Mario Ruoso, 87enne storico patron dell’emittente tv, è stato trovato morto ieri pomeriggio nel suo attico della città friulana, di fronte alla rivendita auto di sua proprietà. È stato colpito ripetutamente alla testa con un oggetto contundente. Oggi è arrivata la confessione di Loriano Bedin, 67 anni. Secondo quanto emerso dalle indagini, l'uomo svolgeva piccole attività per la vittima. Per lui è scattato il fermo con l'accusa di omicidio
Loriano Bedin, 67 anni ha ammesso le sue responsabilità davanti agli investigatori e ha confessando di essere stato lui a uccidere Mario Ruoso, 87 anni, storico patron dell'emittente TelePordenone. Bedin era stato per decenni stretto collaboratore della vittima, ed era stato assunto nei primi anni Ottanta dall'emittente televisiva. Vi aveva lavorato fino al 2024, quando TelePordenone aveva cessato le trasmissioni
cedendo le frequenze. Anche dopo la chiusura dell'attività, i rapporti tra Ruoso e Bedin erano rimasti costanti. Secondo quanto emerso dalle indagini, il 67enne continuava a svolgere piccoli e grandi incarichi per Ruoso. Al termine dell'interrogatorio, avvenuto alla presenza del suo legale, per Bedin è
scattato il fermo con l'accusa di omicidio. Le indagini proseguono per
chiarire movente e dinamica del delitto.
Il delitto
Mario Ruoso è stato ucciso in casa ed è stato trovato senza vita nel suo attico al settimo piano di un palazzo a Pordenone, il 4 marzo, proprio di fronte alla rivendita d'auto di sua proprietà. Da quanto trapela, è stato ucciso con una violenza brutale, colpito ripetutamente alla testa con un corpo contundente. A trovare il corpo è stato il nipote dell'imprenditore, entrato nell'abitazione dopo ripetuti e vani tentativi di contattarlo telefonicamente.
La dinamica
Si è trattato di un vero agguato, avvenuto sul pianerottolo della vittima, secondo descritto dallo stesso Bedin nella sua confessione. L'uomo è stato immortalato dalle telecamere della zona mentre entrava nel condominio con una spranga. Una volta arrivato all'abitazione della vittima, attorno alle 8 di ieri mattina, ha atteso che Ruoso uscisse per andare al lavoro e lo ha colpito mentre era di spalle. Ruoso è caduto battendo il capo su un tavolino: una volta sul pavimento, è stato finito con svariati colpi descritti come una "mattanza". A quel punto Bedin - ha spiegato lui stesso nell'interrogatorio - ha aperto la finestra del pianerottolo e lanciato la spranga nel giardino, per evitare di essere notato mentre usciva. Una volta fuori, ha recuperato l'oggetto metallico e lo ha scaraventato nel vicino canale Brentella. L'assassino si è poi allontanato a piedi: per non lasciare tracce, aveva parcheggiato l'auto al cimitero, distante un paio di isolati. Una volta nella vettura si è cambiato di abiti - ne aveva di puliti nell'auto - disfacendosi nel torrente Meduna di quelli insanguinati.