Berlino, furgone su folla al Pride. Ucciso dalla polizia il sospettato attentatore

Cronaca
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Secondo la Bild, Abdul Ballout è stato colpito e ucciso durante un’operazione delle forze dell'ordine in un giardino nel quartiere berlinese di Spandau, dove c'è stato uno scontro a fuoco: gli agenti sono stati attaccati e hanno risposto. Ballout, 21enne, nel 2025 avrebbe tentato di raggiungere l'Isis in Siria per poi essere arrestato in Libano. Il ministero degli Interni tedesco: è stato "un attentato terroristico islamista"

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Il principale sospettato dell’attacco al Pride di Berlino, Abdul Ballout, è stato ucciso, come confermato dalla polizia: è morto durante un’operazione delle forze dell'ordine in un giardino nel quartiere periferico berlinese di Spandau. La Bild scrive che Ballout ha attaccato i soccorritori con un'arma da taglio ed è stato poi colpito a morte alle 18.34. Alcuni testimoni riferiscono di aver udito due raffiche di spari a pochi minuti di distanza l'una dall'altra durante il raid. Sembra che il giardino dove è avvenuto il blitz della polizia appartenga al padre del sospettato. Ieri, sabato 25 luglio, intorno alle 22, il furgone che si pensa essere stato guidato da Ballout è entrato nel parco cittadino di Tiergarten durante il Pride e ha investito la folla. Una persona è morta - una donna, secondo lo Spiegel - e altre 29 sono rimaste ferite, tre delle quali in modo grave, anche se nessuna risulta più in pericolo di vita. Il ministro dell'Interno Dobrindt ha parlato di un attentato terroristico di stampo islamico e ha aggiunto che c'è il rischio che episodi simili possano riverificarsi, considerando che ci saranno altri Pride in giro per la Germania. 

Cosa è successo

Secondo quanto ricostruito, l'attentatore si è lanciato sulla folla con il suo van, marchio Citroen, e poi ha ferito i passanti con un machete. Un'altra persona, un uomo di nazionalità iraniana, è stato fermato e arrestato: si sospetta abbia avuto un ruolo in quanto successo. "Non sappiamo se ci fossero complici o persone che lo hanno sostenuto", ha detto Florian Nath, portavoce della polizia di Berlino. 

Chi era Abdul Ballout

Come specificato dalla polizia di Berlino, Ballout sarebbe stato un sostenitore dello Stato Islamico. Sempre media tedeschi riportano che l'uomo avrebbe tentato di raggiungere l'Isis in Siria nel 2025, ma sarebbe stato arrestato in Libano e rimpatriato in Germania in quanto cittadino tedesco. Inoltre, era già stato condannato per "preparazione di un atto di grave violenza che metteva in pericolo la sicurezza dello Stato" a una pena di un anno e 10 mesi, ma era a piede libero a seguito dell'avvio di un ricorso contro la sentenza.

Il percorso di deradicalizzazione

Secondo un articolo del quotidiano Die Welt, Abdul B. doveva partecipare a 26 incontri presso un centro di consulenza specializzato in deradicalizzazione e prevenzione dell'estremismo. Il motivo erano alcuni post sui social media in cui avrebbe dichiarato il proprio sostegno a un gruppo terroristico. L'uomo avrebbe partecipato ai primi due incontri, il 15 giugno e il 9 luglio, su base volontaria. Un terzo incontro era previsto per il 27 luglio. Successivamente, secondo la Bild, si sarebbe dovuto decidere se fosse opportuno proseguire con la consulenza perché si trovava nel cosiddetto "processo di valutazione".

