Introduzione
Dopo la tragedia di Milano, che ha visto la morte di un 18enne, torna al centro del dibattito la sicurezza dei monopattini elettrici. Le violazioni più comuni riguardano la mancanza di casco e di targa.
Quello che devi sapere
I morti per incidenti in monopattino
Il 18enne morto a Milano è la sesta vittima di quest'anno, in Italia, in incidenti in cui è coinvolto un monopattino. Sono i dati forniti dall'Osservatorio Sapidata-Asaps, l'Associazione sostenitori e amici della polizia stradale. Dal 2020 ad oggi, aggiunge l'Asaps, sono 97 i decessi: uno nel 2020, nove nel 2021, 16 nel 2022, 21 nel 2023, 23 nel 2024, 21 nel 2025 e sei, appunto, nel 2026. Nel 2025, in particolare, sono deceduti 19 uomini e due donne: 11 erano cittadini stranieri, 10 di nazionalità italiana.
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Le vittime per Regione
La Lombardia ha contato finora sei vittime; il Lazio quattro; Piemonte, Emilia Romagna, Sicilia e Puglia due; Marche, Sardegna e Toscana una. Sono state sei le cadute autonome; nove gli investimenti di autovetture, tre da parte di un autocarro, uno con autobus, uno con un carro-attrezzi e uno con un treno. La vittima più anziana è stata una donna di 63 anni, la più giovane un 13enne.
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A Milano 500 violazioni in 20 giorni
Tornando a Milano, dove si è verificato l'ultimo incidente mortale che ha coinvolto un monopattino, i controlli stradali mirati della polizia locale hanno potuto constare l'esistenza di un "Far West", con centinaia e centinaia di violazioni. Nelle ultime tre settimane - dal 17 maggio, entrata in vigore dell'obbligo di targa, al 7 giugno - gli agenti hanno controllato i guidatori di circa 800 monopattini constatando quasi 500 violazioni, delle quali 280 per mancanza di casco e 200 di targa.
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La denuncia di Assoutenti
A prendere posizione dopo il grave incidente di Milano è Assoutenti, che si occupa di tutela dei consumatori. Per l'associazione, la sicurezza dei cittadini che utilizzano i monopattini elettrici deve rappresentare una priorità assoluta, eppure nelle nostre città - viene sottolineato - si assiste ancora a un "Far West" dove il numero di multe nei confronti dei trasgressori rimane troppo esiguo rispetto alle troppe violazioni della normativa che regola l'utilizzo dei monopattini.
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Le norme più trasgredite
"A Milano, come in tutte le città italiane, è oramai sistematica la violazione dell'obbligo del casco per gli utilizzatori dei monopattini, indipendentemente dall'età, vigente dal 2024", spiega il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso. "Allo stesso modo viene regolarmente violato il divieto di trasportare un passeggero, e nelle strade si vedono ogni giorno monopattini sfrecciare con due persone a bordo. Questo perché le multe nei confronti dei trasgressori sono poche, e senza l'applicazione delle sanzioni qualsiasi divieto rimane sulla carta e non viene rispettato", aggiunge Melluso.
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La prevenzione sulle strade
Il tema, tuttavia, non è solo quello delle sanzioni. Per associazioni e istituzioni bisogna fare di più. "Dobbiamo lavorare sulla prevenzione e sul far comprendere quanto siano importanti il rispetto delle regole, la concentrazione e la prudenza alla guida per evitare che tragedie come questa di Milano si ripetano", ha sottolineato il presidente dell'Automobile Club d'Italia, Geronimo La Russa.
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L'obbligo del casco
Ma quali sono le regole da rispettare in strada per chi usa il monopattino? Partiamo dall'uso del casco, obbligo introdotto nel 2024 ma che a due anni di distanza viene ancora disatteso. Come già accennato, a Milano gli agenti hanno elevato 280 sanzioni per mancanza del casco: quasi il 60% delle violazioni totali accertate (500) in tre settimane. Prima di acquistarlo, bisogna controllare che sia conforme alle norme UNI EN 1078 o UNI EN 1080. Chi non lo indossa rischia una sanzione fino a 250 euro.
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L'obbligo di targhino
Oltre al casco, due mesi fa è stato pubblicato un provvedimento contenente le novità previste dalla riforma del Codice della Strada. Per chi usa il monopattino sono due: targhino e assicurazione. Per ottenere il targhino (obbligatorio dal 16 maggio), i cittadini devono accedere all'apposita piattaforma tramite Spid di secondo livello (nome utente e password, più un codice temporaneo Otp via App o Sms) o carta di identità elettronica, attraverso il Portale dell'automobilista. Sulla piattaforma è possibile presentare istanza per il rilascio della targa, prenotare il ritiro del contrassegno presso gli uffici della Motorizzazione o degli studi di consulenza automobilistica, comunicare furti o smarrimenti della targa o richiederne la cancellazione.
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Quanto costa il targhino?
Il contrassegno identificativo dei monopattini non è legato al mezzo, ma al proprietario, attraverso l'associazione tra i codici della targa e il codice fiscale del richiedente, e deve essere installato sul parafango posteriore del mezzo o sulla parte anteriore del piantone dello sterzo. Il costo della targa (da pagare tramite sistema PagoPa) è fissato in 8,66 euro, di cui 5,03 euro per il costo di produzione, 1,11 euro per l'Iva, 2,52 euro quale quota di maggiorazione destinata alle attività di formazione, segnaletica, sicurezza stradale.
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L'obbligo di assicurazione
Con l'entrata in vigore della targa, scatta anche l'obbligo di assicurazione per i monopattini dal prossimo 16 luglio. Si tratta di una copertura che riguarda eventuali danni verso terzi arrecati durante la guida del monopattino, come lesioni a pedoni o ciclisti o danni ad altri veicoli, e il cui costo varia dai 25 ai 150 euro all'anno, a seconda del tipo di polizza e delle garanzie aggiuntive scelte.
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Limiti di velocità e luci di svolta
Tra le altre novità, quella sulla circolazione consentita esclusivamente su strade urbane con limite di velocità non superiore a 50 km/h. È chiaramente vietato l'uso su marciapiedi, piste ciclabili e aree pedonali. Inoltre, chi gestisce servizi di noleggio è tenuto a installare sistemi automatici che impediscono il funzionamento dei monopattini fuori delle aree consentite. I monopattini, infine, devono essere dotati di luci di svolta e di freno su entrambe le ruote, avere una potenza massima di 0,50 kW e non avere sedute: il conducente deve guidare in piedi.
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