Il Gip del Tribunale di Pordenone aveva convalidato ieri il fermo e disposto la misura cautelare in carcere nei confronti di Loriano Bedin, reo confesso dell'omicidio. L’uomo è accusato di aver aggredito l'imprenditore nel suo attico a Porcia. Dopo il delitto, avrebbe cercato di far sparire le prove, gettando l'arma in un corso d'acqua e disfacendosi degli abiti sporchi di sangue
Mario Ruoso, il patron 87enne di TelePordenone assassinato mercoledì scorso mentre usciva dal proprio attico, è morto per 8 colpi alla testa inferti con un corpo contundente. Lo ha stabilito l'autopsia eseguita nel pomeriggio dal medico legale incaricato dalla Procura di Pordenone, Antonello Cirnelli. Di fatto l'indagine ha confermato la confessione di Loriano Bedin, di 67 anni, che aveva ammesso le proprie responsabilità dopo che gli investigatori della polizia avevano recuperato le immagini della video sorveglianza che lo ritraevano mentre saliva le scale del condominio con una spranga sottobraccio.
Convalidato il fermo
Il Gip del Tribunale di Pordenone aveva convalidato ieri il fermo e disposto la misura cautelare in carcere nei confronti di Loriano Bedin, reo confesso dell'omicidio. L’uomo è accusato di aver aggredito l'imprenditore nel suo attico a Porcia colpendolo più volte alla testa. Dopo il delitto, avrebbe cercato di far sparire le prove, gettando l'arma in un corso d'acqua e disfacendosi degli abiti sporchi di sangue. Secondo gli inquirenti, il movente sarebbe riconducibile a contrasti di natura economica tra i due. Bedin, per anni collaboratore tecnico dell'emittente televisiva fondata da Ruoso, avrebbe maturato un forte risentimento nei confronti dell'imprenditore dopo aver assunto ruoli amministrativi nella società radiotelevisiva, che dal 2024 è in liquidazione. Nel corso dell'udienza di convalida l'indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere.