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Covid, le notizie di oggi. Oms: -76% casi e -66% morti in un mese nel mondo

Continua il calo dei casi e dei morti di Covid segnalati nel mondo. Nei 28 giorni dal 30 gennaio al 26 febbraio, a livello globale sono stati registrati circa 4,8 milioni di contagi e oltre 39mila decessi. E' quanto emerge dal bollettino diffuso dall'Organizzazione mondiale della sanità. Rispetto ai report delle scorse settimane sembra frenare la discesa dei contagi in Europa, con un -7% contro i cali a due cifre sostenute degli ultimi bollettini. Bergamo, 19 indagati tra cui Conte e Speranza

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Continua il calo dei casi e dei morti di Covid segnalati nel mondo. Nei 28 giorni dal 30 gennaio al 26 febbraio, a livello globale sono stati registrati circa 4,8 milioni di contagi e oltre 39mila decessi, pari a -76% e -66% rispettivamente rispetto ai 28 giorni precedenti. Al 26 febbraio scorso, da inizio pandemia sono oltre 758 milioni i casi confermati e oltre 6,8 milioni le morti. E' quanto emerge dal bollettino diffuso dall'Organizzazione mondiale della sanità. Rispetto ai report delle scorse settimane sembra frenare la discesa dei contagi in Europa, con un -7% contro i cali a due cifre sostenute degli ultimi bollettini.
Intanto l'ex premier Giuseppe Conte e l'ex ministro della sanità Roberto Speranza sono indagati nell'inchiesta dei pm di Bergamo sulla pandemia di Covid. Oltre all'ex premier e all'ex ministro della sanità, indagati anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana e l'assessore regionale al Welfare Gallera. Nell'atto che chiude le indagini ci sono anche il presidente dell'Istituto Superiore della Sanità Silvio Brusaferro, l'allora capo della Protezione Civile Angelo Borrellli e il presidente dell'Istituto Superiore della Sanità Franco Locatelli. In tutto gli indagati sono una ventina. L'inchiesta è per epidemia colposa con tre filoni dell'indagine: la repentina chiusura e riapertura dell'ospedale di Alzano, la mancata "zona rossa" in Val Seriana e l'assenza di piano pandemico aggiornato per contrastare il rischio pandemia lanciato dall'Oms.

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Zambon: "Ritiro del report dell'Oms nella fase opaca pandemia"

Il caso del "rapporto pubblicato nel maggio del 2020 e poi ritardo dopo 20 ore circa" si inserisce in una "fase opaca delle gestione della pandemia". È quanto ha affermato Francesco Zambon, oggi referente aziendale Piano pandemico azienda Ussl 2 del Veneto e nel 2020 coordinatore del gruppo di lavoro dell'Oms che ha redatto il report che analizzava la risposta alla pandemia, audito dalla Commissione Affari sociali nell'ambito dell'esame, in sede referente, delle proposte di legge per l'istituzione della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza Covid-19. Il rapporto, ha spiegato Zambon, era "un tentativo in corsa per cercare di correggere gli errori che si stavano commettendo durante la prima ondata e per allertare, in un'ottica di prevenzione, gli Stati che non erano stati toccati" dalla pandemia. "Questo non è stato possibile e bisogna capire il perché", ha concluso. 
- di Redazione Sky TG24

Covid, 57 le morti contestate dai pm di Bergamo, 99 le parti lese

C’è chi ha perso il marito, chi la mamma, chi il padre, chi entrambi i genitori tra le 99 persone individuate dalla procura di Bergamo come parti lese nell’inchiesta per epidemia colposa, in cui sono indagati tra gli altri anche l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte, l’ex ministro della Salute Roberto Speranza e il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. A loro - oltre che all’ex capo della Protezione civile Giuseppe Borrelli, all’ex assessore regionale al Welfare Giulio Gallera e all’ex dg Luigi Cajazzo, al presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro , Agostino Miozzo e ad altri membri del Cts – i magistrati bergamaschi imputano la morte di 57 persone, tutte decedute tra la fine di febbraio e l’inizio di maggio 2020.  Non solo i parenti delle vittime sono stati individuati come parti lese. Tra queste figurano infatti anche 34 operatori sanitari dell’ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano Lombardo, che nella primavera 2020 furono malati per oltre 40 giorni. Per il loro contagio, i magistrati bergamaschi contestano il reato di lesioni personali aggravate.
- di Redazione Sky TG24

