Alessandro Ambrosio, chi era il capotreno ucciso nella stazione di Bologna

Cronaca
Ansa e Ipa

Il capotreno morto il 5 gennaio nei pressi del parcheggio della stazione di Bologna si chiamava Alessandro Ambrosio, 34 anni, e viveva ad Anzola dell’Emilia. Laureato in statistica, aveva scelto di dedicarsi ai treni per suo padre, a sua volta ferroviere. I colleghi lo ricordano come una persona "attenta e gentile"

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Capotreno degli Intercity di Trenitalia, con una laurea in Statistica. Desta ancora sconcerto tra i colleghi e non solo la morte di Alessandro Ambrosio, 34 anni, ucciso da un fendente all’addome nel parcheggio dei dipendenti della stazione di Bologna poco prima delle 19 di lunedì 5 gennaio. A trovarlo a terra è stato un dipendente di Italo, che ha subito avvisato la Polfer. L’aggressore è riuscito a fuggire: è stato identificato ed è ricercato.

Chi era Alessandro Ambrosio

Alessandro Ambrosio viveva ad Anzola dell'Emilia, piccolo comune della provincia di Bologna che conta poco più di 12 mila abitanti. Come si vede dai suoi profili social, era un grande appassionato di musica. La scelta di fare il ferroviere era legata a suo padre, a sua volta ferroviere andato in pensione di recente e di cui il figlio aveva preso il posto. Tutti lo ricordano come una persona "attenta e gentile".

Il padre: "Mio figlio non ha mai fatto del male a una mosca"

"Mai fatto del male a una mosca, mio figlio. Io non so cosa sia successo, ancora non l'abbiamo visto. Lui faceva il suo servizio tranquillo, poi veniva a casa, usciva. Io con mio figlio, poi, avevo un rapporto ottimo", ha detto al Tg1 Luigi Ambrosio, il padre di Alessandro. 

"Ambro era uno di noi. Era un gran chitarrista"

 “Completamente irrazionale pensare che una vita possa spegnersi così. Una vita di un ragazzo, di un uomo vissuta con estrema gentilezza, di una educazione fuori dal comune, ma soprattutto con goliardia e ironia", si legge sul profilo social del Circolo culturale anzolese, di cui il 34enne faceva parte. Gli amici del circolo, che con lui hanno suonato tante volte, salutano "Ambro" con queste parole: "Ambro era uno di noi. Ambro era un gran chitarrista. Ambro era tante altre cose. Ripetiamo ancora, non può spegnersi una vita in questo modo". Nel post anche una foto della vittima alla chitarra. "Era con noi al concerto dell’1 maggio, era con noi il maggio dell'anno precedente al concertone di chiusura della Fabbrica di Apollo, era con noi in sala prove. È stato con noi ogni qualvolta gli è stato chiesto il proprio contributo, rimarrà sempre con noi", hanno aggiunto.

Comune di Anzola dell'Emilia: "La morte di Ambro lascia senza parole"

Al cordoglio si è unito anche il Comune di Anzola dell'Emilia, la cittadina del Bolognese in cui Ambrosio risiedeva. "Ambro, come veniva chiamato dagli amici era un ragazzo gentile, di animo buono, sempre ironico, con la passione per la musica. Un gran chitarrista che suonava col nostro Centro Culturale. La sua morte a soli 34 anni lascia tutti senza parole. In questo momento di dolore, l'Amministrazione Comunale si stringe attorno alla famiglia di Alessandro ed a tutti coloro che gli volevano bene", ha scritto il Comune emiliano in un post su Facebook.

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Cosa è successo

Secondo le prime ricostruzioni, pare che il capotreno si stesse recando al parcheggio della stazione riservato ai dipendenti della struttura, in viale Pietramellara, quando è stato aggredito alle spalle e poi accoltellato all'addome. Il sospettato è Jelenic Marin, 36 anni, con precedenti: è in fuga, ricercato.

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