Terremoto ai Campi Flegrei, il bilancio il giorno dopo la scossa: 26 feriti e danni. FOTO
Dopo il terremoto di venerdì sera di magnitudo 4.7, il più forte registrato ai Campi Flegrei negli ultimi quarant'anni, lo sciame sismico è proseguito anche nelle ultime ore con decine di scosse, la più intensa di magnitudo 3.1 alle ore 5.47 di oggi. Sono 26 i feriti e circa 300 le persone costrette a lasciare le proprie abitazioni: ecco cosa è successo
IL TERREMOTO AI CAMPI FLEGREI
- Si riaccende la preoccupazione per il fenomeno del bradisismo ai Campi Flegrei: il terremoto delle ultime ore è stato il più forte registrato nell'area negli ultimi quarant'anni. Dopo la scossa principale, di magnitudo 4.7 e avvenuta ieri sera intorno alle 19.46, è iniziato uno sciame sismico con circa sessanta terremoti. Secondo il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci, “lo sciame sismico, come ci dicono i vulcanologi, è ancora in corso. Potrebbero quindi verificarsi ulteriori eventi con magnitudo superiore a 3".
LE AREE DI ACCOGLIENZA
- La lunga sequenza di scosse ha spinto molti residenti di Pozzuoli, Bacoli e della periferia occidentale di Napoli a trascorrere la notte all'aperto per paura di nuovi terremoti. Per garantire assistenza alla popolazione sono state attivate le aree di accoglienza di via Terracina e del Palatrincone, dove si sono rivolte decine di famiglie. I sindaci dell'area flegrea hanno inoltre aperto i Centri operativi comunali per coordinare gli interventi e monitorare costantemente l'evoluzione della situazione.
I FERITI
- Il bilancio provvisorio del terremoto è di 26 feriti, due dei quali ricoverati in codice rosso. Cinque persone restano ancora in ospedale: tre sono in codice giallo e due in condizioni più gravi. La maggior parte dei feriti è rimasta coinvolta nella caduta di calcinacci e detriti durante la violenta scossa. Le autorità sanitarie hanno effettuato verifiche strutturali anche negli ospedali dell'area, per accertare che gli edifici potessero continuare a operare in piena sicurezza.
GLI EVACUATI
- Evacuati numerosi nuclei familiari. Secondo il prefetto di Napoli, Michele di Bari, circa 150 famiglie, pari a circa 300 persone, sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni, tutte nel comune di Pozzuoli. I vigili del fuoco hanno disposto lo sgombero di 18 famiglie in via Sannino e di altre quattro in via San Vitagliano, dove sono proseguiti gli accertamenti per valutare la stabilità delle strutture danneggiate dal sisma.
GLI INTERVENTI DEI VIGILI DEL FUOCO
- L'emergenza ha richiesto un intenso lavoro dei Vigili del Fuoco, impegnati con cinquanta operatori e cinque nuclei specializzati MO.RECS, dedicati alle verifiche della stabilità degli edifici. In supporto sono arrivate anche squadre dagli altri comandi provinciali della Campania. Le richieste di intervento hanno riguardato ascensori bloccati, distacchi di calcinacci, interruzioni di corrente, allarmi antifurto scattati dopo la scossa e persino il crollo di un solaio, che ha richiesto ulteriori controlli di sicurezza.
GLI INTERVENTI DEI CARABINIERI
- Anche i carabinieri sono stati impegnati in numerosi interventi di soccorso nei comuni colpiti dal terremoto. In molti casi le deformazioni provocate dalla scossa avevano bloccato le porte delle abitazioni, impedendo ai residenti di uscire. Tra le operazioni più complesse figura il salvataggio di un uomo di 80 anni, allettato, recuperato con un'autoscala e con il supporto del nucleo Speleo Alpino Fluviale, poiché le scale dell'edificio erano diventate impraticabili dopo il sisma.
I DANNI ALLE INFRASTRUTTURE
- Il terremoto ha provocato anche danni alle infrastrutture e ai collegamenti. A Pozzuoli si sono verificati crolli in edifici disabitati di via Pergolesi e via San Vitaliano, con grosse pietre di tufo finite anche su alcune auto in sosta. Il crollo di un muro ha ostacolato la circolazione della Circumflegrea, mentre la caduta di un traliccio dell'alta tensione ha lasciato senza elettricità circa 100 mila utenze, successivamente rialimentate quasi del tutto.
I CONTROLLI DI SICUREZZA
- Per motivi di sicurezza sono stati avviati controlli sulle principali infrastrutture del territorio. Rfi ha verificato la rete ferroviaria, inizialmente sospesa insieme ai collegamenti Alta Velocità, Intercity e Regionali, mentre la Capitaneria di porto ha ispezionato la fascia costiera. Il porto commerciale di Pozzuoli era stato chiuso dopo il sisma, ma i sopralluoghi dei tecnici della Regione, della Protezione civile e dei sommozzatori hanno escluso danni strutturali rilevanti, consentendone la riapertura già da domani, 2 agosto.
LE PAROLE DELLE ISTITUZIONI
- Le istituzioni hanno seguito costantemente l'evolversi dell'emergenza. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha monitorato gli sviluppi della situazione, mentre il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano ha convocato l'Unità di crisi per coordinare gli interventi. Il vicepremier Antonio Tajani ha assicurato il sostegno del governo agli sfollati, mentre il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, ha definito la situazione "critica", chiedendo risposte rapide e il completamento delle verifiche sugli edifici.
LE MISURE A BACOLI
- L'emergenza ha avuto ripercussioni anche sulla vita quotidiana dell'area flegrea. A Bacoli il sindaco ha disposto la disattivazione delle zone a traffico limitato e annullato gli eventi pubblici previsti, compreso un concerto, per concentrare tutte le risorse sui controlli. Dopo le verifiche, la circolazione ferroviaria nel nodo di Napoli è stata progressivamente ripristinata, pur con forti ritardi e cancellazioni.