Covid, relatrice: "Puntiamo a ok in tempi celeri a commissione"

"Puntiamo a finire le audizioni in tempi molto celeri rispettando i tempi per portare la proposta di legge in Aula in aprile in maniera che possa essere operativa entro giugno. E' una commissione importante e non c'è ostruzionismo" da parte dei gruppi. Lo ha detto Alice Buonguerrieri, deputata di FdI e relatrice della proposta di legge sull'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sul Covid dopo le audizioni di oggi in materia in commissione Affari Sociali della Camera.     
 
- di Redazione Sky TG24

Oms, in Italia in 4 settimane 1.190 decessi, -40%

Da inizio pandemia al 26 febbraio sono stati oltre 758 milioni i casi confermati di Covid-19 e oltre 6,8 milioni i decessi. Ma prosegue da settimane il trend di calo. Dal 30 gennaio al 26 febbraio, nel mondo, sono stati registrati circa 4,8 milioni di contagi e oltre 39.000 decessi, pari a -76% e -66%, rispetto ai 28 giorni precedenti. Calo di decessi importante anche per l'Italia, dove se ne segnalano 1.190 in 4 settimane, pari al -40%. Questi i dati del nuovo bollettino settimanale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, che precisa però come "le tendenze attuali sono sottostime del numero reale di infezioni e reinfezioni", in parte anche a causa "della riduzione dei test e ai ritardi nella segnalazione in molti Paesi".   Nelle ultime 4 settimane, i nuovi casi sono diminuiti in tutte le  regioni Oms: -89% Pacifico occidentale, -53% Africa, -38% Americhe, -36% Sudest asiatico, -22% Mediterraneo orientale e -7% in Europa. In decessi sono calati del -84% nel Pacifico occidentale, del -66% in Africa, del -57% nel Sudest asiatico, del -44% in Europa e del -22% nelle Americhe, mentre sono aumentate del 18% nel Mediterraneo orientale. Negli ultimi 28 giorni il numero più alto di nuovi casi Covid è stato negli Stati Uniti (1.085 contagi .170, -29%), Giappone (752.935, -77%), Cina (537.561, -95%). Sempre gli Usa sono il paese con più decessi (12.111, -17%), seguito da Cina (5.915, -91%) e Giappone (4.818, -52%). Sono 14 i Paesi con aumenti maggiori del 20% o più dei nuovi casi, in testa la Moldavia (+314%), seguita da Polonia (+281%) e Armenia (+170%).  In particolare, in Europa, negli ultimi 28 giorni ci sono stati oltre 1,4 milioni di contagi e 9.784 morti. 
- di Redazione Sky TG24

Zambon: "Paesi con piano pandemico sono andati meglio"

"Per tutti coloro che hanno sempre detto che in fondo avere un piano pandemico non sarebbe stato influente nella gestione della pandemia, adesso abbiamo la conferma scientifica che questo non è vero. E faccio riferimento a un articolo di 'The Lancet' del 14 settembre 2022. Questa rivista di riferimento in ambito medico-scientifico ha istituito una commissione anch'essa sulle lezioni della pandemia Covid per il futuro. E dice chiaramente che i Paesi che avevano un piano pandemico e ne avevano uno aggiornato, ovvero quelli dell'Asia orientale soprattutto, sono andati di gran lunga meglio di quelli che non ne ce l'avevano". Lo ha sottolineato Francesco Zambon, l'ex funzionario dell'Organizzazione mondiale della sanità autore del report sulla prima risposta dell'Italia alla pandemia di Covid, prima pubblicato e poi ritirato dall'agenzia Onu per la salute. L'esperto, oggi referente aziendale Piano pandemico azienda Ulss 2 del Veneto, è stato sentito in audizione informale in Commissione Affari sociali della Camera nell'ambito dell'esame delle proposte di legge per l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19. 
- di Redazione Sky TG24

