono coinvolti da allarmi-bomba, ecco le parole del generale Pasquale Preziosa, in passato capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare e oggi professore di Geostrategia. Al "Corriere della Sera", Preziosa ha spiegato che "quando si parla di allarme-bomba significa che c’è un velivolo in pericolo potenziale". Dunque, se la minaccia viene ritenuta "seria" dalle autorità, succede che "i caccia si alzano in volo e scortano l’aereo a distanza di sicurezza fino all’atterraggio". In una circostanza simile l'aereo in questione viene debitamente protetto dagli stessi caccia e "fatto atterrare nello scalo stabilito dagli enti di controllo" che, di norma, può essere lo scalo logisticamente più vicino oltre che quello "dotato delle zone di sicurezza per poter gestire l’evento". Di base, comunque, "tutti gli aeroporti hanno una piazzola specifica isolata, lontana dalle poste di atterraggio degli altri velivoli" destinata proprio per le procedure di evacuazione. A questo punto i passeggeri vengono fatti evacuare "attraverso sentieri già previsti" ed in seguito avviene "l’ispezione degli organi di sicurezza aeroportuale tra polizia, vigili del fuoco e artificieri". 

Lo "scramble"

Esistono altre situazione limite nei quali i caccia possono alzarsi in volo per un'emergenza. Ad esempio, ha spiegato Preziosa, quando "c’è una traccia aerea non identificata". E' il caso in cui "si tenta il contatto radio e, se il velivolo non risponde, suona una sirena e scatta l’allarme". Così "si attiva la procedura che si chiama scramble ed è quella che vede immediatamente alzare in volo i caccia che in genere sono due e sono sempre pronti". Ricapitolando, con questo termine si fa riferimento al decollo immediato di un caccia, attivato in pochi minuti tra quando scatta un allarme e quando le ruote dei velivoli si staccano dalla pista.

Quando succede

Questa procedura, in sostanza, si attiva ogni volta che un aereo perde il contatto radio, quando devia in modo ingiustificato dal piano di volo o quando un aeromobile sconosciuto entra dove non dovrebbe. L’ordine arriva dal CAOC di Torrejón, il centro operativo NATO in Spagna che sorveglia lo spazio aereo europeo dalle Canarie alla Turchia.  La sorveglianza radar in Italia è affidata all’11° Gruppo DAMI di Poggio Renatico e al 22° Gruppo Radar di Licola. L’intervento in volo è garantito da cinque basi nello specifico. Quella del 4° Stormo -Grosseto (Eurofighter), del 36° Stormo -Gioia del Colle (Eurofighter), del 37° Stormo -Trapani Birgi (Eurofighter), del 51° Stormo -Istrana (Eurofighter) e quella del 32° Stormo -Amendola.

I casi in cui viene attivato

Per concludere, lo "scramble" si attiva nei casi di perdita dei contatti radio da parte di un velivolo civile o commerciale, di una traccia aerea non identificata o velivolo che devia in modo ingiustificato dal piano di volo, di sospetta minaccia a bordo di un volo civile (ad esempio allarmi bomba o segnalazioni di sicurezza) e di violazione dello spazio aereo nazionale o di paesi alleati (come nelle missioni NATO Baltic Air Policing)

     

Le istruzioni in volo

Una volta in volo, ha proseguito ancora Preziosa, "i militari ricevono le istruzioni. Gli si danno le indicazioni sulla posizione e sul velivolo da intercettare e gli si dice il perché. Un caso può essere per esempio quando un aereo ha emesso un codice di emergenza per il quale richiede assistenza". 

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