Si attende l'udienza di convalida del fermo per Marin Jelenic, il 36enne croato accusato di aver ucciso Alessandro Ambrosio, capotreno 34enne, accoltellato lunedì sera a Bologna. La Procura contesta l'omicidio con due aggravanti. Al momento del fermo a Desenzano, l'uomo aveva con sé due coltelli, su cui saranno fatti accertamenti. Intanto sono stati ricostruiti i suoi spostamenti: ha passato una notte in sala d'attesa al Niguarda
Si è conclusa ieri sera a Desenzano del Garda, dopo poco più di 24 ore di ricerche, la fuga di Marin Jelenic, il 36enne croato accusato di aver ucciso Alessandro Ambrosio, il capotreno 34enne, accoltellato all'addome lunedì sera, apparentemente senza un motivo, nel parcheggio del piazzale ovest della stazione di Bologna, in un'area riservata ai dipendenti. In vista dell'udienza di convalida del fermo, che sarà fissata a Brescia, la Procura bolognese, con il pm Michele Martorelli, contesta al momento l'omicidio con due aggravanti a Jelenic. La prima è l'aver agito per motivi abietti, la seconda è l'aver commesso il fatto all'interno o nelle immediate adiacenze delle stazioni ferroviarie. L'uomo, che si trova in carcere a Brescia, era stato raggiunto da un provvedimento di allontanamento entro 10 giorni dallo Stato italiano emesso il 23 dicembre dal Prefetto di Milano dopo che nel capoluogo lombardo era stato trovato in possesso di un coltello da cucina.
Sequestrati due coltelli
Quando è stato fermato in stazione a Desenzano del Garda, Marin Jelenic aveva con sé due coltelli, armi su cui verranno svolti accertamenti per comprendere se si tratti di quelle che hanno ucciso il capotreno la sera del 5 gennaio. Il capo della squadra mobile di Bologna, Guglielmo Battisti, ha spiegato che il fermato aveva in particolare precedenti proprio per il porto di coltelli. Il fermo "è un punto di partenza" ha detto, ricostruendo come si sia arrivati all' identificazione del presunto aggressore attraverso le immagini di videosorveglianza.
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Jelenic aveva trascorso una notte in sala d'attesa al Niguarda
Marin Jelenic, dopo l’omicidio di cui è accusato, era arrivato a Milano alle 22.40 dopo essere stato fatto scendere da un treno a Fiorenzuola perché trovato senza biglietto e aver preso il convoglio successivo. Le telecamere lo avevano ripreso a Milano, in piazza Duca d'Aosta, all'uscita della Stazione Centrale. Poi è salito su un tram della linea 4 a mezzanotte e un quarto per arrivare poco dopo al Niguarda. Ha trascorso la notte in una sala d'aspetto dell’ospedale. Poi si è spostato in autobus a Desenzano. L'uomo aveva comprato un biglietto da Tarvisio a Villach, appena oltre il confine austriaco. "So di essere ricercato, ma non esattamente per che cosa”, ha detto al momento del fermo agli agenti della polizia.
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Il fermato aveva un atteggiamento sospetto
"Il suo atteggiamento aveva insospettito la pattuglia della Polizia di Stato che lo ha individuato e fermato nei pressi della stazione di Desenzano”, ha spiegato il questore di Brescia Paolo Sartori. "Gli agenti, allertati anche dall'allarme diffuso in ambito nazionale, con grande professionalità e adottando tutte le cautele del caso hanno deciso di procedere al controllo. Appena si sono resi conto di aver fermato il ricercato si è attivato tutto l'apparato investigativo. Lo hanno condotto in Questura per procedere all’arresto”.
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La ricostruzione
Secondo quanto emerso finora, Alessandro Ambrosio sarebbe stato colpito alle spalle. La dinamica dell'accoltellamento fa pensare ad un'azione improvvisa e senza possibilità di difesa per il capotreno. Marin Jelenic era l'unica persona presente sul luogo dell'aggressione al momento del fatto, alle 17.55 circa del 5 dicembre. Anche se le telecamere non hanno ripreso l'omicidio, perché fuori dal campo visivo, le immagini mostrano prima una persona incappucciata, che poi è risultata essere il 36enne croato, seguire la vittima, accelerare il passo e avvicinarsi in prossimità del luogo dell'accoltellamento. Poi si vede la stessa persona andare via, inizialmente camminando all'indietro e dopo voltandosi e riprendendo la marcia in direzione della stazione. La Procura di Bologna ha quindi ritenuto che ci fossero gli elementi per emettere il fermo, eseguito ieri sera a Desenzano, dove è stato rintracciato il ricercato. All'ora dell'omicidio, nella stretta stradina che collega il binario ovest al parcheggio di via Bovi Campeggi, dove la vittima aveva appuntamento con un collega per andare a cena fuori città, non c'erano altre persone. Il primo ad arrivare, circa un minuto dopo l'allontanamento di Jelenic, è stato un dipendente di Italo, che ha visto il corpo in terra e ha chiamato i soccorsi. L'uomo ha riferito di non aver notato nessuno che si allontanava in direzione opposta. L'indagato si sarebbe quindi in qualche modo nascosto, per non farsi scorgere. Anche l'amico con cui Ambrosio aveva l'appuntamento, che stava arrivando dalla stessa direzione del primo testimone, ha detto di non aver visto altre persone. Le telecamere hanno poi ripreso Jelenic che camminava con un'andatura calma e tranquilla, rientrando verso l'atrio della stazione. Secondo la ricostruzione, il capotreno Alessandro Ambrosio è morto immediatamente per choc emorragico a causa della coltellata ricevuta all'altezza delle scapole.
Jelenic fermato a Bologna il 3 dicembre
Dal decreto di fermo emerge che Jelenic era già stato fermato in stazione a Bologna con un coltello lo scorso 3 dicembre. Anche nel giugno 2023 era stato fermato a Bologna con un cutter, mentre a maggio scorso era stato condannato a Vercelli per lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale e oltraggio. "Non può che essere lui ad aver commesso l'omicidio", ha scritto il pm di Bologna Michele Martorelli. Subito dopo il delitto del 5 gennaio, Jelenic è salito su un treno regionale verso Milano. A bordo aveva avuto atteggiamenti molesti e aggressivi, anche con il personale del treno, e per questo era stato fatto scendere a Fiorenzuola, nel Piacentino, poco prima delle 20, per essere preso in consegna dalle forze dell'ordine. È stato identificato e rilasciato: in quel momento non erano state ancora diramate le note per la sua ricerca. Figura già nota alla Polizia Ferroviaria per precedenti relativi al porto di armi da taglio, Jelenic è una persona senza fissa dimora e legami sul territorio italiano ed era già stato identificato in diverse circostanze in ambiti ferroviari in tutto il Nord Italia.