Familiari vittime: "Oggi ridata dignità ai nostri cari"

"Oggi siamo qui davanti alla Procura di Bergamo per onorare la memoria dei nostri cari: la memoria di quelle persone che, come mio papà, se ne sono andate nel modo più tragico possibile. La Procura di Bergamo in un certo senso ha ridato la dignità a quei corpi accatastati che non hanno avuto nemmeno la dignità di una sepoltura". È quanto racconta Cassandra Locati, presidente dell'associazione #Sereniesempreuniti, oggi all'esterno della Procura di Bergamo, all'indomani della chiusura dell'indagine sulla pandemia.  "Abbiamo detto che oggi si riscrive la storia della tragedia bergamasca - aggiunge -: ecco, la chiusura delle indagini da parte della Procura per noi dell'associazione è un segnale molto importante perché onora la memoria dei nostri cari e per questo ringraziamo e non finiremo mai di ringraziare la Procura di Bergamo". 
- di Redazione Sky TG24

Cartabellotta: "Più criticità che benefici in proposte Commissione d'inchiesta"

Nelle proposte per una Commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione del Covid in Italia "ci sono elementi di criticità" rispetto "ai benefici attesi". Lo ha evidenziato Nino Cartebellotta, presidente della Fondazione Gimbe, nella sua analisi presentata oggi in audizione informale in Commissione Affari sociali della Camera in merito alle proposte di legge per l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19. Tra le criticità evidenziate dall'analisi di Gimbe, ci sono gli standard scientifici di riferimento, ovvero "assenza di evidenze nel periodo iniziale della pandemia, rapida acquisizione di conoscenze e complessità di sintesi delle evidenze e formulazione delle raccomandazioni; aree grigie", ha sottolineato Cartabellotta.  
"Ma anche giudizi ex-post su decisioni influenzate anche da una situazione emergenziale mai sperimentata prima - ha illustrato il presidente Gimbe - E poi l'impatto della pandemia sui servizi sanitari e sugli esiti di salute condizionati da innumerevoli processi clinici e organizzativi, oltre che da numerose variabili". In conclusione, il presidente Cartabellotta si chiede se "le criticità identificate costituiranno una base conoscitiva sufficiente per consentire alla politica un adeguato rafforzamento del Ssn, anche al fine di contrastare eventuali nuove pandemie". 
- di Redazione Sky TG24

Valesini: "Dopo allerta Oms l'Italia non era pronta"

"Come giornalisti del servizio pubblico riteniamo che una commissione di inchiesta sia assolutamente necessaria, perché se non capiamo dove abbiamo sbagliato questo Paese difficilmente sarà in grado di reagire ad una successiva pandemia". Lo ha affermato Giulio Valesini, giornalista di "Report", audito dalla Commissione Affari sociali nell'ambito dell'esame, in sede referente, delle proposte di legge per l'istituzione della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza Covid-19. "L'allerta dell'Oms sul Covid è del 5 gennaio 2020 e l'Italia avrebbe dovuto muoversi subito con il piano pandemico. L'Italia non era pronta, eppure l'Oms da anni diceva che sarebbe arrivata una pandemia e che si dovevano fare dei compiti a casa, a partire dal rinnovare il piano pandemico", ha aggiunto. 
- di Redazione Sky TG24

Covid, Gimbe: "Criticità per compiti commissione d'inchiesta"