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Cos'è il Christopher Street Day, il Pride di Berlino

L'investimento è avvenuto durante il Christopher Street Day (Csd), una delle più grandi sfilate Lgbtq+ in Europa. Gli organizzatori, dopo l'incidente, hanno annullato l'evento, chiedendo ai partecipanti di "tornare a casa". Erano centinaia di migliaia i partecipanti, che si sono riuniti sotto lo slogan "Haltung ist hot" (Prendere posizione è "hot"). Le manifestazioni annuali del Csd commemorano il 28 giugno 1969, quando la polizia fece irruzione nello "Stonewall Inn", un bar gay di New York. Seguirono giorni di scontri con gli attivisti: eventi ampiamente considerati la nascita del moderno movimento per i diritti di gay e lesbiche.

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La commemorazione alla Porta di Brandeburgo

Dopo l'aggressione centinaia di persone si sono radunate alla Porta di Brandeburgo per commemorare le vittime. "Quello di ieri è stato un attacco contro tutti noi, contro tutte le nostre manifestazioni, contro le nostre vite, contro la nostra comunità e la nostra democrazia. E non ci lasceremo abbattere", si è detto in uno degli interventi dal palco, riporta la Dpa. Le persone hanno deposto fiori, acceso candele e si sono abbracciate, mentre altre hanno sventolato bandiere arcobaleno e alzato cartelli e striscioni con scritte quali "L'odio uccide", "Un attacco contro una di noi è un attacco contro tutte noi" o "We will dance again".

Merz: "Non lasciamoci intimidire, difendiamo insieme la libertà"

Il cancelliere tedesco Merz oggi è andato sul luogo dell'attentato, portando una rosa bianca. "Questi atti hanno un unico scopo: vogliono dividere la nostra società, vogliono privarci della cosa più importante che abbiamo, ovvero la nostra apertura e la nostra libertà", ha detto prima della funzione commemorativa di oggi pomeriggio. "Vorrei dire ai partecipanti al CSD qui a Berlino e in tutta la Germania: non lasciatevi intimidire, non lasciamoci intimidire. Siamo più numerosi, siamo più forti. Difenderemo con tutte le nostre forze la libertà, l'apertura e la liberalità della nostra vita e della nostra società, e lo faremo insieme", ha continuato.

Le reazioni

"Esprimo le mie più sentite condoglianze alle vittime dell'attentato alla parata del Christopher Street Day a Berlino e alle loro famiglie e amici. La Christopher Street Day si batte per la libertà, la dignità e l'uguaglianza, valori fondamentali dell'Ue. Tutti dovrebbero poter vivere, amare e difendere i propri diritti senza paura. L'odio e la violenza non hanno posto nelle nostre società. Siamo uniti alla comunità Lgbtqi+", ha scritto in un post in tedesco sui social la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. "Oggi il nostro pensiero va alle vittime dell'attentato di Berlino, alle loro famiglie e a tutti coloro che partecipano alla Giornata del Christopher Street - ha scritto anche la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola - L'odio e la violenza non hanno posto nella nostra Europa di libertà e rispetto. Continueremo a restare uniti contro coloro che cercano di seminare paura e divisione". Anche il presidente federale della Germania, Frank-Walter Steinmeier, si è detto sconvolto per l'attacco: "Siamo tutti sconvolti e inorriditi dal presunto attentato al Christopher Street Day di Berlino, dove centinaia di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo volevano festeggiare in modo pacifico e gioioso e lanciare un messaggio di tolleranza e diversità, per una vita autodeterminata e paritaria". Questo atto rappresenta un attacco alla società aperta, "al nostro modo di vivere e di convivere", ha aggiunto Steinmeier.

Meloni: "L'Italia condanna qualsiasi forma di odio ed estremismo"

"Esprimo, a nome del Governo italiano, solidarietà e sincera vicinanza per le drammatiche notizie che giungono da Berlino - ha scritto dall'Italia la presidente del Consiglio Giorgia Meloni - L'Italia condanna e si oppone con forza a qualsiasi forma di odio ed estremismo, lavorando ad ogni livello per difendere la libertà e la sicurezza dei nostri cittadini. Un pensiero commosso ai familiari della vittima e auguri di pronta guarigione ai molti feriti. Siamo al fianco della Germania e del popolo tedesco".

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