Lo speciale di Sky TG24 sull'emergenza incendi
Arrow-link
Arrow-link

Incendi, roghi in diverse zone d’Italia e d’Europa: ecco cosa sta succedendo

Cronaca
Getty-Ansa

Introduzione

Mentre l’Italia e parte dell’Europa affrontano la quarta ondata di caldo, diversi incendi stanno interessando boschi, zone montane e non solo. Le alte temperature e, in alcuni casi, i forti venti rendono più complesse le operazioni di spegnimento. Nel nostro Paese i roghi sono attivi in Piemonte, Abruzzo, Sardegna, Calabria e in altre regioni. Incendi anche in Francia e in Grecia, dove centinaia di vigili del fuoco sono impegnati nelle operazioni di contenimento.

Quello che devi sapere

Grecia, fiamme vicino ad Atene

Situazione difficile anche in Grecia, dove centinaia di vigili del fuoco stanno cercando di contenere un incendio a nord-est di Atene e di proteggere una struttura turistica sulla costa. Il rogo interessa l’area di Porto Germeno, a circa 70 chilometri dalla capitale, nella regione della Viotia.
Le fiamme, alimentate da venti che raggiungono i 130 chilometri orari, sono arrivate fino al mare e avrebbero danneggiato alcune abitazioni. Le forti raffiche rendono particolarmente difficile l’impiego degli aerei antincendio.
L’incendio era scoppiato due giorni prima vicino al villaggio costiero di Agios Vasileios. Circa 300 persone sono state messe in salvo via mare dopo che alcuni residenti avevano inizialmente ignorato l’ordine di evacuazione. Nel corso della settimana incendi sono divampati anche in altre zone della Grecia, compresa l’isola di Creta, e tre vigili del fuoco hanno perso la vita.

Francia, timori nella regione del Var

In Francia è stato domato l’incendio scoppiato oltre una settimana fa in una pineta vicino a Bordeaux, nella regione della Gironda. Secondo il ministro dell’Interno Laurent Nunez, si è trattato del più grande incendio registrato nel Paese dal 1949. Il rogo è sotto controllo e non si sta più propagando, anche se in alcune zone rimangono focolai attivi. Resta invece alta l’attenzione nella regione del Var, dove un altro incendio ha già bruciato circa 1.250 ettari. L’area nella regione del Var, dove ieri è scoppiato un nuovo incendio, è considerata "ad altissimo rischio" a partire da questo pomeriggio, ha riferito il ministro dell'Interno, Laurent Nunez. "Rimangono numerosi focolai" e "prevediamo un aumento del vento, in particolare del maestrale, nel pomeriggio", il che renderà la zona "davvero ad altissimo rischio", ha affermato durante una conferenza stampa a Parigi, a seguito di un aggiornamento sulla situazione degli incendi presso il Centro operativo interministeriale per la gestione delle crisi. 

pubblicità

Incendi in Valsesia, fiamme circondano un rifugio

Continuano gli incendi nella zona della Valsesia, tra Boccioleto, Cravagliana e Rima, in provincia di Vercelli. Da questa mattina il fumo ha circondato il rifugio Spanna Osella, situato nel territorio del Comune di Varallo. Secondo il presidente dell’Unione Montana Comuni della Valsesia e sindaco di Quarona, Francesco Pietrasanta, l’edificio non sarebbe in pericolo: le fiamme sono basse e attorno al rifugio non è presente vegetazione. Il fronte principale dell’incendio si trova sul versante nord. Una squadra composta da vigili del fuoco e volontari dell’Antincendio boschivo è stata trasportata nella zona in elicottero. I mezzi aerei stanno effettuando lanci d’acqua. A Rima proseguono invece le operazioni di bonifica.

