I quattro colleghi di Cinturrino sono stati destinati ad altri incarichi non operativi al di fuori del commissariato di Mecenate dove prestavano servizio, su disposizione del questore di Milano, Bruno Megale
Sono stati trasferiti i quattro agenti della Polizia di Stato indagati per omissione di soccorso e favoreggiamento nell'ambito dell'inchiesta che ha portato all'arresto di Carmelo Cinturrino, l'assistente capo del commissariato Mecenate arrestato per l'omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, avvenuto il 26 gennaio scorso nel 'boschetto' di Rogoredo, alle porte di Milano. I quattro sono stati trasferiti ad incarichi non operativi in sedi diverse dal commissariato di Mecenate in cui prestavano servizio, su disposizione del questore di Milano, Bruno Megale.
Cinturrino resta in carcere
Resta in cella, intanto, Cinturrino, accusato di omicidio volontario. Il Gip del capoluogo lombardo Domenico Santoro ha disposto la custodia cautelare in carcere. Continuano, nel frattempo, a emergere nuovi dettagli sull’omicidio. Cinturrino ha raccontato che è stata la "paura" che lo ha portato a premere il grilletto della pistola di ordinanza e a inquinare la scena del crimine. Quando ha capito che Mansouri stava morendo, ha realizzato le conseguenze a cui sarebbe andato incontro e ha "perso la testa". Dunque, "per mettere una toppa", ha chiesto al collega di andare in commissariato a prendere la borsa in cui dentro, come si è poi scoperto, c'era la finta Beretta. Cinturrino, durante l'interrogatorio del 24 febbraio, ha provato a riproporre la linea della legittima difesa, ma non ha potuto negare la messinscena.