Introduzione
Uno strumento pratico pensato per aiutare i cittadini, in particolare le persone anziane, a riconoscere e contrastare i raggiri che avvengono di persona, al telefono e online. È il nuovo “Truffe, trucchi e trappole – manuale di autodifesa”, edito da LiberEtà edizioni, nato dalla collaborazione dello Spi, il sindacato dei pensionati della Cgil con Federconsumatori e Auser, e lo speciale contributo del sindacato di polizia Silp Cgil.
Quello che devi sapere
Il perché della guida
La guida nasce come risposta concreta a un fenomeno che non è solo un problema di criminalità, ma un indicatore di profonde fragilità sociali, come la solitudine e il divario digitale. Per rendere più facile la comprensione dei pericoli, nella guida sono contenute undici storie nate da altrettanti casi che hanno coinvolto persone comuni. “Difendersi dalle truffe non è solo un atto individuale, ma una forma di giustizia e inclusione sociale”, dichiarano i promotori nella premessa del manuale. “L’obiettivo è promuovere un approccio di comunità, trasformando la prevenzione in una priorità di politica pubblica e welfare”.
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I diversi tipi di truffe
La guida è strutturata in quattro capitoli principali e un glossario tecnico per rendere accessibile il linguaggio altrimenti molto tecnico. Le categorie dei raggiri sono divise in tre aree principali:
- quelli che avvengono di persona, con i truffatori che si fingono spesso finti tecnici (gas, luce), postini o corrieri per entrare in casa e sottrarre denaro o gioielli, a volte facendo leva su presunte emergenze familiari;
- al telefono, tramite messaggi o chiamate che imitano banche o autorità per creare allarme e spingere la vittima a fornire codici o spostare denaro su conti "sicuri";
- online: include truffe sentimentali, falsi investimenti pubblicizzati da testimonial creati con l'intelligenza artificiale (deepfake), estorsioni a sfondo sessuale e il furto dell'account WhatsApp.
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I segnali a cui fare attenzione
C’è poi una sezione dedicata a riconoscere i segnali ricorrenti, come la fretta, la pressione emotiva, le richieste insolite di denaro o codici Otp e l'invito a mantenere il segreto.
Le storie reali
Nella guida c’è poi una parte dedicata a “storie di truffe quotidiane”: undici racconti basati su fatti reali — dal finto incidente alla truffa “Vota la ballerina” su WhatsApp— per mostrare come i truffatori manipolino sentimenti universali come l’affetto e la paura.
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Le tutele
Presente anche un approfondimento sui diritti dei cittadini, inclusa la normativa europea Psd2 che obbliga le banche al rimborso in caso di operazioni non autorizzate; quando ci si può rivolgere all'arbitro bancario finanziario; le nuove tutele come l'AI Act e il sistema “antispoofing”, introdotti nel 2025 per bloccare chiamate estere che falsificano numeri italiani.
Strumenti utili
Infine, la parte su “Strumenti e contatti utili”, con indicazioni pratiche su come comportarsi subito dopo un raggiro: bloccare i conti, conservare le prove e sporgere denuncia presso le autorità competenti. Include inoltre i riferimenti diretti di Polizia di Stato, Carabinieri, Federconsumatori, Spi Cgil e Auser per ricevere assistenza legale e supporto psicologico.
Il supporto
Uno dei messaggi centrali del volume è la lotta contro la ‘vittimizzazione secondaria’. “Spesso le vittime, specialmente le persone anziane, provano un senso di colpa e vergogna che le spinge al silenzio, favorendo così l'impunità dei criminali. La guida ribadisce con forza che "essere truffati non è un fallimento personale" e che la colpa risiede esclusivamente in chi commette il reato”, dichiarano i segretari generali dello Spi e del Silp, Tania Scacchetti e Pietro Colapietro.
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Alcuni casi recenti di truffe agli anziani
Nelle scorse settimane la polizia locale di Roma ha informato la cittadinanza che è stata segnalata una presunta truffa telefonica ai danni, in particolare, di persone anziane. Alcuni individui, spacciandosi per operatori o incaricati di forze di polizia, contattano telefonicamente le vittime invitandole a uscire dalla propria abitazione per recarsi in una sede del Comando Generale della polizia, con motivazioni pretestuose e ingannevoli. "Nessun ufficio della Polizia Locale - sottolinea il Comando - richiede ai cittadini, e in particolare agli anziani, di recarsi presso sedi istituzionali a seguito di contatti telefonici non ufficiali". Un’altra truffa recente riguarda la classica telefonata a casa della vittima da parte di un falso rappresentante delle forze dell’ordine che avvisa il malcapitato che la targa della sua auto è stata clonata da una banda di rapinatori che hanno svaligiato una gioielleria fuggendo con un'auto che ha la stessa targa di quella della vittima. Dunque bisogna dimostrare di non essere coinvolti nella rapina. Ma ovviamente si tratta di un raggiro.
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