Omicidio Rogoredo, indagini su Cinturrino estese anche alla zona di Corvetto

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Oltre alla zona di Rogoredo, l'inchiesta è stata estesa anche alla piazza di spaccio di Corvetto per presunti affari illeciti che, secondo alcuni testimoni, vedrebbero coinvolto Cinturrino, accusato dell'omicidio volontario di Abderrahim Mansouri. Il dirigente del commissariato Mecenate di Milano, Osvaldo Rocchi, è stato trasferito e messo a disposizione della Questura di Milano. Cinturrino: "Su di me fango per screditarmi"

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Proseguono le indagini sul caso dell'assistente capo di polizia Carmelo Cinturrino, accusato dell'omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, ucciso il 26 gennaio scorso a Rogoredo. Oltre alla zona del boschetto, l'inchiesta è stata estesa anche alla piazza di spaccio di Corvetto per presunti affari illeciti che, secondo alcuni testimoni, vedrebbero coinvolto lo stesso Cinturrino. Nel frattempo, il dirigente del commissariato Mecenate di Milano, Osvaldo Rocchi, è stato trasferito e messo a disposizione della Questura di Milano. Il commissariato in questione è lo stessoi in cui prestavano servizio Cinturrino e gli altri quattro colleghi indagati con l'accusa di favoreggiamento e omissione di soccorso. Intanto, è già stato avviato l'iter per la nomina del successore, che avverrà nei prossimi giorni.

Le indagini

Il pubblico ministero Giovanni Tarzia, che coordina le indagini affidate alla squadra mobile, è attualmente al lavoro per verificare le testimonianze rese da alcuni pusher su "Luca Corvetto", così veniva chiamato in zona il poliziotto arrestato, così come si cercano conferme a materiale video che potrebbe aggravare la posizione di Cinturrino. Dopo i primi testimoni sentiti in Questura, altre testimonianze saranno raccolte con la formula dell’incidente probatorio. Il poliziotto, attualmente detenuto a San Vittore, nel 2024 si era reso protagonista di un arresto "anomalo" per droga in zona Corvetto: un episodio che ora è al centro di un fascicolo per falso. L’assistente capo, assistito dagli avvocati Marco Bianucci e Davide Giugno, ha fatto ricorso al Riesame e l’udienza è fissata per il prossimo 9 marzo.

Cinturrino ai suoi legali: "Su di me fango per screditarmi"

Cinturrino ha commentato la vicenda, "respingendo serenamente ogni accusa" compresa quella di omicidio volontario, come hanno riferito i suoi legali, gli avvocati Marco Bianucci e Davide Giuseppe Giugno. Secondo il capo di polizia, i racconti su di lui e sulle sue operazioni antidroga rappresentano "fango per screditarmi". Racconti che, secondo Cinturrino, sarebbero frutto di "atteggiamenti vendicativi, certamente connessi all'attività di repressione dell'odioso fenomeno criminale dello spaccio di stupefacenti". I due legali, in una nota, riguardo alla morte del 28enne, hanno dichiarato che "si è trattato, all'evidenza, di una tragedia che coinvolge tutti", in quanto il loro assistito "non aveva alcuna intenzione di uccidere". "Quanto al Riesame, stiamo valutando le scelte tecniche da adottare", hanno ribadito gli avvocati, invitando "tutti alla prudenza e alla cautela". Nel frattempo, i legali "acquisendo elementi difensivi utili a dimostrare l'infondatezza di certe ipotesi di illecito, unicamente deducibili dalle informazioni apprese dai media e ad oggi non contestate al Cinturrino".

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