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Trieste, la madre di Meran: “Non so come chiedere perdono per quanto fatto da mio figlio”

2' di lettura

“Mi dispiace tanto per quello che ha fatto mio figlio”, dice la madre del 29enne accusato di omicidio plurimo e tentato omicidio per la sparatoria in questura in cui hanno perso la vita 2 agenti. “Non c'è nulla che si possa dire per confortare un dolore così”, aggiunge

“Non so come chiedere perdono a queste famiglie”. Il giorno dopo la sparatoria nella questura di Trieste (COSA SAPPIAMO FINORA), in cui sono morti gli agenti Pierluigi Rotta e Matteo Demenego (CHI ERANO), parla la madre di Alejandro Augusto Stephan Meran, l’uomo di 29 anni accusato del duplice omicidio. (IL CORDOGLIO DI MATTARELLA - IL CORDOGLIO DEL GOVERNO - L'OMAGGIO DELLE FORZE DELL'ORDINE - L'AUDIO DALLA QUESTURA)

“Mi dispiace per quello che ha fatto mio figlio”

“Mi dispiace tanto per quello che ha fatto mio figlio”, ha detto la signora Betania. “Cosa si può dire a un padre che perde un figlio o a un figlio che perde il padre? Non c'è nulla che si possa dire per confortare un dolore così”, ha aggiunto commossa. "Mio figlio è malato mentale", ha spiegato.

Meran non ha risposto agli inquirenti

Il figlio, Alejandro Augusto Stephan Meran, è accusato di omicidio plurimo e tentato omicidio. Meran si è avvalso della facoltà di non rispondere agli inquirenti. Inquirenti che, tra l’altro, ritengono che sussista il pericolo di fuga e di reiterazione di reato e per questo hanno chiesto per il 29enne la custodia cautelare in carcere. Intanto, sulla dinamica della sparatoria sono emersi nuovi particolari (FOTO - LE POLEMICHE SUL TWEET DI CHEF RUBIO): Meran, dopo aver sottratto la pistola all'agente Rotta, gli ha sparato due volte. Sentiti gli spari, l’agente Demenego è uscito dall'ufficio ed è stato raggiunto da tre colpi. Il tutto mentre il fratello di Meran, Carlysle, si era barricato in un ufficio e poi è fuggito, prima di essere bloccato.

Verifiche sulle fondine dei due agenti morti

Verifiche sono in corso sulle fondine delle due vittime. “Ci sono stati problemi”, ha detto il Sindacato autonomo di polizia (Sap). Ha spiegato che al primo agente “è stata sfilata la pistola perché aveva una fondina vecchia, in quanto quella in dotazione gli si era rotta. Al secondo agente ucciso, la fondina sarebbe stata strappata dalla cintura quando ormai era già in terra inerte”. Oggi a Trieste è lutto cittadino.

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