"Da un'analisi preliminare emerge che numerosi tra i compiti della Commissione di inchiesta sulla gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, definiti dalle tre proposte di legge sul tema, presentano una o più criticità". Lo ha affermato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, audito dalla Commissione Affari sociali nell'ambito dell'esame, in sede referente, delle proposte di legge per l'istituzione della Commissione.   Innanzitutto, afferma Cartabellotta, "alcuni compiti della Commissione di inchiesta hanno una fattibilità minima o nulla per varie ragioni: dati assenti, insufficienti o di scarsa qualità; impossibilità di definire relazioni causa-effetto;  elevato grado di soggettività del giudizio". Di conseguenza, ha rilevato, la Commissione Affari sociali "dovrà valutare fattibilità e costi dei compiti della Commissione d'inchiesta, al fine di definirne le priorità". Vanno inoltre considerate, ha avvertito, "alcune criticità generali quali: l'iniziale assenza di evidenze scientifiche a cui è succeduta una rapida acquisizione di conoscenze che hanno innescato un'infodemia che, a sua volta, ha reso complesso per la comunità scientifica sintetizzare le evidenze e formulare le raccomandazioni. La complessità di esprimere giudizi ex-post su decisioni influenzate anche da una situazione emergenziale mai sperimentata prima. La certezza che l'impatto della pandemia sui servizi sanitari e sugli esiti di salute sono condizionati da innumerevoli processi clinici e organizzativi". Pertanto, ha concluso Cartabellotta, "con l'istituzione della Commissione di inchiesta quali saranno i benefici per il Servizio Sanitario Nazionale e per il diritto alla tutela della salute? E, soprattutto, le criticità identificate costituiranno una base conoscitiva sufficiente per consentire alla politica un adeguato rafforzamento del SSN, anche al fine di contrastare eventuali nuove pandemie?". 
- di Redazione Sky TG24

Moratti: "In 2020 gravi lacune sistema alert Lombardia"

"Al di là degli aspetti giudiziari, su cui si torna a parlare a seguito della chiusura delle indagini della Procura di Bergamo, tutti gli osservatori concordano nel giudicare carente il livello di preparazione che ha mostrato nel 2020 il sistema sanitario regionale nel contrasto al Covid. Proprio perché la Lombardia non si trovi più impreparata, ho fortemente voluto nella legge di riforma la costituzione dell’Agenzia per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive". Lo scrive su Facebook l'ex assessore al Welfare e vicepresidente della Regione Lombardia, Letizia Moratti.
"Ritengo che in cima alla lista delle priorità della nuova Giunta regionale ci debba essere quella di nominare il consiglio di amministrazione e il presidente, responsabile dell’attività dell’Agenzia - sottolinea Moratti -. Una personalità di livello internazionale che deve essere scelta per il suo alto livello di competenza, per guidare la ricerca in ambito immunologico, virologico e clinico, al fine di aumentare la capacità del sistema di rispondere a nuove minacce alla salute pubblica. Con l’obiettivo di elaborare anche nuove linee guida, protocolli e un nuovo ed efficiente sistema di alert. Sistema che nel 2020 ha mostrato, come tutti sappiamo, gravi lacune".
 
- di Redazione Sky TG24
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Inchiesta Covid, procuratore Bergamo a SkyTG24: l'intervista (VIDEO)

- di Redazione Sky TG24

Greco: "Paese impreparato, inutile piano pandemico vecchio di 14 anni"