Vigili del fuoco

In Valle Cannobina la montagna brucia da dieci giorni

Un altro incendio è attivo da dieci giorni in Valle Cannobina, nel Verbano-Cusio-Ossola. Il rogo interessa l’area sopra Cavaglio, all’alpe La Quadra, con un fronte di circa 500 metri.
Le fiamme sembravano essere state spente dalla pioggia e dai ripetuti interventi dei Canadair, ma le braci hanno continuato ad alimentare l’incendio. La zona è impervia e non può essere raggiunta a piedi: per questo le operazioni vengono svolte principalmente con mezzi aerei, elicotteri e droni. Il rogo è ancora lontano da baite e abitazioni, ma l’arrivo del caldo e l’eventuale aumento del vento destano preoccupazione. Secondo il sindaco di Valle Cannobina, Luigi Spadone, l’incendio potrebbe essere stato provocato da un fulmine.

pubblicità

Incendi nell’Aquilano, monitoraggio tra Lucoli e Roio

Resta sotto osservazione anche l’incendio che da giorni interessa il territorio di Lucoli, in provincia dell’Aquila, e che nelle ultime ore ha raggiunto il versante della frazione aquilana di Roio. Il sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, ha riunito questa mattina la Giunta comunale e la Conferenza dei dirigenti per fare il punto sulla situazione. "Stiamo seguendo con la massima attenzione l'evolversi del quadro - ha riferito in una nota - mantenendo un costante raccordo con il sindaco di Lucoli, Michelangelo Peretti, con i Vigili del fuoco, la Protezione civile regionale e le autorità impegnate nelle operazioni". Le fiamme stanno interessando soprattutto aree non boscate. Le operazioni di bonifica e controllo vengono effettuate anche con droni dotati di termocamere, utilizzati per individuare eventuali riprese dei focolai. Al momento non risultano nuovi punti attivi e non ci sarebbero rischi per le zone abitate, ma l’attenzione rimane alta per la possibile intensificazione del vento. Nelle operazioni sono impegnate due squadre dei Vigili del Fuoco con dieci unità e quattro mezzi, un'autobotte con due unità per l'approvvigionamento idrico, un elicottero della Regione Abruzzo e una squadra della Protezione civile con cinque operatori e due mezzi. In mattinata sono intervenuti anche due Canadair, poi destinati ad altri incendi in Abruzzo. "Qualora il fronte dovesse avvicinarsi ulteriormente al territorio comunale siamo pronti ad attivare tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza della popolazione e delle abitazioni”, ha aggiunto Biondi. Il sindaco ha infine ringraziato Vigili del Fuoco, Protezione civile e volontari "impegnati senza sosta".

Sardegna, peggiora l’incendio tra Bottida e Bono

In Sardegna si è aggravata la situazione a Bottida, in provincia di Sassari, dove l’incendio scoppiato in località Nuraghe Larattu ha superato i confini comunali, raggiungendo il territorio di Bono e bruciando ettari di bosco.
Alle operazioni partecipano il Corpo forestale, gli operai di Forestas, la Protezione civile e le squadre dei Comuni coinvolti. Sono stati impiegati quattro elicotteri, tra cui due Super Puma, e due Canadair. Un terzo Canadair è stato costretto a rientrare alla base a causa di un guasto. Gli specialisti del Gruppo di analisi e uso del fuoco sono stati trasportati nella zona per tentare di arginare le fiamme attraverso la tecnica del controfuoco. Altri incendi sono stati segnalati anche a Padru, Quartu Sant’Elena e Guspini, dove sono intervenuti diversi elicotteri regionali.

pubblicità

Nel Parco del Pollino il rogo prosegue da dieci giorni

Da dieci giorni è ancora attivo anche l’incendio boschivo scoppiato nella zona montana di Tortora, nel Cosentino, sul versante occidentale del Parco nazionale del Pollino. Il rogo, iniziato tra il 23 e il 24 luglio nella frazione di Massacornuta e favorito dalle alte temperature, ha raggiunto Monte Cucuzzata, ha lambito Monte Serramale e si è poi spostato verso la frazione Pizinno. Le fiamme hanno finora interessato soprattutto la vegetazione del sottobosco, ma si teme che il vento possa rafforzare il fronte e coinvolgere le aree boschive circostanti. Alcuni abitanti della località montana riferiscono che "di notte non riusciamo a dormire, è un inferno. Non possiamo aprire le finestre per non essere invasi dal fumo che rende l'aria irrespirabile". La conformazione del territorio rende complesso l’intervento delle squadre da terra e, secondo il servizio antincendio del Parco, in queste zone i mezzi aerei sono gli unici in grado di operare efficacemente.

