Firenze, monopattini in sharing vietati da oggi 1 aprile: cosa sapere

Cronaca
Ansa/Getty

Introduzione

Il capoluogo toscano diventa la prima città italiana a dismettere il servizio di monopattini in sharing, mentre in Europa lo avevano già fatto Parigi nel 2023, Madrid nel 2024 e Praga nel 2026. Tutto nasce da una delibera del Comune alcuni mesi fa. Poi l'azienda Bird ha fatto ricorso al Tar ma il Tribunale Regionale Amministrativo regionale ha respinto la richiesta di sospensiva. Quindi lo stop entra ufficialmente in vigore. Ecco cosa è successo e cosa serve sapere.

Quello che devi sapere

La delibera comunale

Lo scorso novembre, dopo due proroghe consecutive, Palazzo Vecchio ha stabilito, con una delibera della Giunta comunale, che non ci sarebbe più stato un servizio strutturato. Due le motivazioni: sicurezza e decoro, ovvero il cambiamento della normativa a livello nazionale e le criticità nella gestione dello sharing. Il nuovo Codice della strada impone per i monopattini l'obbligo di indossare il casco per i conducenti indipendentemente dall'età oltre al contrassegno di riconoscimento del veicolo, la copertura assicurativa e il divieto di uscire dai centri urbani: il Comune di Firenze ha ritenuto che la tipologia del servizio renda problematico garantire il rispetto delle norme, nonostante i controlli della polizia municipale.

 

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“Potenziali violazioni sistematiche”

Per questo, si spiega, "si viene a creare una situazione di potenziale violazione sistematica del Codice della strada, non accettabile per la sicurezza urbana e per quella stradale". Ci sono poi "le criticità legate allo scorretto utilizzo da parte degli utenti", ovvero parcheggi selvaggi e uso dei monopattini contromano, sui marciapiedi, in aree vietate alla circolazione o sulle corsie riservate a bus e taxi.

 

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La decisione dello stop

Palazzo Vecchio ha quindi deciso per lo stop della sperimentazione dei monopattini in sharing iniziata nel 2020: la data indicata per la cessazione del servizio è stata indicata nel 31 marzo 2026. Il Comune ha in parallelo deciso di potenziare il servizio di bike sharing, aumentando il numero di biciclette in circolazione e rinnovando i mezzi a disposizione, specie quelli a pedalata muscolare.

 

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Il ricorso di Bird

A fine gennaio Bird, azienda leader a livello internazionale nel settore della micromobilità, ha notificato al Comune di Firenze il ricorso al Tar contro la decisione di Palazzo Vecchio di sospendere il servizio di monopattini in sharing. Secondo la società, il provvedimento comunale “conterrebbe incongruenze rilevanti, fino a veri e propri errori di qualificazione del servizio”.

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Il Tar non sospende lo stop

Ma circa un mese dopo, a fine febbraio, il Tar della Toscana ha rigettato l'istanza cautelare contro la decisione del Comune promossa da Bird. La società comunque non si arrende: "La battaglia non è conclusa - afferma in una nota - Il pronunciamento cautelare non entra nel merito della legittimità del provvedimento e per questo andremo avanti per far valere le nostre ragioni contro uno stop che riteniamo ingiustificato e sproporzionato".

La battaglia dell’azienda

La decisione del Tar, fa presente l'azienda, riguarda "esclusivamente la sospensione immediata dell'atto e non rappresenta una sentenza definitiva. Nel giudizio di merito verranno affrontati i profili giuridici che continuiamo a ritenere critici a partire dalla coerenza della delibera con il quadro normativo nazionale e con il percorso amministrativo condiviso negli anni. In questi anni abbiamo operato in coordinamento con l'amministrazione comunale, adeguando progressivamente il servizio alle prescrizioni ricevute e investendo in sicurezza, controllo e organizzazione del sistema a postazioni. Poi all'improvviso Palazzo Vecchio si è auto-sconfessato. Per questo riteniamo che esistessero ed esistano margini per soluzioni regolatorie alternative allo stop totale”.

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Cosa succede adesso?

Da oggi, primo aprile, i monopattini a noleggio non saranno quindi più disponibili a Firenze. Ma resta aperta la partita legale. Come spiega La Nazione, tra gennaio 2025 e lo stesso mese del 2026 la Polizia municipale ha elevato circa tremila sanzioni nei confronti degli utilizzatori di monopattini elettrici in sharing, quasi dieci multe al giorno. Numeri che aiutano a capire i motivi della scelta dell’amministrazione comunale di stoppare la sperimentazione del servizio di monopattini in condivisione. Intanto il Comune punta sulle biciclette e viene potenziato il servizio di bike sharing. Complessivamente, si legge in una nota di Palazzo Vecchio, saranno a disposizione 5.000 mezzi, di cui 3.200 e-bike. Intanto, sempre dal Comune si fa sapere che nei primi mesi del 2026 si è registrato un aumento dei noleggi del 25%.

 

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