"Il Paese si è trovato del tutto impreparato alla pandemia" di Sars-Cov-2. L'idea che il piano pandemico esistente "potesse essere vigente 14 anni dopo essere stato redatto è un'evidente stupidaggine", considerati i cambiamenti a livello di tecnologie e conoscenze.  "Basti pensare, ad esempio, che nel 2006 le mascherine erano destinate solo al personale sanitario, anche nella fase pandemica". Lo ha spiegato Donato Greco, specialista in malattie infettive, già direttore generale della prevenzione al ministero della Salute e componente del secondo Cts, oggi in audizione informale in Commissione Affari sociali della Camera per l'esame delle proposte di legge per l'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19. 
"Un piano pandemico ha una vita triennale", ha ricordato sottolineando che anche una direttiva Ue impegna i Paesi ad aggiornare i piani ogni tre anni. "Questi 14 anni sono passati senza che i miei successori" al ministero della Salute, "i successivi ministri e funzionari sentissero la necessità di aggiornare o costruire nuovi piani". Nel frattempo "sono cambiate molte cose. E' cambiato lo scenario di riferimento dell'epidemiologia mondiale". L'Oms, in 14 anni, "ha emanato 3 nuove linee guida sui piani pandemici e anche queste non hanno avuto nessun impatto per noi", ricorda Greco, nonostante ci siano state altre pandemie importanti, seppure non potenti come il Covid.  
Anche le tecnologie "erano diverse. Il tampone molecolare era riservato a pochissimi laboratori ultra-specializzati , oggi è una cosa che si fa in cucina". Per non parlare delle "tecnologie vaccinali: mRna era ricerca di base. Sia la diagnostica sia la sorveglianza genomica erano inesistenti". Anche la comunicazione "non era la stessa nel 2006. Quindi, obiettivamente, pensare di applicare quel piano al 2020 è una stupidaggine. Si trattava, inoltre, di un piano contro l'influenza, che è un virus completamente diverso". In  pratica "non mancava il 'piano pandemico' a gennaio 2020, mancavano i 14 anni di inattività: in quegli anni bisognava maturare una cultura di preparazione, esercitata, attivata, finanziata. Tutto questo non è  avvenuto. E quindi il Paese si è trovato impreparato". 
- di Redazione Sky TG24

Tacconi sta meglio, ha superato anche il Covid

"Sono stati giorni di apprensione per noi, perché il Covid ha colpito papà. Fortunatamente anche questa l'abbiamo superata alla grande!". Lo fa sapere, attraverso i social, il figlio dell'ex portiere, Andrea. Tra i commenti: "I duri non mollano". L'ex estremo difensore di Juventus e Nazionale è seguito da mesi dai medici dopo l'emorragia cerebrale da rottura di aneurisma. Il 23 aprile 2022 si era sentito male ad Asti, dove si trovava per un evento benefico, proprio assieme al figlio. 
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Fassino: "Inchiesta che sconcerta ed amareggia"

"Sconcerto e amarezza nel vedere indagati politici e esperti sanitari che si spesero in ogni modo per salvaguardare la salute degli italiani da un virus di cui non si conoscevano origine e caratteri, né si disponeva di farmaci e vaccini". Lo ha scritto, su Twitter, Piero Fassino, deputato del Partito Democratico.      
 
- di Redazione Sky TG24

Aifa, dati su reazioni avverse vaccini confluiranno in rapporto annuale

"In considerazione dell'andamento sostanzialmente stabile delle segnalazioni, e in linea con l'approccio delle varie agenzie regolatorie a livello europeo, d'ora in poi i dati sulle segnalazioni di sospette reazioni avverse ai vaccini anti Covid-19 confluiranno nel Rapporto sulla sorveglianza post-marketing di tutti i vaccini, pubblicato annualmente dall'Aifa". Lo comunica l'Agenzia italiana del farmaco, che ha pubblicato il 14esimo Rapporto sulla sorveglianza dei vaccini Covid-19. 
"In linea con il più ampio programma di convivenza con la malattia da Sars-CoV-2 e con l'approccio delle varie agenzie regolatorie a livello europeo - si legge all'interno del report, relativo al periodo 27 dicembre 2020-26 dicembre 2022 - tali rapporti dedicati ai vaccini anti Covid-19, pubblicati con cadenza mensile nel primo anno di campagna vaccinale e trimestrale nel secondo anno di tale campagna, confluiranno nei rapporti sulla sorveglianza post-marketing di tutti i vaccini, pubblicati annualmente sul sito dell'agenzia. Il monitoraggio e la sorveglianza della sicurezza dei vaccini anti Covid-19, così come di tutti i farmaci - precisa l'Aifa - continuerà a essere effettuato di concerto con tutti gli attori coinvolti nel monitoraggio post-marketing e nella farmacovigilanza a livello europeo, e saranno comunicate tempestivamente eventuali problematiche di sicurezza, se necessario, come già nei compiti dell'agenzia". 
"Si raccomanda di continuare a segnalare eventuali eventi avversi che si sospetta possano essere attribuiti alla somministrazione del vaccino - esorta l'ente regolatorio nazionale - tramite le modalità indicate sul sito istituzionale, al fine di contribuire alla valutazione sulla sicurezza di tali medicinali nell'ambito del sistema di farmacovigilanza nazionale ed europeo".
- di Redazione Sky TG24

