Caso della grazia a Nicole Minetti, verifiche su adozione e procedimento penale
CronacaI controlli all'estero attivati dalla Procura generale di Milano per ulteriori approfondimenti sul caso della grazia all'ex consigliera regionale puntano a chiarire la regolarità della sentenza di adozione in Uruguay e l'eventuale presenza di indagini sul conto di Nicole Minetti. I suoi legali: “Trasmessi gli atti sull’adozione"
La Procura generale di Milano sta portando avanti una serie di verifiche all’estero, da terminare il prima possibile e andando alla fonte, per stabilire se i presupposti per concedere la grazia a Nicole Minetti siano concreti e fondati, oppure fare marcia indietro e ribaltare il parere. Nel mirino dell'Interpol, delegata dal sostituto pg Gaetano Brusa, ci sono alcuni punti chiave che hanno indotto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a firmare l'atto di clemenza per l'ex consigliera regionale lombarda ritenendo prevalenti le ragioni di "umanità" e su cui si vuole fare chiarezza.
Le verifiche
Gli approfondimenti riguardano innanzitutto la veridicità della sentenza, prodotta in atti dagli avvocati, di adozione del bimbo malato e abbandonato in un istituto dai genitori biologici emessa dal giudice di Maldonado nel febbraio 2023 e recepita dal Tribunale per i minorenni di Venezia. Poi c'è da controllare di nuovo il certificato penale della 41enne: si vuole appurare che non abbia procedimenti aperti o in Uruguay, dove con il compagno Giuseppe Cipriani - per cui ha lavorato come pr nei suoi locali di lusso - ha vissuto per lungo tempo, o in Spagna, dato che a Ibiza ha trascorso un certo periodo di tempo come dj. Ma la questione cruciale è se davvero abbia preso una "radicale distanza dal passato" con una "seria e concreta volontà di riscatto sociale", parole usate dal pg Brusa nelle sue osservazioni, non vincolanti, trasmesse a via Arenula da dove sono state traghettate al Quirinale, senza per altro che qualcuno sollevasse rilievi. Se così non dovesse risultare e dagli accertamenti, che non sono indagini penali vere e proprie, risultasse un quadro diverso su Minetti - condannata definitivamente a 2 anni e 10 mesi per sfruttamento della prostituzione nel caso Ruby e a 1 anno e un mese per la Rimborsopoli lombarda - la Procura generale potrebbe rivedere il parere dello scorso 9 gennaio e ritenerla non meritevole della grazia.
I consulti medici
Una vicenda complessa trascorsa tra ospedali e consulti medici come quelli, come è stato chiarito in Procura generale dagli avvocati, avvenuti al San Raffaele e a Padova, ma di cui non ci sarebbe traccia nei database. E questo perché, è la spiegazione fornita, non sarebbe stato seguito l'iter “ufficiale” ma ci si sarebbe rivolti direttamente ai professionisti di fiducia per un parere medico.
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Legali Minetti: “Trasmessi a Procura Generale gli atti sull’adozione”
Intanto nella serata di ieri, i legali di Nicole Minetti con un comunicato hanno riferito che “è stata trasmessa alla Procura Generale l'intera documentazione giudiziaria e amministrativa utile, al fine di consentire un riscontro puntuale su fonte diretta e ufficiale dei passaggi rilevanti relativi alla procedura di adozione e ai presupposti rappresentati nel procedimento di grazia, anche alla luce di alcune ricostruzioni mediatiche che ne hanno fornito una rappresentazione falsa, non aderente agli atti e gravemente lesiva”. Gli avvocati precisano che l'obiettivo è la "piena collaborazione".
L’adozione
Nel dettaglio, si legge nella nota, "il procedimento di adozione è stato avviato nel 2020 presso l'Istituto uruguaiano per l'infanzia e l'adolescenza (INAU) e si è concluso il 15 febbraio 2023 con la definizione dell'iter giudiziario e l'affidamento definitivo del minore, a seguito del completamento delle procedure previste. Dagli atti giudiziari risulta che il minore è stato abbandonato al momento della nascita". I legali aggiungono che "la richiesta formale di adozione risale al marzo 2020; in data 28 dicembre 2020 l'INAU ha autorizzato la convivenza mediante affidamento temporaneo. Successivamente, all'esito delle valutazioni tecniche e delle verifiche previste, il Tribunale ha adottato i provvedimenti necessari alla conclusione dell'iter, fino alla decisione definitiva del 15 febbraio 2023". "Sono stati inoltre indicati - conclude - tutti i consulti eseguiti in Italia ed all'estero con deposito della documentazione sanitaria delle visite. Di ciascun profilo vi è puntuale riscontro nella documentazione trasmessa alla Procura Generale, in spirito di piena collaborazione, per ogni opportuna valutazione".
Anm: “Giusto fare chiarezza, attendiamo esiti”
Ieri sera il presidente dell'Anm, Giuseppe Tango, dopo l'incontro al ministero della Giustizia con il ministro Carlo Nordio ha detto: "Su queste vicende è giusto porre la massima attenzione, è giusto fare chiarezza nell'interesse comune e di tutti. Il presidente Mattarella ha chiesto degli approfondimenti: sono tuttora in corso e attendiamo gli esiti. Non è il momento delle valutazioni e sarebbe inopportuno quanto mai ogni commento da parte mia al riguardo".