Odore di fumo a Firenze, vigili del fuoco: "Proviene da Francia"

Il fumo degli incendi attivi in Francia, trasportati dai venti, è avvertibile nell'aria anche a Firenze. Lo hanno sottolineato i vigili del fuoco fiorentini spiegando che "dalle prime ore di questo pomeriggio stanno arrivando alla sala operativa dei vigili del fuoco di Firenze diverse chiamate provenienti dalla cittadinanza da tutta la provincia, per segnalazioni di odore di bruciato nell'aria ma l'utente non riesce a localizzare l'incendio". "Questo evento è riconducibile ai fumi degli incendi attivi in Francia che sono trasportati dai venti provenienti da ovest verso est. Al fine di non sovraccaricare le linee d'emergenza, i vigili del fuoco invitano la cittadinanza a contattare il numero unico 112 quando l'avvistamento dell'incendio è individuato tramite fiamme attive o colonne di fumo localizzate", hanno aggiunto. 

pubblicità

Grecia, ministro Protezione vicile: “Vigili del fuoco sono al limite”

I vigili del fuoco greci sono "al limite" nella lotta contro gli incendi che stanno interessando il Paese. Il ministro della Protezione civile, Evangelos Tournas, ha definito la situazione "estremamente difficile". Oltre 400 pompieri sono stati mobilitati soltanto nell’area di Porto Germeno, circa 70 chilometri a nord-ovest di Atene. "L'elevatissimo numero di incendi, unito alle condizioni meteorologiche estreme, ha spinto i vigili del fuoco al limite", ha dichiarato Tournas all’emittente pubblica Ert. Secondo il servizio meteorologico dell’Osservatorio nazionale di Atene, le raffiche di vento hanno raggiunto i 130 chilometri orari, mentre il fumo si è spinto fino alle coste del Nord Africa, percorrendo oltre 750 chilometri. I forti venti hanno ostacolato le operazioni di spegnimento, impedendo per ore l’intervento di decine di aerei antincendio. "Il vento soffiava così forte che gli operatori sul posto non riuscivano nemmeno ad aprire le portiere dei loro veicoli", ha dichiarato a Ert il viceportavoce dei vigili del fuoco, Yiannis Artopios.

1418855936

Porto Marghera, incendio in un cumulo di materiali ferrosi

A Porto Marghera, nel Veneziano, un incendio ha interessato un cumulo di materiali ferrosi nella banchina Multiservice, in un’area separata del terminal e lontana dagli edifici. Secondo Fhp Terminal Venezia, società che possiede Multiservice e gestisce la concessione, il caldo estremo di questi giorni sarebbe probabilmente all’origine dell’incendio, anche se saranno necessari gli accertamenti delle autorità per stabilire cosa abbia innescato la combustione. Nessuna persona è rimasta coinvolta. "Il caldo estremo di questi giorni è probabilmente la causa di quanto è accaduto in un cumulo di materiali ferrosi che sono stoccati in una zona separata del terminal e lontano da edifici", ha fatto sapere in una nota. "Nessuna persona è stata coinvolta nell'evento. Per conoscere la causa che ha innescato la combustione attendiamo comunque gli accertamenti che verranno svolti dalle autorità". La società ringrazia per quello che le squadre dei soccorsi e la società Fhp Venezia hanno fatto per ridurre l'impatto dell'evento e i disagi che ne derivano. "Ulteriori dettagli verranno forniti non appena la società ne sarà a conoscenza".

pubblicità