Remuzzi: "Per le vittime non dobbiamo dimenticare e prepararci a nuove pandemie"

"Secondo me la cosa più importante da fare" per le vittime Covid "è non dimenticare. E prepararci alle prossime pandemie che inevitabilmente arriveranno. Perché si succedono con una certa regolarità e negli ultimi anni in modo più frequente ancora. Quindi dobbiamo assolutamente prepararci, e la prima preparazione è avere un servizio sanitario forte e lavorare su un servizio sanitario territoriale. Purtroppo, mentre noi stiamo dando la colpa a questo o a quest'altro, in questi 3 anni che sono passati abbiamo fatto molto poco per mettere in sicurezza il nostro sistema sanitario nazionale". Lo sottolinea il direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs, Giuseppe Remuzzi, all'Adnkronos Salute. 
Per Remuzzi, la questione "è ben più complessa". E il problema di Covid e come è stato gestito nelle sue prime fasi, "va affrontato proprio nella sua complessità", riflette nel giorno in cui si sono ufficialmente chiuse le indagini a Bergamo e, parallelamente, in Commissione Affari sociali alla Camera sono in corso audizioni informali nell'ambito dell'iter per una Commissione d'inchiesta. Il pensiero di Remuzzi, che a Bergamo viveva da vicino i momenti più duri della pandemia, va ad Alzano, uno dei comuni bergamaschi più duramente colpiti nei "primi giorni, quando non si sapeva niente" e al suo ospedale, finito nell'occhio del ciclone. "Dire chi ha sbagliato lì, secondo me, sarà veramente difficile. Bisognerebbe mettersi nelle condizioni di chi si vedeva arrivare" tutti quei malati. "Si poteva immaginare di avere più attenzione per gli anziani, però lo diciamo adesso. Siamo tutti bravi a dirlo, adesso", riflette. 
Per Remuzzi, questa "non è soltanto una questione di magistrati, giudici e avvocati. Ha a che vedere con la complessità di questo fenomeno, da noi e in tutto il mondo". Tornando all'inchiesta, dice l'esperto, "per capire e dare un giudizio, cosa dalla quale io voglio rimanere assolutamente lontano, bisognerebbe vedere gli atti. Ed è complesso, perché è stata un'inchiesta lunghissima, sono state raccolte tantissime testimonianze. E ora che ci sono persone indagate, bisogna vedere che cosa ha eventualmente rilevanza penale di quello che è stato evidenziato". Più in generale, invece, aggiunge Remuzzi, "vorrei sottolineare che noi abbiamo un sistema sanitario nazionale che è stato progressivamente smantellato. E' successo anche in Inghilterra, e infatti in Inghilterra è andata come da noi. Sono andati bene quei Paesi che avevano una sanità e un'assistenza territoriale forti, e avevano la possibilità di far fronte a una cosa che in realtà all’inizio non si conosceva bene". 
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Covid a Bergamo, ecco com'è nata l'inchiesta: le tappe (VIDEO)

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