Introduzione
Nelle ultime settimane sono tantissime le segnalazioni ricevute dall'Unione Nazionale Consumatori per frodi sempre più insidiose. I raggiri non solo aumentano di numero, ma diventano anche più elaborati e difficili da riconoscere. Ecco cosa sapere sulle truffe più comuni
Quello che devi sapere
Le truffe dei call center
Il primato spetta alle frodi orchestrate tramite call center, che continuano a tempestare i cittadini nonostante l’introduzione dei filtri anti-spoofing. Le chiamate indesiderate non sono diminuite e, in molti casi, provengono da operatori che spingono per far accettare contratti mai richiesti. Non mancano nemmeno i casi in cui chi chiama si presenta sotto mentite spoglie: finti operatori dell’attuale fornitore, sedicenti rappresentanti di associazioni dei consumatori o addirittura presunti conoscenti che parlano per conto di parenti in difficoltà. Con le tecnologie di intelligenza artificiale è ormai possibile imitare perfettamente la voce di chiunque, rendendo questi raggiri ancora più credibili. In questi casi per proteggersi è preferibile agire in questo modo:
- Rifiutare qualsiasi cambio di fornitore proposto per telefono o porta a porta;
- Riattaccare immediatamente se qualcuno propone contratti luce o gas;
- Non comunicare mai dati personali o codici presenti in bolletta (POD, PDR, codice fiscale, coordinate bancarie).
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Quando l’IA crea identità false
Una delle frodi più insidiose del momento sfrutta l’intelligenza artificiale per creare una realtà completamente simulata. Tutto parte da messaggi o inserzioni sui social che promettono rendimenti elevati grazie a presunti intermediari finanziari. La vittima viene poi inserita in gruppi WhatsApp o Telegram apparentemente popolati da investitori reali che discutono, condividono profitti e si danno consigli. In realtà sono profili automatizzati, programmati per rafforzare la credibilità dello schema. Dopo aver guadagnato fiducia, i truffatori spingono a scaricare app presenti anche negli store ufficiali, che mostrano guadagni virtuali inesistenti. Quando la persona versa denaro tramite bonifico, i fondi vengono subito spostati su conti intermedi per renderli irrintracciabili. Nel frattempo, i documenti inviati per “l’iscrizione” possono essere riutilizzati per estorsioni o nuove frodi. Per evitare problemi in questi casi è preferibile:
- Diffidare sempre da chi promette profitti rapidi e sicuri;
- Controllare sul sito Consob se l’operatore è autorizzato;
- Non inviare mai documenti o denaro senza verifiche approfondite.
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QR code truccati: il pagamento finisce nel conto sbagliato
Sempre più servizi invitano a scansionare un QR code per consultare menù, pagare il parcheggio o saldare il conto al ristorante. Proprio per questo i criminali hanno iniziato a sostituire i codici autentici con adesivi contraffatti che rimandano a siti controllati da loro. Il risultato è che i pagamenti finiscono su conti dei truffatori o che vengono sottratti dati finanziari sensibili. Per evitare problemi in questi casi è preferibile:
- Esaminare visivamente il QR code prima di scansionarlo;
- Evitare pagamenti via QR in luoghi pubblici;
- Verificare sempre l’indirizzo web prima di inserire dati personali o bancari.
Lo squillo-trappola: le “ping call” che svuotano il credito
Tra le pratiche più odiose c’è quella delle cosiddette ping call: brevi squilli provenienti da numeri esteri o con prefissi insoliti che si interrompono subito. Il meccanismo è semplice: spingere chi riceve la chiamata a richiamare per curiosità o preoccupazione. Richiamando, ci si collega a numeri a tariffazione speciale estremamente costosi. Dall’altra parte possono partire messaggi registrati o lunghi silenzi che servono solo a far aumentare l’importo addebitato. In molti casi questa tecnica è usata anche da call center che, non avendo operatori disponibili, lasciano squillare a vuoto gli utenti, facendoli poi pagare se richiamano. Anche in questi casi ci sono delle buone pratiche a disposizione dei consumatori che prevedono di:
- Non richiamare mai numeri sconosciuti dopo uno squillo;
- Bloccare i prefissi sospetti;
- Segnalare l’accaduto alla Polizia Postale se si è già caduti nel tranello.
Necessario prestare attenzione
A questo proposito, sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy si sottolinea come il rischio di rimanere coinvolti in una truffa riguardi tutti e non vada sottovalutato, anche perché spesso le frodi vengono messe in atto da veri “professionisti”. I truffatori spesso fanno leva sulla buona fede delle persone e utilizzano diversi metodi per ingannare le possibili vittime.
Mai avere fretta
Come sottolinea sempre il Mimit, molto spesso le truffe fanno leva sul senso di urgenza e sull’invito ad agire immediatamente. Ad esempio, la comunicazione avverte di un servizio in scadenza, di un pagamento non andato a buon fine o della possibilità che un conto corrente venga bloccato e invita ad agire in fretta o addirittura immediatamente. In qualsiasi contesto regolare si ha sempre a disposizione del tempo per effettuare il rinnovo di un servizio o per intervenire su un’operazione di pagamento. Perciò non agire d’impulso e prenditi il tempo necessario per verificare, ad esempio attraverso una telefonata all’azienda che ti fornisce il servizio o un controllo alla tua area riservata, la veridicità della comunicazione.
Verificare le pagine web dove si effettuano gli acquisti
Quando si fanno acquisti su alcune pagine web è sempre bene fare attenzione alla presenza di alcuni elementi di base, come ad esempio: l’indirizzo “https”, la presenza del lucchetto nella barra di indirizzo (che indica che il sito è protetto da sistemi di sicurezza internazionali) e dei dati del venditore, come il numero di Partita IVA, la sede legale della società, i recapiti per il contatto, le condizioni generali di vendita, o un sistema di pagamento sicuro che riporti chiaramente i costi di spedizione. Ricorda inoltre che, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, puoi verificare i dati fiscali riportati nella pagina web.
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